giovedì 19 novembre 2009

He was my brother (Simon & Garfunkel)

Sono tempi preoccupanti, questi tempi di "bianco Natale", in cui persone di infinita ignoranza hanno il coraggio di dichiarare "per me il Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità", in barba a tutto quello che le tanto millantate "radici cristiane" (in cui per altro non mi identifico affatto) dovrebbero significare.

Sono tempi agghiaccianti, in cui si può morire senza che nessuno faccia (o abbia il coraggio di fare) una piega.

Sono tempi in cui mi viene sempre più voglia di scappare via da questo paese.

Non mi resta che dedicarvi una canzone. Semplice, forse un po' ingenua e persino qualunquista, ma che ascoltata attentamente, seguendo il testo, fa venire i brividi.

Almeno a me.

Meditate gente,
M




He was my brother
Five years older than I
He was my brother
Twenty-three years old the day he died

Freedom rider
They cursed my brother to his face
Go home outsider
This town's gonna be your buryin' place

He was singin' on his knees
An angry mob trailed along
They shot my brother dead
Because he hated what was wrong

He was my brother
Tears can't bring him back to me
He was my brother
And he died so his brothers could be free
He died so his brothers could be free.

Nessun commento: