giovedì 31 dicembre 2009

My most popular post in 2009 (in Italian and English)


Invece di pubblicare un altro video di auguri per augurarvi buon anno (avevo un'idea, ma mi avrebbe richiesto troppo tempo) ho deciso di lanciarvi/mi una sfida: voglio che questo sia il post più popolare, ovvero con il maggior numero di contatti e commenti.
Ovviamente ho bisogno di voi per raggiungere questo (stupido) obiettivo.
Queste sono le "regole":
  1. Al fine di raggiungere il mio scopo, contano i contatti e i commenti ottenuti nelle prossime 24 ore, ovvero fino al 1 gennaio 2010 circa 17.30 GMT
Questo è tutto :)

Aiutatemi in questo gioco: pubblicatemi su Facebook, su twitter o dove vi pare; ditelo agli amici per telefono, via SMS o in qualunque altro modo.

Ma soprattutto lasciate commenti: scrivetemi come passate il capodanno, fatemi gli auguri, salutatemi o proponete un premio che possa darvi per avermi aiutato a raggiungere questo obiettivo.

Buon 2010 a tutti!



I was thinking of posting another video to wish you a happy new year, but I changed my mind and decided to challenge you and myself: I want to make my last post in 2009 the most popular of the year, i.e. the most read and with the highest number of comments.
Of course, I need your help to reach my (silly) goal.
These are the rules:
  1. I will count only the contacts and comments obtained in the next 24 hours, that is before January 1st 2010, 5.30 pm GMT.
That's all :)

Help me with this game: share this post on facebook, twitter or wherever you like; tell your friends, post it on your blog, do whatever you want.

But above all, leave a comment: tell me how you will spend your New Year's eve, just say hallo, suggest what can I do for you in exchange for helping me with this post, but, please, leave comment.

Happy New Year!

Stay tuned,
M

giovedì 17 dicembre 2009

Ecco, appunto.



Stay tuned,
M

Hello World!

However strange it could appear, analysing the traffic on my website I discovered that I have an Australian reader (or so it seems), possibly following my blog via google translate.

Should this be true, I want to personally greet and thank you, my anonymous reader :)

If you are here, feel free to post your comments in English and to ask for enlightenment, in case google does not work well enough.

Stay tuned,
M

martedì 15 dicembre 2009

Sulla violenza, ovvero: se questo è un duomo.

Scusate, ma sono un po' nauseato su questa storia del premier.

Nauseato da tutte e due le parti. Naseato dalla gran parte dei commenti. Nauseato dalla vergognosa farsa dei gruppi su facebook.

E quindi sciopero.

E il mikopensiero lo trovate (più o meno) espresso in altri posti (e in altri post).

E lo trovate qui:



Stay tuned,
M

mercoledì 9 dicembre 2009

Canto di Natale

Non è mio costume pubblicare recensioni di film su questo blog.

Ma questa volta farò un'eccezione.

Il film in questione è "A Christmas Carol" di Robert Zemeckis, dal racconto di Charles Dickens.

Ci sono diversi motivi che mi spingono a commentare questo film, che ho visto ieri, e il primo di questi motivi è che sono da sempre legato al racconto di Dickens: ne ho visto innumerevoli versioni, ho letto il libro in Inglese (d'accordo, ne ho letto una riduzione), ho ascoltato la versione audio del "Cantafiabe" quando ero piccolissimo e ho recitato la parte di Scrooge in Inglese quando avevo nemmeno 12 anni. Insomma ho sempre amato il più classico dei racconti natalizi.

Il secondo motivo è Robert Zemeckis: uno che ci ha portato la trilogia di Ritorno al futuro, Chi ha incastrato Roger Rabbit, Cast Away e Forrest Gump, aveva ottime possibilità di fare un buon lavoro, non vi pare?

Il terzo motivo è Jim Carrey: un attore che ho sempre pensato avesse grandi potenzialità (per la precisione l'ho pensato da The Truman Show in poi), ma mai espresse fino in fondo, incastrato com'è nella sua demenziale maschera da faccia-di-gomma.

Ma passiamo al MiKopensiero cinematografico; per i più impazienti: mi è piaciuto molto e lo consiglio senz'altro.
Quello che, a parer mio, rende questa terza esperienza disneyana (dopo quella con Topolino e con i Muppet), la migliore di tutte le riduzioni cinematografiche del racconto di Dickens è l'assoluta fedeltà al testo originale, sia dal punto di vista della sceneggiatura che della fotografia (chi lo ha visto provi a confrontare le scene del film con le illustrazioni di John Leech, della prima edizione del libro). Non ci sono sbrodolature eccessivamente buoniste (se non quelle originali), tutto quello che ci deve essere c'è (compresi scheletri, spettri e morti) e anche le battute più celebri del libro ci sono tutte (anche se il linguaggio nella traduzione italiana suona un po' troppo maccheronico e affettato). Tutto questo non basta normalmente a farmi considerare buono un film tratto da un libro e normalmente lo considero sintomo del fatto che il regista non abbia una sua idea precisa da portare avanti (vedi, ad esempio, il Mercante di Venezia con Al Pacino, che per quanto mi sia piaciuto, tutto sommato non portava nessuno spunto interessante). Ma nel caso del Canto di Natale, non si era ancora (che io sappia) vista una riduzione fedele in tutto e per tutto al libro del 1843. Insomma, ci sono stati musical, reinterpretazioni moderne, cartoni animati e pupazzi celebri, ma mancava una interpretazione "filologica" dell'opera. Onore a Zemeckis, dunque.
Dal punto di vista tecnico, il film è girato completamente in motion capture (attori veri completamente ripassati al computer), ma di un livello talmente raffinato da far sembrare un burattino il Gollum della trilogia de Il signore degli anelli. Il tutto ha permesso, come ho già detto, di rendere in modo estremamente preciso le illustrazioni del libro (per chi ha visto il film, guardate qui, ad esempio).
Il Canto di Natale perfetto, quindi? Ovviamente no. Ci sono alcune pecche, ovviamente, e la più macroscopica di tutte è, tristemente, il 3D. Per quanto alcune scene siano davvero suggestive (i panorami di Londra, ad esempio) il tridimensionale viene ancora utilizzato come fine, piuttosto che come strumento di espressione (il prossimo Avatar di James Cameron promette di cambiare questa situazione). Il risultato è un eccessivo uso di voli, corse lungo le strade, carrellate lunghissime e una inutile serie di oggetti che volano verso lo spettatore, inutile sacrificio sull'altare della tecnologia e dell'effetto speciale.

