lunedì 13 dicembre 2010

Out of the blue

Post senza preavviso, in un blog che ho lasciato a prendere un bel po' di polvere.

Non scrivo più da un secolo e avrei millemila cose da raccontare, visto che la mia vita ha avuto qualche cambiamento di rilievo.

Ho da mesi tra le "bozze" un post in proposito, ma non so se lo finirò mai, quindi accontentatevi di sapere che

SONO UN CERVELLO IN FUGA!


Grazie, grazie, basta applausi.

Ebbene sì: mi sono trasferito in Finlandia, almeno per un po', visto che in Italia non c'è trippa per gatti, né per matematici.

Ma in questo post voglio parlare di un'altra cosa di cui sono appena venuto a conoscenza; non mi sono ancora informato a dovere e la notizia è di un anno fa, ma ne voglio parlare prima che anche questo posto cada nel limbo del mai scritto.

La notizia è questa: nel 2009, l'allora e tuttora vicepresidente del CNR ha pubblicato (pare anche parzialmente a spese del CNR stesso) un libro di stampo creazionista (dove, per dire, si afferma che i dinosauri si sono estinti 40000 anni fa).

Trovo scandaloso (oltre al fatto che questo signore sia vicepresidente del CNR) che questo libro venga pubblicato con dei fondi del CNR senza apparentemente essere stato sottoposto a un normale processo di revisione (insomma, peer reviewed) ammantando così di scientificità una storia che di scientifico non ha nulla (il creazionismo NON è una teoria scientifica, né tantomeno valida, nonostante quello che alcuni suoi sostenitori vanno asserendo).

Poi dice che uno cambia paese.

Bleah!

Stay tuned,
M

PS incrociamo le dita per il 14 dicembre, giorno in cui pare che succeda praticamente tutto. Avete notato anche voi questa cosa? Secondo me i Maya si sono sbagliati e il mondo finisce domani...

lunedì 5 luglio 2010

Lasciare le strade battute.

Eccoci dunque, come annunciato, al primo post a tema ispirazione.

A tutti è capitato (e se non vi è capitato, vuol dire che non usate abbastanza il vostro spartiorecchie :) ) di essere a corto di idee, per un motivo o per l'altro, e magari con la necessità di farsi venire un'idea. E magari molti di voi hanno i loro trucchi per andare a caccia dell'ispirazione perduta.
In questo momento non è che sia particolarmente alla ricerca di idee, ma ho deciso di fare un po' di esercizi ed esperimenti, caso mai in futuro mi dovessero venire.

venerdì 2 luglio 2010

Back to life. Maybe.


Sarò schietto: le cose (parlo del lavoro) non mi vanno granché bene, anzi mi vanno proprio maluccio. Questo è il motivo principale per cui sono passato dallo scrivere quasi un post al giorno a scriverne meno di uno al mese.
E ho fortemente diminuito la mia vita social-virtuale in generale.
Ho altro a cui pensare e non ho idee per scrivere, né voglia di farlo.
Ripassando da queste parti, però, mi ha fatto un po' tristezza vedere le ragnatele in questo mio piccolo spazietto virtuale e mi è venuta voglia di scrivere qualcosa.
Non prometto nulla, ma ecco quello che mi sono proposto di fare:
da adesso e per le prossime tre settimane (cioè finché partirò per la mia solita settimana di canti in montagna) scriverò il più possibile.
Anche un post al giorno, se ci riesco.
E mi do anche un tema del mese, tanto per semplificarmi (?) le cose:
l'ispirazione.

Ho voglia di fare una serie di esperimenti, quindi
stay tuned,
M

PS Se vi va di incoraggiarmi un po', commentatemi, diffondetemi, aiutatemi a farmi sapere che quel che scrivo interessa a qualcuno. Anche solo dicendomi "ciao", "ci sono" o "ci hai rotto con queste lagnanze sul tuo cattivo umore" :)

martedì 8 giugno 2010

I believe I can fly...

Sorvoliamo sul fatto che è passato un altro mese senza che abbia scritto alcunché.

E veniamo al sodo.

C'è questa mia amica, chiamiamola Alice come negli esempi di matematica, che ha un certo "sogno proibito".
Uno di quei sogni che uno pensa di non avere il coraggio di realizzare mai, quelli di cui avevo parlato in questo post, insomma.

E poi Alice ha conosciuto questo tipo, chiamiamolo Bob a questo punto.
E Bob viene a conoscenza di questa fantasia di Alice e, nel giro di pochi giorni, decide di realizzarla.
Nemmeno una settimana da quando MiKo ha saputo la cosa, ed è fatta.

MiKo ha passato un periodo di cattivo umore, lo sapete, ma adesso sta leggendo un sacco, ha ricominciato a imparare cose nuove ed è di nuovo pronto a conquistare il mondo, o quasi.

MiKo ammira Bob per quel che ha fatto e ammira Alice per aver avuto la forza di fare quello che voleva.

MiKo ha un'altra amica, V., che da tanto tempo vorrebbe fare una certa cosa.

Ma MiKo, ve l'ho detto, da un po' di tempo soffricchia di vertigini e non riuscirà mai a fare una cosa del genere.

E però MiKo pensa e ripensa ad Alice e Bob, pensa che bisogna riprendere il controllo di se stessi, pensa che prima o poi (anzi prima, visto che ormai il tempo è poco) le cose nella "Lista di cose da fare prima dei trent'anni", così come nella "Bucket list", vadano fatte, altrimenti uno la lista che cosa la fa a fare?

E, come sempre, il momento migliore per fare le cose è ora.

Insomma, cavolo, più si aspetta e più scuse si trovano per non farle, le cose.

E così, MiKo alza il telefono e chiama:

"V., domani si va e lo si fa."

E l'indomani MiKo e V. si mettono in macchina e vanno e lo fanno.

Questo:



Credetemi: mai avrei pensato di fare davvero una cosa del genere.

E dunque grazie a "Bob", che non conosco, ad "Alice" per avermi ispirato e a V., per avermi coinvolto.

Stay tuned, che a questo punto non so più cosa può succedere :)
M

mercoledì 12 maggio 2010

Quasitrenta


Un mese.

Un mese è passato dal mio ultimo post su MiKo's World.
Dopo un periodo particolarmente prolifico ho ben pensato di lasciare il mio blog ad ammuffire un po'...

Sapete, secondo me, qual è stato il problema?
L'aver "istituzionalizzato" l'idea che nel fine settimana non avrei scritto. Speravo che questo mi avrebbe portato a lunedì più freschi e ricchi di idee, invece è successo che ho fornito al mio fortissimo istinto procrastinatore una scusa in più per mettersi all'opera.
E mi sono "messo in fila dietro me stesso" (*). Ovverosia, ho cominciato a saltare il lunedì, perché dopo due giorni senza pensare al blog non avevo voglia di farlo; poi il martedì, poi il mercoledì e così via.
E come chiunque sia pigro e procrastinatore come me sa, il passo più difficile e più rimandato è il primo.

Insomma, ricominciare a scrivere dopo tanto tempo è quasi tanto difficile quanto cominciare dal principio.

Confesso che sono un po' fuori allenamento e a corto di idee, quindi non mi resta che parlarvi del più importante avvenimento dell'ultimo mese.

Il mio compleanno :)

Ebbene sì, ancora un altro anno è passato e sono oramai sulla soglia fatidica tra i venti e i trenta.
Sapete una cosa? La cosa non mi preoccupa nemmeno un po'. Sono contento della mia età, mi sento bene esattamente come un anno fa e penso che l'anno in più vuole semplicemente dire che ho un anno di esperienza in più e ho imparato diverse cose.

E festeggiare il mio compleanno mi ha anche restituito una discreta dose di entusiasmo e buon umore che da un po' di tempo latitava (sia chiaro, non è che sia cambiato granché).
Consiglio a chiunque nella mia situazione una due giorni al mare/alle terme...

Speriamo che duri.

Per ora la smetto qui: mi premeva scrivere qualcosa e finalmente l'ho fatto.
Vi chiedo solo il favore di aiutarmi a rivitalizzare il mio blog: se avete qualche argomento da proporre, qualcosa di cui vorreste parlare qui, se volete che vi spieghi qualcosa, se avete un qualsiasi dubbio riguardo a qualsiasi cosa, scrivetemelo.
Ho bisogno di ispirazione e non voglio far passare un altro mese.

