mercoledì 13 maggio 2015

One last thing

Algebraic topology, dynamical systems, additive number theory, combinatorics on words and one of the Big conjectures all thrown in together. And I could juggle it all at the same time in my mind.

This has been by far the best thing I have worked on and probably ever will.

Who's not been there will never be able to understand the beauty of doing mathematics.
It's not solving problems.
It's building universes with countless dimensions in your head and contemplating the intricacies of the structures that underlie them.
It's creating incredible places and spending days exploring your creations.
It's discovering the truth.
It's being able to change the rules and make true what was not, if you want.
It's being able to know what you do not know (and never will).
It's being able to create knowledge from what you know you don't know.
It's enjoying the purest intellectual pleasure.

The best mathematicians are not problem solvers, they are creators of worlds.

"What is it useful for?" is the most insulting thing you can ask a mathematician.
It doesn't matter.
Even the most modest of mathematicians has woven the rules of the universe into a small piece of eternal truth.
That is something that should be regarded in awe.
Someone, maybe tomorrow or maybe in a 1000 years, might find at any point in the future a world-changing use for that small piece of truth.
Or maybe not.
But it doesn't matter.

"If you want to make an apple pie from scratch, you must first invent the universe", once said Carl Sagan.
Mathematicians invent the universe so you can make an apple pie.

Doing mathematics is a privilege.

I am grateful for having had that privilege.

Stay tuned,

M.

giovedì 5 marzo 2015

Aggiornamento e domande

Visto che avevo promesso una serie "sull'ignoranza degli Italiani", penso di dovere qualche aggiornamento.

Avevo cominciato a scrivere i due post rimanenti, ma sono successe delle cose. In particolare ci sono stati aggiornamenti al sondaggio di cui parlavo, alcuni errori sono stati corretti e così via. Insomma, nonostante ci siano ancora cose da dire, i due post rimanenti sono diventati molto meno interessanti e così ho deciso di non pubblicarli.

Ho qualche idea su qualcosa da scrivere, ma me la prendo comoda.

In compenso, però, mi piacerebbe riprendere un po' i contatti con i miei due lettori e mezzo.

Solo per fare due chiacchiere e senza impegno alcuno, vi chiedo di pensare a qualche domanda su come funziona il mondo. Qualche domanda a cui uno bravo scienziato, avendo a disposizione dati (eventualmente raccolti con appositi esperimenti), tempo e voglia potrebbe rispondere.

Tanto per limitare un po' il campo, manteniamoci su domande intorno agli esseri umani o alla società in generale, ma per il resto sentitevi liberi. Possono essere domande frivole e insolite (tipo "Si perdono più spesso i guanti sinistri o destri? E perché?" oppure "Qual è il gusto di gelato più venduto in Italia?" o anche "Fino a che punto è possibile predire la performance di un giocatore di bowling?"), domande in campo sociale o economico, più o meno serie ("Qual è la distribuzione dei possessori di cani per età?", "Quanto conta conoscere o aver collaborato con un membro della commissione per vincere un concorso accademico?","Si può stabilire qualsivoglia legame tra misure di austerity, PIL e disoccupazione?") di carattere medico ("Che percentuale di vaccinati è necessaria in una popolazione affinché l'immunità di gruppo si manifesti?", "Quante ore per notte dovrei dormire e cosa succede se ne dormo di meno o di più?") e così via.

Insomma, sbizzarritevi, se vi va. Non prometto alcuna risposta, è solo per stimolare qualche riflessione.

Stay tuned,

M.

giovedì 8 gennaio 2015

Due in uno.

In una triste e grigia mattina belga.