E Jim Carrey? Fa ottimamente il suo mestiere, ma in un cast in cui lo fanno tutti. Non brilla in particolar modo (anche se ho particolarmente apprezzato lo Spirito del Natale Presente), ma non sfigura. Purtroppo dovrò aspettare ancora per poterlo considerare un grande attore.

Buona visione,
M

venerdì 4 dicembre 2009

Una lista di piccole cose

E per essere precisi, una lista di piccole cose fastidiose. Quei piccoli orrori quotidiani che, anche se insignificanti, hanno il potere di farvi saltare i nervi. Ecco quello che mi viene in mente:

  1. Un laccio che si slaccia in continuazione
  2. Mordersi le guance
  3. Essere colti dal dubbio di aver chiuso la macchina (preferibilmente quando piove)
  4. L'ascensore guasto nel fine settimana. Tutti i fine settimana
  5. Fare lo scontrino alla cassa e non riuscire a trovare posto al bancone per prendere il caffè
  6. Un burocrate che per darsi un tono continua a usare la stessa parola o espressione. Per lo più a sproposito
  7. Doversi levare la cintura al controllo di sicurezza all'aereoporto
  8. Far la fila in banca e scoprire di aver dimenticato qualcosa (ad esempio il secondo documento di identità) nella cassettiera all'esterno
  9. Una canzone che detesto che mi si fissa in testa per uno o più giorni
  10. Perdere la metro di un soffio dopo aver corso "like there's no tomorrow" per prenderla
  11. Le indicazioni stradali che all'improvviso ti abbandonano. Soprattutto quando rischi di far tardi per qualcosa e stai seguendo le indicazioni per un grande centro/aereoporto o similare
  12. I sondaggisti telefonici e il telemarketing
  13. Le mosche
  14. Gli studenti che ti danno del tu durante gli esami, mentre mi rivolgo a loro col lei
  15. Fare gaffe geografiche
  16. I "tecnici" che ne sanno meno di me (ma in compenso vengono pagati)
E la vostra lista qual è? Fatemi sapere.

Stay tuned,
M

PS Per chi lo ha letto: sì, mi sono ispirato ad "Achille piè veloce" di Benni per questo post

lunedì 30 novembre 2009

Pagine di diario

Perché il popolo tollerò o favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché quell'uomo era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel migliore dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).
Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosiffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo "tornaconto.
Il primo ministro, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l'autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po' ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il primo ministro. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.
Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso. Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob, e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l'amante più valido, così il primo ministro predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così il primo ministro con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le dìsprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti, anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia, non gli importa nulla, ma si può commuovere a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie, sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo. Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti, i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com'è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s'immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.

Ho letto questo brano un paio di giorni fa e ne sono rimasto impressionato. Il passo è di Elsa Morante che, nel 1945, ovviamente parla di Mussolini. Ho avuto cura di eliminare il nome del duce dal testo per rendervelo come l'ho letto io e massimizzarne l'efficacia.
Per dovere di cronaca, vi segnalo che la versione digitale originale l'ho presa da questo blog.


Stay tuned,
M

giovedì 19 novembre 2009

Un novembre eccezionale.

Centocinquant'anni fa, nel novembre del 1859 veniva pubblicato l'articolo

Ueber die Anzahl der Primzahlen unter einer gegebenen Grösse

in cui Bernhard Riemann nelle otto pagine del suo unico articolo di teoria dei numeri introduceva alcune nozioni più importanti di questa materia (la funzione zeta, ad esempio) e formulava quella che è tra le congetture più significative dell'intera matematica, vero e proprio Sacro Graal di noi poveri artigiani delle dimostrazioni.

Centocinquant'anni fa, precisamente il 24 novembre del 1859, veniva per la prima volta pubblicato dopo un pluridecennale periodo di incubazione "On the Origin of Species" di Charles Darwin, il fondamentale testo che ha posto le basi della moderna biologia evolutiva.

Centocinquant'anni dopo, il miglior presidente del consiglio degli ultimi centocinquant'anni ha drasticamente diminuito le ore di matematica a scuola e la superpotenza più avanzata del mondo è invasa da un creazionismo dilagante.

Non c'è niente da fare: non li fanno più dei mesi così.

Stay tuned,
M

He was my brother (Simon & Garfunkel)

Sono tempi preoccupanti, questi tempi di "bianco Natale", in cui persone di infinita ignoranza hanno il coraggio di dichiarare "per me il Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità", in barba a tutto quello che le tanto millantate "radici cristiane" (in cui per altro non mi identifico affatto) dovrebbero significare.