Bentornati,
M

(*) Parlai di questo qualche tempo fa, si tratta di un meccanismo del cervello (dovuto fondamentalmente alla pigrizia a causa della quale tende il più possibile a non fare scelte) per cui si finisce per fare una cosa solamente perché la si è già fatta. E così, ad esempio, si finisce per andare più volte in un ristorante perché ci si è già stati (e quindi il cervello ci convince che un buon motivo ci deve pur essere stato), secondo un meccanismo del tutto simile a quando lo si sceglie in base al numero di persone che fanno la fila fuori al medesimo (se c'è la fila, un motivo ci sarà...).

martedì 13 aprile 2010

Il mondo è una palla piccola piccola

C'è questo video (guardatelo in HD, io qui lo pubblico piccolo per questioni grafiche):




Non so come la pensiate voi, ma a me questa cosa mi piace da morire. Non è il brano che è bellissimo, ma il fatto in sé che sia stato realizzato.

Sono solo io?

Cito uno dei commenti al video su youtube:

Did we really come that far? Look what we've become.
Like Angels we sing from the heavens.
Isolated but connected. United but alone.
Half way to the stars, but not yet ready to fly.
Sharing one moment of perfect beauty
Ecco, questo video è quello che io chiamo globalizzazione.
E che mi piace.

Il tutto, fyi, lo devo a questo post di Lorenzo.

Buon ascolto e buona riflessione,
M

lunedì 12 aprile 2010

Io sto con Emergency.


E soprattutto non sto con Frattini.

Penso di scrivere al più presto un post in merito, ma al momento o qualche difficoltà di digitazione a causa di un dito fasciato che mi preme i tasti più strani.

Nel frattempo chi ci riesce può andare a firmare l'appello sul sito di emergency (io non ci sono riuscito: mi auguro che la cosa sia dovuta al traffico eccessivo).

Stay tuned,
injured M

venerdì 9 aprile 2010

Dear God


Dear God,
Hope you got the letter,
And I pray you can make it better down here.
I don't mean a big reduction in the price of beer,
But all the people that you made in your image,
See them starving on their feet,
'Cause they don't get enough to eat
From God,
I can't believe in you.
Dear God,
sorry to disturb you,
but I feel that I should be heard loud and clear.
We all need a big reduction in amount of tears,
And all the people that you made in your image,
See them fighting in the street,
'Cause they can't make opinions meet,
About God,
I can't believe in you.
Did you make disease, and the diamond blue?
Did you make mankind after we made you?
And the devil too!
Dear God,
Don't know if you noticed,
But your name is on a lot of quotes in this book.
Us crazy humans wrote it, you should take a look,
And all the people that you made in your image,
Still believing that junk is true.
Well I know it ain't and so do you,
Dear God,
I can't believe in,
I don't believe in,
I won't believe in heaven and hell.
No saints, no sinners,
No Devil as well.
No pearly gates, no thorny crown.
You're always letting us humans down.
The wars you bring, the babes you drown.
Those lost at sea and never found,
And it's the same the whole world 'round.
The hurt I see helps to compound,
that the Father, Son and Holy Ghost,
Is just somebody's unholy hoax,
And if you're up there you'll perceive,
That my heart's here upon my sleeve.
If there's one thing I don't believe in...
It's you,
Dear God.

giovedì 1 aprile 2010

Post post(elettorale)

E va bene, il weekend elettorale è passato e ormai i risultati sono noti; è ora di fare qualche piccola riflessione.

Prima riflessione: per quanto Bersani sostenga il contrario, il centrosinistra ha perso e di brutto. Siamo d'accordo che poteva andar peggio, ma il 7-6 con due milioni di voti in meno per il PD è una sconfitta pesante. Sarebbe assomigliato di più a un pareggio (qualunque cosa questo voglia dire) se la "sinistra" avesse preso almeno un governatore tra Lazio e Piemonte, ma così, sinceramente, no.

Seconda riflessione: in Piemonte la Bresso ha perso su Cota per 20000 voti (ma la coalizione di centrosinistra ha preso 10000 voti in più rispetto a quella di centrodestra, dato che sinceramente non saprei come interpretare). Nel PD si lamenta che con i 70000 voti andati al movimento 5 stelle si sarebbe vinto. E chi garantisce che questi 70mila (o anche solo 20mila di loro) avrebbero votato la Bresso? Ma soprattutto, qui non siamo in presenza di una scissione in partitucoli per spartirsi la torta: il movimento in questione è effettivamente qualcosa di nuovo e diverso, almeno per ora. Mi brucia la sconfitta in Piemonte, ma non accetto il dare la colpa ai "grillini". Forse, invece di scaricare la colpa sugli altri (come fa Brunetta con la Lega) si potrebbe provare a imparare qualcosa da questi 70000 (o 90000 volendo contare i voti del candidato piuttosto che quelli di lista).

