mercoledì 9 dicembre 2009

Canto di Natale

Non è mio costume pubblicare recensioni di film su questo blog.

Ma questa volta farò un'eccezione.

Il film in questione è "A Christmas Carol" di Robert Zemeckis, dal racconto di Charles Dickens.

Ci sono diversi motivi che mi spingono a commentare questo film, che ho visto ieri, e il primo di questi motivi è che sono da sempre legato al racconto di Dickens: ne ho visto innumerevoli versioni, ho letto il libro in Inglese (d'accordo, ne ho letto una riduzione), ho ascoltato la versione audio del "Cantafiabe" quando ero piccolissimo e ho recitato la parte di Scrooge in Inglese quando avevo nemmeno 12 anni. Insomma ho sempre amato il più classico dei racconti natalizi.

Il secondo motivo è Robert Zemeckis: uno che ci ha portato la trilogia di Ritorno al futuro, Chi ha incastrato Roger Rabbit, Cast Away e Forrest Gump, aveva ottime possibilità di fare un buon lavoro, non vi pare?

Il terzo motivo è Jim Carrey: un attore che ho sempre pensato avesse grandi potenzialità (per la precisione l'ho pensato da The Truman Show in poi), ma mai espresse fino in fondo, incastrato com'è nella sua demenziale maschera da faccia-di-gomma.

Ma passiamo al MiKopensiero cinematografico; per i più impazienti: mi è piaciuto molto e lo consiglio senz'altro.
Quello che, a parer mio, rende questa terza esperienza disneyana (dopo quella con Topolino e con i Muppet), la migliore di tutte le riduzioni cinematografiche del racconto di Dickens è l'assoluta fedeltà al testo originale, sia dal punto di vista della sceneggiatura che della fotografia (chi lo ha visto provi a confrontare le scene del film con le illustrazioni di John Leech, della prima edizione del libro). Non ci sono sbrodolature eccessivamente buoniste (se non quelle originali), tutto quello che ci deve essere c'è (compresi scheletri, spettri e morti) e anche le battute più celebri del libro ci sono tutte (anche se il linguaggio nella traduzione italiana suona un po' troppo maccheronico e affettato). Tutto questo non basta normalmente a farmi considerare buono un film tratto da un libro e normalmente lo considero sintomo del fatto che il regista non abbia una sua idea precisa da portare avanti (vedi, ad esempio, il Mercante di Venezia con Al Pacino, che per quanto mi sia piaciuto, tutto sommato non portava nessuno spunto interessante). Ma nel caso del Canto di Natale, non si era ancora (che io sappia) vista una riduzione fedele in tutto e per tutto al libro del 1843. Insomma, ci sono stati musical, reinterpretazioni moderne, cartoni animati e pupazzi celebri, ma mancava una interpretazione "filologica" dell'opera. Onore a Zemeckis, dunque.
Dal punto di vista tecnico, il film è girato completamente in motion capture (attori veri completamente ripassati al computer), ma di un livello talmente raffinato da far sembrare un burattino il Gollum della trilogia de Il signore degli anelli. Il tutto ha permesso, come ho già detto, di rendere in modo estremamente preciso le illustrazioni del libro (per chi ha visto il film, guardate qui, ad esempio).
Il Canto di Natale perfetto, quindi? Ovviamente no. Ci sono alcune pecche, ovviamente, e la più macroscopica di tutte è, tristemente, il 3D. Per quanto alcune scene siano davvero suggestive (i panorami di Londra, ad esempio) il tridimensionale viene ancora utilizzato come fine, piuttosto che come strumento di espressione (il prossimo Avatar di James Cameron promette di cambiare questa situazione). Il risultato è un eccessivo uso di voli, corse lungo le strade, carrellate lunghissime e una inutile serie di oggetti che volano verso lo spettatore, inutile sacrificio sull'altare della tecnologia e dell'effetto speciale.

E Jim Carrey? Fa ottimamente il suo mestiere, ma in un cast in cui lo fanno tutti. Non brilla in particolar modo (anche se ho particolarmente apprezzato lo Spirito del Natale Presente), ma non sfigura. Purtroppo dovrò aspettare ancora per poterlo considerare un grande attore.

Buona visione,
M

2 commenti:

Elisen ha detto...

pensa che io ci sono andata solo per il 3D :)...non ho mai amato il racconto di Dickens anche se ci ho anche dovuto lavorare su!

MiKo ha detto...

Ma come non hai mai amato il racconto di Dickens? Io lo trovo una delle cose che fa più Natale in assoluto!