Sono tempi agghiaccianti, in cui si può morire senza che nessuno faccia (o abbia il coraggio di fare) una piega.

Sono tempi in cui mi viene sempre più voglia di scappare via da questo paese.

Non mi resta che dedicarvi una canzone. Semplice, forse un po' ingenua e persino qualunquista, ma che ascoltata attentamente, seguendo il testo, fa venire i brividi.

Almeno a me.

Meditate gente,
M




He was my brother
Five years older than I
He was my brother
Twenty-three years old the day he died

Freedom rider
They cursed my brother to his face
Go home outsider
This town's gonna be your buryin' place

He was singin' on his knees
An angry mob trailed along
They shot my brother dead
Because he hated what was wrong

He was my brother
Tears can't bring him back to me
He was my brother
And he died so his brothers could be free
He died so his brothers could be free.

martedì 17 novembre 2009

Piccolo elogio della scrittura.

Ovvero, dell'importanza di scrivere. Con carta e penna.

Questo post nasce da una serie di coincidenze; è capitato infatti, che lo scorso fine settimana sia dovuto andare in aereo nel profondo nordovest italico per incontrarmi con il mio older brother. Ed è capitato che non molto tempo fa abbia comprato (anche, ma non solo, sull'onda di quello che ho scritto nei miei post precedenti) di aver acquistato dei piccoli quadernetti Moleskine da tenere con me per prendere appunti e segnarmi i miei pensieri.
Piccoli, flessibili e a quadretti.
Ne ho portato uno con me a spasso per qualche settimana, ovviamente senza scriverci niente su. Ma sull'aereo per Torino, invece di mettermi a leggere il libro che avevo portato, ho cominciato a scrivere. E un nuovo mondo si è aperto.

E di questo nuovo mondo ho scoperto che:

  1. Scrivere i propri progetti su carta invoglia a realizzarli, a entrare in azione. Ci siamo intesi? Writing helps overcoming procrastination! Wow. Solo per questo vale almeno la pena di provarci.
  2. Scrivere aiuta moltissimo a riordinare le idee: io sono uno che pensa moltissimo, faccio grandiosi voli pindarici, occupo un sacco di tempo pensando a milleuno progetti diversi e pensando anche minuziosamente a minuscoli dettagli riguardo a questi progetti. E poi non ne faccio nulla. Fissare le idee su carta aiuta a preparare una semplice lista di cose da fare per realizzarli; una lista ordinata e razionale di passi talmente semplici che ti vien voglia di farli. E in più scrivere è un ottimo setaccio per separare quali sono i dettagli utili da quelli inutili, che possono essere rimandati.
  3. Scrivere, ovviamente, aiuta a ricordare. Anche se non avete una memoria schifosa come la mia, potete appuntarvi su carta le idee quando vi vengono e pensarci in un secondo momento. In questo modo non interrompete troppo il flusso di pensieri principale e riuscite più facilmente a rimanere concentrati su quel che state facendo.
  4. Scrivere aiuta a fare domande. Tutti sappiamo che la curiosità è la madre della scienza, ma la parte più difficile del fare domande è cercare di capire quali sono i nostri dubbi; non quali sono le domande giuste, propri quali sono le domande. So di star ripetendo fondamentalmente i punti precedenti, ma fare domande è uno strumento di crescita talmente importante che meritava un'attenzione particolare.
  5. Scrivere fa venir voglia di scrivere, innestando un sempre auspicabile circolo virtuoso: saranno stati mesi che non usavo carta e penna se non per qualche appunto di matematica (sappiate che il più importante strumento a disposizione di un matematico, oltre all'inquilino della scatola cranica, è la scrittura) o per qualche documento per l'efficientissima burocrazia italica; dopo aver cominciato a scrivere, invece, ho scritto ininterrottamente per tutta la durata del mio volo (e ho proseguito anche una volta sceso dall'aereo, visto che c'erano alcune cose che non avevo fatto a tempo ad appuntarmi).
  6. L'ho già detto due righe più su, ma vale la pena di evidenziarlo: scrivere fa passare il tempo. Avevo un libro che pensavo di leggere subito dopo aver preso qualche appunto sui miei pensieri e stavo ancora scrivendo durante l'atterraggio.
In conclusione, non sarà la panacea di tutti i mali, ma certamente può aiutare.

Per inciso, come è lecito aspettarsi, anche questo post è nato prima di tutto su carta: il solo atto di scrivere mi ha stimolato il processo di astrazione che mi ha fatto passare dallo scrivere al riflettere sull'utilità dello scrivere (se avete 5 minuti da perdere, guardate questo video) e mi ha dato l'idea per questo post (che ho prontamente annotato); il terzo post lungo che scrivo su questo blog nel giro di una manciata di giorni. Cose che non succedevano dal mio precedente blog texano...

Insomma, non vi ho fatto venir voglia di provarci? Coraggio, allora, scrivete e fatemi sapere!

Stay tuned (perché ho appunti per altri post),
M

PS Nonostante il volo non sia stato molto turbolento, il tempo non era buono e un po' abbiamo ballato; ma ero talmente concentrato a scrivere che non ho avuto nessunissimo problema (per chi non lo sapesse, per qualche motivo non identificato, da un quattro anni a questa parte volare mi innervosisce molto più di quanto non facesse prima). In più siamo persino arrivati in anticipo! Ok, questo non c'entra nulla.