Seconda riflessione e mezza: Grillo a me non piace, è un populista e secondo me non tutto quel che dice (anzi che urla) è condivisibile. Ma il movimento 5 stelle ha fatto il grande salto (e mi auguro davvero che non segua una grande caduta) dalla piazza ai consigli regionali sapendo contemporaneamente parlare alla pancia/cuore e stabilendo una serie di punti programmatici fermi e chiari su cui sta fondando la propria identità. Due cose che la sinistra non è più capace di fare da tempo. Dopo Prodi (che non è precisamente un trascinatore di piazze) si sono succeduti una serie di leader sempre più insignificanti e poco chiari. Per non parlare dei programmi elettorali: possibile che non si riesca a scegliere un tema che sia uno su cui basare la propria campagna elettorale? Prodi parlava di economia e lotta all'evasione, me lo ricordo bene, ma Veltroni e Franceschini? Qual era il cavallo di battaglia? La politica a bassa voce? Battere Berlusconi? Ma andiamo.
E allora mi ripeto: cerchiamo di imparare qualcosa, da questi 70000 che ci han fatto perdere in Piemonte...

Terza riflessione: forse sarebbe il caso che il PD decidesse una propria identità e su quella fondasse un serio programma. Decidesse che tipo di partito è e la smettesse con questo "meccano delle alleanze" (l'espressione non è mia, l'ho letta da qualche parte su Repubblica, ma non ritrovo l'articolo), cercando di vincere (o di non perdere) solo con l'aritmetica dei voti. Non sono uno di quelli che vorrebbe la testa di Bersani, ma mi piacerebbe sapere chi o cosa è il principale partito dell'opposizione. Vorrei che si decidesse una volta per tutte quali sono i temi generali più importanti per il partito e sulla base di quelli si decidessero le alleanze a cui puntare. Sarebbe ora di avere un leader forte, che prende decisioni anche difficili e le mantiene. Ci sono tre anni per farlo. E soprattutto sarebbe ora di mettere a tacere chi rema contro per vantaggio personale e concentrarsi sul costruire un'entità chiara.
Anche perché non continuerò a lungo a votare per non far vincere la destra.
Che oltretutto vince lo stesso.

Terza riflessione: Berlusconi ha vinto, ma non ha fatto cappotto. E, soprattutto, il PdL è andato male, ritornando ai livelli di 15 anni fa. Un'opposizione degna di tale nome dovrebbe sfruttare l'occasione e approfittare dei tre anni di calma elettorale che ci aspettano (salvo improvvisi capovolgimenti) per costruirsi come alternativa forte e per fare pelo e contropelo ad una maggioranza sempre più i balìa di un personaggio come Bossi. E invece cominceranno (sono già cominciati) i regolamenti di conti interni, ci sarà il solito avvicendarsi di poltrone e i soliti battibecchi da pollaio, forse si cambierà segretario e ci si invischierà in questioni da assemblea di condominio, dando tempo a Berlusconi di rimettere in piedi un governo in affanno e di farsi i fatti suoi senza alcun disturbo. E comunque i soliti noti, che fanno più male che bene alla sinistra ormai da 15-20 anni non verranno minimamente spostati né messi a tacere.
Scommettiamo che abboccheranno per l'ennesima volta allo specchietto delle "riforme condivise"?

Quarta e ultima riflessione: l'astensione continua ad aumentare. Vogliamo continuare a far finta di nulla? Vogliamo continuare a pensare che le elezioni si vincano solo sulla base delle alleanze?

Bah.

Aspettiamo fiduciosi la cura contro il cancro che ci è stata promessa, visto che Cota ha vinto in Piemonte.
Entro tre anni, mi raccomando.

Stay tuned,
M

venerdì 26 marzo 2010

Un nuovo gioco.

Ahhh! Venerdì!
Un nuovo gioco di parole ci attende alla fine di questa faticosa settimana in cui non ho fondamentalmente scritto nulla.
Ma voi non vi offendete, vero? Ho deciso di prendermi un po' di pausa...

Il gioco di oggi lo rubo da Lorenzo.

Vi spiego le regole con un esempio.
Si prende una parola dall'etimologia incerta, tipo la parola "Fuck".

