martedì 17 giugno 2008

ORA basta dialogo?

Finalmente è successo. Ce lo aspettavamo ed è successo. Silvio B. ha ricominciato a macinare leggi e leggine ricamate ad hoc dai suoi più o meno abili sarti di palazzo. Il paese che si prospetta assomiglia sempre più ad un regime (pure militarizzato, a quanto pare) con censura, magistratura bloccata e tutto il resto. Lo sfascio che si prepara è così vistoso che persino il capetto dell'opposizioncina ombra se ne è accorto; e distogliendo lo sguardo dai veri problemi dell'Italia (che ha grossi problemi alla Difesa, ma pure in centrocampo e in attacco), ha dichiarato che "il premier ha scelto lo scontro" e che "ora basta con il dialogo".
Adesso te ne accorgi, caro Uòlter? Te lo stanno strillando in tanti da tanto. C'hai un tempismo che nemmeno Donadoni.
Mah.
M

giovedì 12 giugno 2008

Dell'Italia, di facebook e di altre sciocchezze.

Sono assente dal mio blog da un sacco di tempo. Lo so. Non me ne vogliate cari lettori, ma da quando sono tornato dal Texas l'istinto da scriba è un po' appannato. Il fatto è che non mi vengono idee per scrivere qualcosa qui nel mio blog. Inoltre tante altre cose mi hanno portato via da questo mio piccolo spazio azzurrino. Ho scoperto facebook. O meglio, mi sono iscritto a facebook. Chi lo conosce sa che FB può essere una droga. Ed io, da tecondipendente quale sono, ci sono caduto in pieno: ho passato giornate intere a perdere tempo su quel singolo sito, trascurando molti dei miei quotidiani appuntamenti virtuali, cercando persone assolutamente improbabili che non vedo e non sento da decenni e frugando nei meandri di quella grande, grandissima rete che è facebook. Adesso, passata la sbronza iniziale, mi sono normalizzato: lo controllo ogni tanto e la mia vita sul web ha ripreso il suo corso. In compenso, però ho ripreso contatti con persone che non vedevo da parecchi anni.
Bello.
Poi è stata la volta di Last.fm. E questo mi sento di consigliarlo a tutti: porta via poco tempo e fa scoprire tanta musica, che è sempre cosa buona.
Poi sono iniziati gli Europei. Non sono un gran tifoso, ma aspetto con ansia la prima partita dell Italia (la partitella Olanda-GorgonzolaDiSotto non ha propriamente soddisfatto le mie velleità da calciospettatore).
E tutto questo è stato condito da:
  1. Infinite noiosissime scadenze di convegni e convegnucci, che mi son costate tempo e sonno.
  2. Infinite agghiaccianti notizie e notiziuole sul fronte politico italiano, che mi son costate acidità di stomaco è qualche anno di vita in incazzature.
  3. Infinite prove, provette e provole per la momentaneamente intensissima attività del coro, che mi sta portando via eoni di tempo e di sonno. Nonché gran parte della mia sanità mentale, visto che da quando ho comprato il diapason prendo la nota pure per suonare il campanello.
  4. L'uscita della quarta edizione di DangionsenDregons (Dangioni e Dragoni, in Italiano), che, tanto per cambiare mi ha portato via ore e ore di sonno spese a leggere a letto. E che ancora non sono riuscito a provare.
Capirete bene che le uniche cose che mi vien voglia di pubblicare sul blog sono i testi delle canzoni che sento e che si adattano al mio umore del momento. Anche perché di che cosa dovrei mai parlare, visto che dell'Italia e del punto 2 di cui sopra è stato detto più che tutto, mentre dei punti 1,3 e 4 probabilmente non frega a nessuno?
Va bene, lo ammetto, sto solo cercando scuse: ho semplicemente sonno, sonno sonno. Ma ci sono sempre e il mio blog non muore. Semplicemente si addormenta di tanto in tanto.
Beato lui.
Stay yawned,
M

martedì 3 giugno 2008

Villanella di Cenerentola

Chi nasce annura e chi nasce ‘ncammisa
je ca nascette annura e senza niente
aspetto ca pe mme cagna lu viento.

Chi nasce cane e chi nascette gatta
je ca nascette gatta e no canillo
aspetto e mo ‘ncappà nu suricillo.

Chi a’ tene argiento e chi lla tene d’oro
la caiolella pà ‘ncappà o’ palummo
e forse je sola a tenarraggio e chiummo.

Chi nasce ‘ncunie e chi nasce martiello
si stu martiello ‘ncasa e nun m’apprezza
pure vene lu juorno ca se spezza.

Chi nasce janco e chi niro o’ gravone
je mò gravone so po te ne adduone
lu juorno ca m’appicciarragge bbuono.