PPS Forse, dopo tanto parlare di prendere appunti, tra poco scrivero un post sul come annotare le cose; cominciate a ruminarci su e se avete suggerimenti fatevi sentire.

Stay tuned, please.

Scusate, son stato un paio di giorni fuori e stasera sono troppo stanco per scrivere. Ma ho diversi post in arrivo. Quasi pronti: udite, udite, ho preso appunti! Quindi arriveranno.

Stay tuned,
M

E beccatevi questo video, nel frattempo:


lunedì 9 novembre 2009

De Pauritiis (tm)

Riassumiamo un po' i risultati dell'esperimento sociologico del mio post precedente.

Il maggiore ostacolo a fare le cose è quella persona che vediamo davanti a noi quando ci laviamo i denti la mattina. Le cose che ci piacerebbe davvero imparare a fare sono (salvo qualche eccezione) assolutamente cose fattibili, in alcuni casi persino facilmente. Perché non le facciamo? Generalmente per paura, per pigrizia o per la madre del procrastinaggio, la paurizia.

Come ho letto ultimamente (qui, libro che consiglio caldamente a tutti), a quanto pare il tutto è più o meno dovuto al fatto che il nostro cervellino detesta scegliere; trova che fare le scelte sia la cosa più faticosa del mondo e quindi cerca di semplificarsi il lavoro al massimo tentando di fare solo le scelte più facili.

Mi spiego meglio: non fare una cosa è di base più facile che farla. In più se aggiungiamo che magari fare la cosa può portare a conseguenze tremende, a margine di un dubbio vantaggio, mentre non farla al massimo lascia le cose così come sono, la scelta diventa immediata: la cosa non si fa.
Ecco dunque che il nostro cervello, per semplificarsi la scelta, ci amplifica mostruosamente le conseguenze nefaste: andare a un corso di chitarra (per dire) diventa un impegno pazzesco nella nostra vita già pienissima, l'idea del tempo perso in caso di fallimento diventa insostenibile, stare seduti a non fare nulla per un paio di ore ci sembra un bene prezioso a cui non possiamo in alcun modo rinunciare nemmeno per qualche giorno.
Per glassare il tutto, il contorto abitante della scatola cranica aggiunge la più terrificante di tutte le paure: la paura dell'ignoto (quando c'è qualcosa che non fate "per paura", quante volte sapete dire di cosa davvero avete paura, e continuare ad averne paura?).
Voilà, il piatto è servito: possiamo senza pensarci troppo scegliere di non fare. E il bello è che siamo anche capaci di convincerci di aver fatto la scelta dopo lungo e penoso raziocinio.

Cosa possiamo fare per difenderci? Sono tra le persone peggiori sulla faccia del pianeta per dare questo tipo di consiglio (della serie continuavano a chiamarmi Procrastinator), ma qualcosa, dall'alto della mia ventennale esperienza di impippolatore mentale, ve la posso dire: quando cominciate a raziocinare su una scelta, scrivete i pro e i contro. Ho detto scrivete. E rileggete i contro che avete scritto, magari dopo qualche ora o giorno. Sembrano davvero ancora ragionevoli?

Sia chiaro: io per primo questo mio consiglio non ho ancora cominciato a seguirlo. Quasi. Ma le risposte al post mi hanno fatto riflettere non poco. Ho intenzione di ritornare sull'argomento (se non altro per entrare nel merito dei commenti dati al post) e magari anche di sviluppare un paio di ideuzze che mi sono venute in mente. Purché vinca la mia atavica pigrizia, naturalmente.

Stay tuned,
M

PS un paio di ringraziamenti: ad Elisen per aver coniato il meraviglioso termine "Paurizia" e a Nonsisamai, che girando il post sul suo blog ha generato un buon numero di commenti, che qui invece latitano, scatenando autoriflessioni interessanti (cosa che era un po' lo scopo del post).

sabato 31 ottobre 2009

Cosa vi piacerebbe fare?

Questo è un post che tirerà in ballo anche voi, o almeno ci proverà.
I miei precedenti tentativi di coinvolgere i miei pochi lettori non sono stati particolarmente di successo, ma ci provo di nuovo, perché non si sa mai.

Vi chiedo di indicarmi tre cose che vi piacerebbe imparare a fare.

Queste sono le poche regole:
  1. La prima deve essere qualcosa che avete sempre desiderato imparare, ma che pensate sia completamente fuori portata. Una sorta di sogno irraggiungibile.
  2. La seconda deve essere qualcosa che siete convinti di poter imparare senza impedimenti insormontabili, ma che avete sempre rimandato per un motivo o per l'altro.
  3. La terza cosa deve essere qualcosa che vi affascina e vi spaventa, che probabilmente non farete mai.
Comincio io.

Mi piacerebbe saper disegnare. Il mio livello appena appena al di sopra della media è semplicemente dovuto al fatto che ho letto più cose della media delle persone, il che ha leggermente migliorato la mia tecnica. Ci sono innumerevoli situazioni in cui mi sarebbe piaciuto saper fare un bel disegno, dal vivo o meno, o anche solo uno schizzo, ma non mi riesce per nulla naturale.

Prima o poi imparo a leggere la musica. Sono anni che me lo ripeto. Non mi interessa un livello eccelso, solo essere in grado di leggere a prima vista un brano da cantare. Qualcosa che potrei probabilmente imparare in un mese o anche meno. Ma continuo a non farlo.

E poi c'è il parapendio o il deltaplano. La sola idea mi ha sempre piuttosto terrorizzato e, visto che da qualche anno soffro un po' più di vertigini rispetto a prima, la situazione è anche peggiorata.