La si fa diventare una sigla, tipo "Fornicating Under Consent of King".
Si inventa una storiella che possa giustificare la sigla, tipo:

Un tempo, poiché le risorse alimentari erano scarse, per potere avere dei figli, in molte città occorreva richiedere un'autorizzazione. Le coppie che volevano avere un bambino, dunque erano costrette a chiedere un apposito permesso reale, di solito rilasciato da un funzionario locale, per la "Fornicazione con consenso reale".

Si noti che l'etimologia della parola in questione è talmente poco chiara che molte persone ritengono che la storiella (che è una leggenda metropolitana) sia effettivamente vera.

Ora, in Italiano la cosa è forse un pochino più difficile, ma proviamo a giocare tutti insieme: qualcuno cominci col proporre una parola dall'etimologia strana e poi andiamo avanti...

Nel caso mi venisse qualcosa in mente, sappiate che stavolta partecipo anche io.

EDIT: ecco che mi è venuto in mente qualcosa:
sapete cosa vuol dire la parola "Nano"? "Non Alto Né Ottuso"
Si sa che i nani sono sempre stati usati come fenomeni da baraccone, come mostri e da sempre sono stati derisi o insultati (per chi non se la ricordasse, consiglio la canzone "Un giudice", di de Andrè). Si sa anche che il posto da giullare di corte era molto richiesto, perché un buon giullare in qualche modo rivestiva comunque una posizione privilegiata. Quel che è meno noto, però, è che si presentavano tutti i tipi di persone per ricoprire la mansione e dunque, in un momento non meglio precisato della storia, si cominciò a diffondere l'usanza di richiedere a coloro che aspirassero alla posizione una sorta di autorizzazione, che attestasse che il candidato fosse sufficientemente basso da divertire i reali e sufficientemente intelligente da sollazzarli con battute di spirito originali. Così, chi volesseanche solamente aspirare a diventare buffoni di corte, doveva essere ufficialmente dichiarato "NANO".

Stay tuned,
M

lunedì 22 marzo 2010

Facciamo i conti

Rimando ancora un post che volevo scrivere da diversi giorni per parlare di numeri.

Dei numeri della manifestazione del PdL di sabato scorso.

Premetto che quello che sto per dire non si discosta molto da quello che è scritto qui, ma ve ne voglio parlare lo stesso perché queste riflessioni mi è capitato di farle con mio padre a tavola qualche giorno fa, prima di leggere l'articolo del Corriere.

Gli organizzatori strombazzano (anzi hanno cominciato a strombazzare già durante la manifestazione, come sempre succede) numeri da capogiro: "siamo ben più di un milione". Ma la questura non è precisamente d'accordo.
La cosa non è certo una novità,  quel che stupisce, semmai, è che negli ultimi anni il divario tra i dati dichiarati dalgli organizzatori delle varie manifestazioni e quelli ufficiali del Viminale è andato sempre più ampliandosi.
Eppure ultimamente che io mi ricordi la questura non ha mai dichiarato 150000 presenze come ha fatto sabato.
Dunque perché Gasparri se la prende tanto, al punto da sostenere che il questore fosse "in preda ad una crisi etilica"?
A prescindere dal fatto che, a giudicare dalle (poche) immagini disponibili, i numeri sparati dal palco di piazza S. Giovanni fossero un'evidentissima esagerazione (si è trattato senz'altro di una grandissima manifestazione in termini numerici, ma non è che la piazza precisamente trabboccasse), visto che i nostri eroi se la son presa tanto, è bene puntualizzare qualche principio fondamentale dell'aritmetica.

Un milione di persone sono tante. Tantissime.
Ammettiamo una densità media di 4 persone a metro quadro (e credetemi, 4 persone a metro quadro in media sono un folla da crisi di panico), ci vogliono 250 mila metri quadri per contenerle.
Duecentocinquantamila.
Ovvero un quadrato di 500 metri di lato.
A piazza S. Giovanni (e dintorni) non ci sono abbastanza metri quadrati per contenere un milione di persone.
Punto e basta.
Ammettendo che la piazza fosse stata interamente coperta dalle persone (e in realtà non lo era nemmeno per metà), sabato si sarebbero avuti a disposizione 43.000 metri quadri (sto andando per eccesso).
Il che vuol dire che, a sentire il buon Gasparri, c'era una densità di oltre 23 persone per metro quadrato.

Immaginate di far entrare 23 persone in una cinquecento.

Fatto?

Sappiate che a quanto pare sabato stavano più stretti di così.

Ho paura (ed è più o meno la prima volta che mi capita) che la questura avesse ragione.