Queste sono le mie tre cose, ora tocca a voi. Sappiate che ho fissato le regole solo per darvi dei paletti (cosa che di solito aiuta a pensare), ma siete liberi di infrangerle in ogni modo: aumentate o diminuite il numero, se vi va, mettete più cose in una stessa categoria, fate quello che vi pare.
Dite la vostra adesso, che io ho detto la mia.

Stay tuned and Happy Hallowe'en.

M

mercoledì 28 ottobre 2009

A volte ci vuole

-Piovi pure, cielo nero, grandina e tu, vento, soffiaci contro! Noi abbiamo sempre mangiato pane e tempesta e terremo duro.

-Pane e tempesta!

venerdì 23 ottobre 2009

Inneres Auge

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

giovedì 22 ottobre 2009

Ansia da prestazione

A volte ti senti semplicemente inadeguato.
Sai che sei lì per uno scopo, ma semplicemente non sai che fare, non sai come raggiungerlo, questo scopo. Vorresti far qualcosa, ma più ti rendi conto che non sai cosa fare e meno sai cosa fare. E finisci sempre con il deluderti.
Inadeguato, ecco.

Stay tuned,
M

martedì 13 ottobre 2009

Una frode ben fatta.

Stamattina ho ricevuto questa mail:

Vi premetto che io ho una cartasì e qualche giorno fa ho fatto alcune modifiche sul mio account, ma non ricordavo affatto di aver cambiato l'email.
Notate 4 cose:
  1. La mail è scritta in Italiano corretto (quasi)
  2. Non si chiede da nessuna parte di inserire il proprio numero di carta di credito, né alcun dato personale
  3. Il numero verde (800151616) è veramente il numero del servizio informazioni cartasì
  4. "Lo sportello del cliente" è il modo più semplice per ottenere... è effettivamente quello che si trova scritto nell'area riservata del sito CartaSì (anche se la virgola tra soggetto e verbo è un primo segnale di allarme).
Per farla breve, il dubbio di aver combinato qualche casino con l'indirizzo email mi è venuto sul serio.
Però mi è sembrato opportuno approfondire la cosa e ho cominciato a notare una serie di cose:


  1. Manca il campo "A:" nell'intestazione del messaggio!
  2. Guardate un po' cosa c'è sotto "Clicca qui":









  3. Il mio nome non è CLIENTE
  4. Non c'è un indirizzo a cui rispondere o chiedere informazioni (o meglio c'è, ma "si prega di non rispondere a questa mail")
  5. Un'occhiata approfondita all'header del messaggio mi ha confermato definitivamente (casomai ce ne fosse bisogno) la truffa:



    Ovviamente il server da cui mi arriva il messaggio (studenti.unina.it) non ha niente a che vedere con l'indirizzo che ho registrato per cartaSì, insomma la mail mi è arrivata sull'indirizzo sbagliato.

Appurato che si tratta di un tentativo di frode, ho fatto ricerche in internet per vedere se la cosa fosse nota e non ho trovato nulla.
Ho deciso così di segnalare la cosa al servizio clienti cartasì (sempre 800151616).
L'unico modo di parlare con un operatore senza inserire il proprio numero di carta di credito (cosa che evito di fare se non è necessario) è far finta di voler chiedere informazioni su una carta che deve ancora arrivare.
Ho atteso in linea buoni 10 minuti.

"Vorrei segnalare un tentativo di frode via mail"
"Qual è il numero della sua carta di credito?"
"???"

Comunque, alla fine mi han detto che effettivamente si tratta di una frode, ma non ha voluto sapere alcun dettaglio.

Morale della favola: ho perso un'ora della mia giornata facendo ricerche per evitare che altre persone ci caschino e non è servito a niente perché ho potuto parlare solo con una persona che non ne capiva niente e che se ne importava ancor meno.

A questo punto, in teoria, dovrei chiamare la polizia postale per cercare di risalire (tramite l'intetazione del messaggio) al computer che lo ha inviato (tra l'altro usando outlook 6), ma sinceramente ne ho piene le scatole.

Bah,
M

giovedì 8 ottobre 2009

Lodo Alfano.

Oggi gioisco perché l'Italia, almeno oggi, non è diventata un posto ancora un po' peggiore.
Attenzione: non perché è diventata un posto migliore, ma solo perché non è ulteriormente peggiorata.
Se ci penso, questo è piuttosto triste.

Stay tuned,
M

PS Volevo pubblicare un po' di footage della manifestazione di sabato a Roma, ma iMovie '08 (la versione precedente è andata persa in una recentissima catastrofe informatica) si è rifiutato di collaborare. Appena ci riesco, provvedo.

mercoledì 23 settembre 2009

Perché non mi ascolto?

Spero che le persone a cui ne avevo parlato se lo ricordino, ma io a questa cosa qui ci avevo già pensato mesi fa. In fondo basta farsi due conti: una rendita di 4000 euro al mese per 20 anni (a tanto ammonta il premio massimo) fanno un totale di 960000 euro. Spalmati su 20 anni. Per lo Stato, una spesa ridicola rispetto alle vincite del superenalotto, ancora di più considerando l'inflazione a 20 anni. Le possibilità di vittoria, inoltre, sono meno di una su 3,6 milioni (se si giocano 2 euro, sono meno di una su 1,8 milioni). Se non ho sbagliato i conti, è più facile fare 5 al normale superenalotto (anche se rende di meno). Insomma questo è il conto statistico che si fa la sisal: incasso circa 3,6 milioni di euro subito prima di doverne sborsare meno di 1 in 20 anni. Come sempre la roulette al casino è sempre molto, ma molto più equa.

Stay tuned,
M

lunedì 21 settembre 2009

Navigando navigando...


Vagando per la grande rete ho trovato questo nuovo, esaltante modo per perdere ancora più tempo di quanto non perda già. Si tratta di creare la copertina di un album in modo casuale. Ecco le regole:

1) Andate su wikipedia e seguite il link "Random article" (o "Una voce a caso", se volete usare la wikipedia in Italiano). Il nome dell'articolo diventerà il nome della nostra band (nel mio caso si tratta evidentemente di un cantautore...)

2) Visitate la pagina "Random Quotations" di quotations page. Le ultime 4-5 parole dell'ultima citazione saranno il titolo dell'album/singolo. Non ho un equivalente per l'Italiano, ma sicuramente si trova in giro.

3) Su flickr andate su "explore last 7 days" la terza foto sarà la copertina del cd.

4) Mettete il tutto insieme con photoshop/gimp/paint o qualsiasi programma preferiate (io ho usato Pages 2008).

5) WOW! :)

Stay tuned,
M

lunedì 10 agosto 2009

Tutti al mare

Cari tutti, me ne vado al Mare.
Qui.
Avrei parecchie cose da raccontarvi: di come il mio esperimento del caffè stia procedendo, della nuova settimana cantereccia in Val d'Aosta, di come ho rischiato di rimanere lassù sulle montagne a causa di uno stambecco etc. Ma non ora: domani si parte e adesso fa troppo caldo per stare al computer.
Ci rivediamo a Settembre.
Stay tuned,
M

martedì 7 luglio 2009

Coffee experiment.

"Due settimane di inferno e poi il paradiso."
Così viene descritto il passaggio dal caffè zuccherato a quello amaro. A me piace (anche se non sono un intenditore) apprezzare al meglio le cose che mangio e bevo e così ho deciso di provare.
Finora ho sempre preso il caffè seguendo regole precise (quando possibile):
  • Un cucchiaino scarso di zucchero: troppo zucchero ammazza il sapore del caffè.
  • Lo zucchero andrebbe messo in tazzina prima del caffè, al fine di favorire al meglio le reazioni chimiche che caratterizzano la soluzione dello zucchero nel caffè (fateci caso: provate ad annusare una tazzina di espresso prima e dopo averci versato lo zucchero, vedrete che l'odore cambia non poco; questo è dovuto a precise reazioni chimiche di cui ho letto ma che non ricordo assolutamente).
  • Assolutamente da evitare il bicchiere monouso: oltre ad essere inquinante, il sapore di plastica a contatto con il caffè caldo si sente.
  • In realtà andrebbe evitato anche il bicchierino di vetro: la sua forma stretta e lunga ostacola lo sprigionarsi degli aromi degli olii essenziali a contatto con l'aria (e secondo me fa anche raffreddare più velocemente il caffè). È un po' come bere un cognac in una flûte.
Detto questo, c'è da aggiungere che lo zucchero (a causa delle reazioni di cui sopra), oltre a renderlo più dolce, cambia decisamente gli aromi e il sapore del caffè (non saprei dire se in meglio o in peggio). Inoltre il cucchiaino di zucchero dà una sferzata ulteriore di energia che si va ad aggiungere alla caffeina.
Ciononostante ho deciso di provare, perché sono curioso di riuscire ad apprezzare il caffè nella sua forma più "selvaggia". E così da ieri, e per un paio di settimane, bevo solo caffè amaro. Per ora mi sembra ancora di star bevendo qualcosa di vagamente salato (e amaro) invece di una bevanda dolce, ma aspetto fiducioso che il mio gusto si abitui per poter gustare al meglio gli aromi di una tazzina di espresso napoletano.

Stay tuned,
M

PS Tristemente, mi sono costretto a rimettermi a dieta, avendo ripreso (con gli interessi) tutto quello che avevo perso l'anno scorso. La cosa mi fa girare immensamente le scatole.

PPS Per qualche motivo, questo post non viene visualizzato correttamente e differisce dall'anteprima: in particolare non mostra l'elenco puntato. Deve avere qualcosa a che fare con le novità nell'interfaccia di blogger. Boh?

martedì 9 giugno 2009

The day after

Non è triste?
Non è triste che mi debba ritrovare a gioire (o quasi) perché alle elezioni la parte avversa ha vinto "solo" di 10 punti percentuali (senza contare l'UDC, che non è ben chiaro da che parte stia).
Non è triste che un uomo di questo genere, che ha solo una vaga idea di cosa sia l'Italiano vinca nella mia provincia al primo turno con quasi il 60% dei voti?
Non è triste che l'unico modo di dare una botta d'arresto all'inarrestabile ascesa del Signore delle Banane sia ricorrere al gossip più bieco, che fa un po' di presa sulla mente televisivamente drogata degli Italiani?
Io un po' triste lo sono.