C'è da aggiungere che se uno promette in campagna elettorale che "vuole vincere il cancro" (e non parla di una sua malattia, sostiene proprio che vuole risolvere il problema per i milioni di Italiani che ne son colpiti), ci si può aspettare che faccia entrare 23 e più persone in una cinquecento.

Mi domando cosa prometterà la prossima volta.

Forse la resurrezione dei morti.


Stay tuned,
M

venerdì 19 marzo 2010

Vi sfido a parole #2

Basta così: avevo detto che avrei aspettato il commento di Baol prima di pubblicare una nuova lista di parole per giocare, ma ho cambiato idea. Sono certo che non se la prenderà :)
Le regole le conoscete (e le trovate qui): io vi scrivo 10 parole a caso e voi ci fate una ministoria, usandole tutte e 10, e la inserite nei commenti evidenziando in grassetto le parole della lista.
Sgranchitevi le meningi e dateci dentro.
Ecco la lista:
  1. Un vecchio amico mio.
  2. Trave
  3. Vespa
  4. Barbaro
  5. Stampa
  6. Innocente
  7. Sposato
  8. Donne
  9. Triplo
  10. Orto
Ovviamente siete liberi di usare le parole come meglio vi pare (ad es. Stampa può essere sia sostantivo che verbo).
Stay tuned e a lunedì,
M

Comunicazioni di servizio

Oggi ho pensato un paio di cose per il mio blog.
La prima è che, per quanto nel mese passato abbia cercato di scrivere qualcosa tutti i giorni, finisce sempre che nel weekend non ne ho voglia. E spesso non scrivo.
E quindi rendo la cosa ufficiale: il sabato e la domenica MiKo's World riposa (salvo casi eccezionali), anche se ci sono sempre per i commenti, purché sia in un posto internetmunito.
Così sono assolutamente sicuro che mi verrà voglia di scrivere praticamente solo di sabato e domenica :).
La seconda cosa che ho pensato è che mi piacciono i giochi di parole, e non è una novità.
Per cui ho deciso di dedicare il venerdì ai giochi di parole, in modo da prepararci al fine settimana e, nel caso di oggi, per stemperare un po' l'amarezza del mio post di due giorni fa.
Quindi più tardi si gioca, non so ancora se fare un altro gioco oppure presentare una nuova lista per "Vi sfido a parole".
Ovviamente, conoscendomi, questi due pensieri che ho fatto e queste due decisioni potrebbero durare esattamente quanto un mio pensiero.
Cioè molto, molto poco, ma per ora mi sento deciso.
A piuttard
M

mercoledì 17 marzo 2010

Cervelli: in fuga!

Prima di tutto guardate questo:



MiKo, 29 anni.
Laurea con lode (vecchio ordinamento in tre anni e una sessione) e dottorato in matematica.
Dottorato, come dicono in Italia, perché il suo è durato 4 anni e non tre come il PhD (vieto a chiunque di puntualizzare).
MiKo ha deciso di studiare in Italia, perché che cavolo, magari se mi impegno, se sono davvero bravo, riesco a dimostrare a tutti che anche in Italia c'è speranza, anche se si sa che l'Italia non è il massimo nella ricerca in nessun campo.
MiKo sa che sarà dura ed è disposto a rinunciare a studiare la materia che avrebbe voluto in favore di qualcosa di più "spendibile". MiKo ha avuto la fortuna di incontrare un collega e amico bravissimo e un professore che nel suo campo è un'autorità, uno di quelli che la materia l'ha fondata, uno di quelli che fanno ricerca perché la amano follemente.
Quello che MiKo non sa, però, è che essere bravi non conta più nulla.
Quello che MiKo non sa è che lo prosciugheranno dall'interno.
Quando MiKo ha iniziato l'università, aveva il folle sogno (tutti abbiamo sognato follemente a 18 anni, non venitemela a raccontare) di riportare a un livello di eccellenza la matematica nella sua città.
Quando MiKo si è laureato, i suoi sogni erano molto più ragionevoli, ma si sentiva giovane, intelligente, pieno di energie e pronto a conquistare il mondo. E pensava che forse non avrebbe fatto rivoluzioni, ma che avrebbe potuto contribuire a migliorare il suo dipartimento e la sua città, perché lui, ne era convinto più che mai, sarebbe diventato ricercatore nella sua città e avrebbe perseguito una brillante carriera da accademico e da scienziato.
Durante il dottorato ci spera ancora, ma non fa più sogni di carriere folgoranti, si accontenterebbe di poter fare il lavoro per cui ha studiato tanti anni, possibilmente in Italia.
Alla fine del dottorato, MiKo ha già un numero significativamente più alto (e tutte su riviste internazionali con referee) di quelle con cui quel ministro che lo chiama fannullone tutti i giorni è diventato professore. Eppure non sa se né lui né il suo amico e collega (quello bravo) riusciranno a fare quel lavoro per il quale han tanto studiato. In Italia o altrove.
Oltre un anno dopo il dottorato, MiKo si ritrova ad aspettare più di due anni per elemosinare pochi spiccioli per un progetto. E sentirsi rispondere che il suo progetto è "finanziabile, ma non finanziato per mancanza di fondi" solo perché ha avuto la malaugurata idea di non insistere per farlo "seguire" da chi di dovere. E masticare amaro scorrendo la lista dei progetti finanziati nel suo dipartimento.
Oltre un anno dopo il dottorato, MiKo è stanco di pacche sulle spalle, di vedere bocciate richieste di miseri finanziamenti, pur con ottimi giudizi.
"L'idea è buona, ma i soldi li diamo a qualcun'altro".

MiKo non è nemmeno più incazzato, MiKo è stanco.

Svuotato.

Qualche giorno fa parlando con una persona amica, a MiKo è stato chiesto se ci sono cose per cui rinuncerebbe ai suoi sogni.
Sapete qual è la cosa peggiore di tutte?
Riflettendo sulla domanda, MiKo si è reso conto che non sa più quali siano, i suoi sogni.

Per quanto melodrammatico possa sembrare.

Io non so se tra i miei lettori ci siano persone che si devono ancora laureare e decidere cosa fare dalla propria vita. Se per caso ce ne dovessero essere, vi dico: andate via dall'Italia e lasciate affondare questo paese.

E, credetemi, lo scrivo con le lacrime agli occhi.

Scusate lo sfogo un po' patetico: è un'amarezza momentanea e mi passerà, ma il mio blog mi serve anche per questo.

"C'è un'Italia che lotta per i propri sogni. Noi siamo al suo fianco."

Ma vaffanculo.
M

Pillole di psicopatologia corale #4

Ciao mondo! Ti sono mancato? Non ho scritto per tre giorni, ma che ci volete fare: "è il fine settimana, bellezza". In compenso sono tornato, acido come uno yogurt scaduto e pronto a riprendere la mia carrellata di personaggi corali...
Vabbe', non esageriamo, diciamo che sono tornato e basta.
In questo post (ATTENZIONE: potrebbe essere l'ultimo della serie) si parla di compositori. Non sono personaggi che fanno direttamente parte del coro (non sempre almeno), ma lo influenzano talmente tanto che non potevo non parlarne.

Per coloro che si fossero messi solo ora all'ascolto, le altre puntate della serie le trovate qui, qui e qui.

DISCLAIMER:
Davvero è necessario ripetere che non voglio offendere nessuno e che comunque mi ispiro alla realtà? No, non lo è, ma lo dico lo stesso: non vi offendete. E se vi offendete perché vi sentite chiamati in causa, probabilmente avete ragione :).


venerdì 12 marzo 2010

Il dito e la luna

C'è un sipario che s'alza e un sipario che cala
si consuma la corda e la tela
se per noi vecchi attori e vecchie attrici
i ricordi si fan cicatrici
non è il senno di poi che ci aiuta a correggere
con il tempo ogni errore che nel tempo si fa
mentre ancora chi guarda nel silenzio allibito
già sussurra "L'artista è impazzito"
come i gatti di notte sotto stelle sbiadite
crede forse di aver sette vite
quando invece col dito indicare la luna
vuole dir non averne nessuna.
C'è una sedia da sempre nella fila davanti
riservata per noi commedianti
perchè mai la fortuna ch'è distratta e furtiva
ha avvertito la sera che arriva
nella cinta se mai altri buchi da stringere
e allargare un sorriso se è così che si fa
con la lluce che scende col sipario che cala
si consuma la corda e la tela
si divide d'un tratto da chi ha solo assistito
chi indicava la luna col dito
e ogni volta lo sciocco che di vite ne ha una
guarda il dito e non guarda la luna 

giovedì 11 marzo 2010

Sì, viaggiare (appunti sparsi)

Le nuvole, l'umidità, la stazione, l'aereoporto.
Il mondo dall'aereo.
Le nuvole, dall'aereo.