M

giovedì 28 maggio 2009

Silenzi

Cos'è il silenzio?
Il silenzio non è, o almeno non lo è quasi mai, assenza di rumore.
Il silenzio è una presenza.
Non è il rumore che manca, è il silenzio che c'è.
E poi, non è nemmeno giusto usare l'articolo determinativo e forse nemmeno il singolare.
Non c'è IL silenzio, c'é UN silenzio. Il silenzio può essere di tanti tipi, e talvolta diversi silenzi convivono allo stesso tempo.
C'è il silenzio-assenza, di cui dicevo prima.
C'è il silenzio-assenso, che senza dir nulla afferma.
C'è il silenzio-assenzio, che ti avvolge in una comoda nebbiolina verde e ti fa dimenticare i problemi fino a quando non ti risvegli, quando il silenzio non c'è più, ma ci sono sempre i tuoi problemi. E in più hai mal di testa.
C'è il silenzio pieno di rumori: del mare, del vento, degli uccelli. E tu staresti lì ad ascoltarlo per ore, il silenzio. E magari qualche volta lo fai davvero.
C'è il silenzio di due persone che si guardano e sorridono, perché "un silenzio vale più di mille parole".
C'è il silenzio dell'attesa.
C'è il silenzio "carico di tensione".
C'è il silenzio imbarazzato.
Tanto per citare qualche espressione fin troppo abusata.
E ognuno di questi silenzi può avere mille sfumature più o meno nette, ed ogni volta è un silenzio diverso.

C'è il silenzio imbarazzato di chi non ha nulla da dirsi.
C'è il silenzio imbarazzato di chi non sa come dirlo.
C'è il silenzio imbarazzato e felicemente ebete di quando improvvisamente ti si impastano le parole in bocca e smetti di parlare, lasciandoti cullare dalle onde delicate e violente delle tue emozioni.
E qualche preziosa volta, quando c'è una sintonia totale, c'è chi è capace di sentirle, queste onde.
E non senti più il bisogno di ricominciare, a parlare.

Sssshhh!

M

lunedì 4 maggio 2009

Un altro anno è passato.

E con questo sono 28.
Come mi sento?
Come sempre uguale a prima.
Oggi c'è il sole e sono allegro.
Stay tuned,
M

giovedì 23 aprile 2009

In quei giorni...

Ci sono giorni in cui.
Ci sono giorni in cui il tempo è grigio e l'umore è nero.
Ci sono giorni in cui comincia a pesarti di essere da ormai quattro mesi senza uno stipendio e di dover aspettare ancora chissà quanto nella speranza di avere uno straccio di contratto annuale.
Ci sono giorni in cui leggere invece di distrarti ti fa pensare.
Ci sono giorni in cui ti aggrappi a tutti quelli che puoi, nella speranza che il tuo umore ingiustificatamente cupo migliori semplicemente guardando gli altri.
Ci sono giorni in cui.

C'è sempre, sempre chi sta peggio di me, ma la cosa non mi consola affatto. Non mi lamento troppo: finché c'è vita c'è speranza e viceversa, ma ci sono giorni in cui i salti di gioia proprio non riesco a farli.

Bah,
M

PS: ieri Rita Levi Montalcini ha compiuto 100 anni. Come già detto in altre occasioni, questo blog ammira e rispetta questa grande persona. Come si dice in questi casi, cento di questi giorni.

martedì 17 marzo 2009

Cosa è successo nell'ultimo mese.

Cari lettori, bentrovati. Preso da un nuovo attacco di Internetfilia sono tornato online pieno di idee e di cose che penso di fare, ma probabilmente non farò mai. Gli acuti osservatori che mi seguono noteranno alcune novità nella barra qui accanto e sono liberi di commentare-suggerire qualsiasi cosa vi venga in mente.

Sto pensando di mettere su un sito personale vero e proprio (non so perché, mi va e basta), ma come sempre chissà se seguirà mai un'azione a questo pensiero.

La primavera mi riempie di entusiasmo e di idee.

Ma passiamo ad altro.

Riassumiamo un po' i principali avvenimenti che mi hanno visto coinvolto dall'ultimo mio post:

MI SONO DOTTORATO! Si stappino bottiglie di champagne, di barolo d'annata, di acqua minerale e di gazzosa. O anche no. Insomma, da qualche settimana sono MiKo, PhD.
Che fondamentalmente vuol dire che sono ufficialmente disoccupato, ma volete mettere la soddisfazione...
Non chiedetemi quali siano i miei progetti per il futuro, che altrimenti finisce che mi intristisco.

Appena conclusa la discussione, mi sono buttato a capofitto nella stesura di un FIRB; un lavoro massacrante portato a termine in dieci giorni con speranze di successo minime, ma tutto fa brodo.
Finito il FIRB, si passa all ERC, che finirà questa settimana.

Nel frattempo ho avuto un PON.

Come? Non sapete cos'è un PON? Ma insomma, mi meraviglio di voi...
Vabbe', è un contratto di 20 ore ben pagate per insegnare agli studenti di una scuola superiore i rudimenti di Teoria dei Numeri e di Combinatoria necessari affinché possano fare un po' meglio alle fasi nazionali delle Olimpiadi di Matematica. Non che creda davvero che in 20 ore possa fare un granché, ma almeno i ragazzi sono svegli.

Riassumendo: PhD, FIRB, ERC, PON.

Bello, no? Sembrano i suoni orrendi che si sentivano quando provavi ad infilare una cassetta del commodore 64 nello stereo...

Al momento altre cose non mi vengono in mente. Che vi interessi o meno, sappiate che questo fine settimana c'è il festival della matematica a Roma, anche se fan di tutto per tenere nascosta la cosa.

Stay tuned,
M, Ph.D.

giovedì 12 febbraio 2009

Auguri, Charles

Oggi è il duecentesimo compleanno di Darwin.
Sicuramente un'occasione da festeggiare.

E infatti Google festeggia con il "logo speciale".

Per la cronaca: se non siete negli USA, è davvero dura accedere alla pagina di google.com con il logo personalizzato (per un po' ho temuto che a causa del creazionismo dilagante, Google.com avesse ben pensato di non festeggiare Darwin).

M

martedì 10 febbraio 2009

E adesso.

E adesso lasciate in pace quei poveracci, che finalmente possono elaborare un lutto durato 17 anni.

E adesso finalmente siete privi di un disgustoso appiglio populistico-umanitario.

E adesso fate un'opposizione feroce, ma sensata.

E adesso non lasciategli continuare a violentare la Costituzione. Ci proveranno ancora e ancora, anche se in modo meno plateale.

E adesso vediamo se Napolitano si è incazzato sul serio.

E adesso vediamo se la smettete di speculare sulla pelle e sul dolore delle persone.

E adesso fate un po' di politica, è per questo che vi paghiamo.

M

lunedì 9 febbraio 2009

Il Disegno

Art. 1.

1. In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi.

2. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


A parte le dovute polemiche sul fatto che nel testo si parla di "soggetti non in grado di provvedere a se stessi" e non si fa cenno della capacità di intendere e di volere. A parte il fatto che mi sembra identico al DL non emanato da Napolitano (non sono un tecnico e qualcuno mi chiarisca: la differenza tra DdL e DL potrebbe portare Napolitano a firmare o le sue obiezioni smplicemente rimangono e quindi, verosimilmente, non lo firmerà?).

A parte tutto questo, sbaglio o l'eventuale approvazione di questo Disegno di Legge non obbliga in alcun modo a riprendere ad alimentare i soggetti a cui l'alimentazione sia già stata sospesa?

M(ah...)

domenica 8 febbraio 2009

I filobolscevichi

L'Assemblea Costituente:

Partito Comunista Italiano: 18,9% 104 Seggi
Partito Socialista Italiano (se proprio vogliamo): 20,7% 115 Seggi

Totale: 39,6% 219 Seggi

O mi volete far credere che il 35,2% (207 Seggi) della sola Democrazia Cristiana fossero filosovietici pure loro?

Berlusca ha ragione: tra i padri fondatori ce ne erano anche alcuni di ispirazione comunista. E questo in una dittatura moderna è intollerabile...

M

sabato 7 febbraio 2009

Lo scontro istituzionale.

Cosa succederà?

Pensieri preoccupanti e preoccupanti ipotesi mi si affollano in testa.
L'idea che in tre giorni nasca una legge per annullare una sentenza definitiva, l'idea che si sia provato a farlo addirittura con un decreto mi terrorizza.
Spero sinceramente che quel povero corpo riesca a morire prima che questo accada. Perché di questo si tratta: di un corpo.
"Il Vaticano difende le vite, anche se deboli". Ma quali vite? Le vite umane? Ma si tratta ancora di un essere umano? Avrei voluto mettere una foto in questo post, una foto di come Eluana Englaro è adesso, non di come era più di 17 anni fa. Perché come al solito in Italia si fa finta di parlare di una cosa, senza mai parlarne veramente. Si innalzano barricate su figure totemiche costruite su immagini sbiadite vecchi di 20 anni.
No.
Quella ragazza della foto non è più. Quella ragazza è morta, da 14 anni.
"Potrebbe avere dei figli". Agghiacciante. La donna ridotta ad una macchina per produrre figli. Niente altro. Ma in fondo questo lo sapevamo già. E quasi quasi ti vien da pensare che il vero motivo per la legge sulla fecondazione assistita ha dietro un motivo economico: fare i figli in provetta deve reso difficile, perché per questo ci sono tante altre donne, che sono molto più economiche.
Spero che Eluana muoia. Per lei, che comunque non se ne accorgerà mai. Per la sua famiglia, che forse potrà finalmente trovare pace. E soprattutto (sarò egoista, ma cosa ci posso fare) per tutti noi.
Perché spero che almeno la fortuna levi qualche appiglio al nano.
Non so cosa succederà. Non so se veramente sarà approvata in pochi giorni una legge su un argomento delicato come il testamento biologico che cancellerà una sentenza e porterà avanti questo protocollo di lenta sospensione della democrazia verso una dittatura dolce. Non so se l'opposizione comincerà finalmente a far qualcosa (ne dubito). Quello che so è che al momento l'unico a difenderla (la democrazia) è una figura che esce indebolita dagli attacchi che ha ricevuto da tutte le parti negli ultimi tempi. Non sono mai stato d'accordo con gli attacchi più o meno violenti fatti a Napolitano, venissero da Berlusconi, da qualche suo porcoservo, da Grillo, Travaglio, Di Pietro o chicchessia. Nel caso di questi ultimi ho sempre pensato che (oltre a non essere solitamente d'accordo nel merito) fossero solo controproducenti. Spero di essermi sbagliato. Spero che in realtà siano stati ininfluenti. Spero che lui resista. Spero che la Democrazia non sia ridotta in stato vegetativo.
Probabilmente tra qualche giorno la situazione politica italiana sarà peggiorata solo un poco. Ma poco a poco, una leggina alla volta, un piccolo strappo dopo l'altro, stiamo andando in malora. Spero di sbagliarmi. Ma non so cosa aspettarmi.

Spero, ma non so.

Stay tuned,
M

sabato 31 gennaio 2009

Dio è morto.

Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell' estate dio è morto...

Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,
nei miti eterni della patria o dell' eroe
perchè è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto,
nei campi di sterminio dio è morto,
coi miti della razza dio è morto
con gli odi di partito dio è morto...

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perchè noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo dio è risorto,
nel mondo che faremo dio è risorto...