Quando viaggi da solo il tempo si dilata, si accorci, cambia. Il tempo cambia. A volte anche quando viaggi in compagnia.

Si viaggia per lavoro, per vacanza, per concerti o anche solo per vedere qualcuno per qualche ora.
Ma tutti questi viaggi hanno una cosa in comune: il viaggio.

E il viaggio dovrebbe sempre essere un'occasione da sfruttare. Da sfruttare fino in fondo. Si dovrebbe, secondo me, fare ogni tanto un viaggio per il solo fine di viaggiare.

Chi viaggia per lavoro rischia di far diventare viaggi di lavoro anche i viaggi fatti per piacere. Questo non dovrebbe succedere. Dovrebbe succedere il contrario.

Il tempo si restringe, il tempo si dilata. Hai tempo per notare le cose.
Le diverse tonalità di verde-grigio degli alberi dietro la foschia. Le nuvole dall'oblò dell'aereo, con le montagne che svettano in un mare di ovatta grigia.
Persino la nebbia.

Viaggia in aereo, treno, nave, macchina, slitta, kayak o come ti pare, ma viaggia. Cresci.

Il tempo si dilata, il tempo si restringe. Un viaggio può essere talmente stimolante da essere finito prima di riuscire a fissare su carta i tuoi pensieri.

Una signora con un piccolo cane si è seduta non lontano da me. Il cagnetto è subito saltato in braccio al signore accanto, che ha interrotto la lettura del suo quotidiano per fargli le coccole.

Due ore di ritardo possono fare strani effetti.

Viaggiare, viaggiare, viaggiare.
M

mercoledì 10 marzo 2010

Pillole di psicopatologia corale #3

In questa terza puntata della serie (per chi se le fosse perse, le altre sono qui e qui), parliamo per la prima volta di personaggi non cantori.

In particolare, questa volta parliamo di direttori.
Pensavo che oggi avrei inserito nel mio post anche i compositori, ma prendere in giro i direttori mi ha preso talmente la mano che mi son trovato a scrivere  fin troppo senza alcun bisogno di parlare di altri. Il che non è sorprendente, visto che i direttori sono noti per la loro prolissità, cosa che li rende tra i più temuti intasatori di caselle email...


IL SOLITO DISCLAIMER:
Blablabla... mi ispiro alla realtà... blablabla... non vi offendete ...blablabla.
Bla.


martedì 9 marzo 2010

Una musica può fare...

Non so come dirlo altrimenti ma io questa canzone qui, ed in particolare il giro iniziale,



la trovo una delle canzoni più sexy in assoluto. Poche note, ben piazzate.
Eppure ci sono milioni di canzoni che, almeno nell'argomento, in teoria dovrebbero esserlo di più...

E invece io trovo che queste tre note siano terribilmente sensuali.

A voi ve ne vengono in mente altre di canzoni così?

Canzoni che indipendentemente dal testo o dall'argomento trattato vi risultano maledettamente intriganti.

Stay tuned,
M

sabato 6 marzo 2010

Di cosa avrei voluto parlare

Oggi avrei potuto pubblicare il terzo post della mia miniserie dedicata ai personaggi che frequentano i cori italiani.

Oppure avrei potuto parlarvi di quanto mi abbia fatto arrabbiare questo video.

Oppure avrei potuto commentare questo pasticciaccio brutto delle elezioni regionali.

Vi avrei potuto raccontare di un'opera semisconosciuta della prima metà del '700, tale "Achille in Sciro".

E invece no.

Un po' troppo gin tonic mi migliora l'umore, ma mi annebbia un po' i pensieri.

Sappiate, però, che tornare a casa cantando un coro d'opera a tre voci (ne mancava una in effetti) è un'esperienza da provare :)

Stay tuned and sober,
M

giovedì 4 marzo 2010

Pillole di psicopatologia corale #2

Eccoci arrivati alla seconda puntata di questa miniserie dedicata ai loschi personaggi che costituiscono gli ingredienti di ogni coro italiano che si rispetti (o no)...

Per chi se lo fosse perso, il primo post è qui.

Come al solito, prima di iniziare a sparlare delle corde maschili, ovvero bassi e contralti, è d'obbligo il

DISCLAIMER:
Ancora una volta, non posso esimermi dal dichiarare che, per quanto quanto scrivo corrisponda assolutamente a verità (più o meno) e ci sia il serio rischio di riconoscere persone nei miei sfottò, non c'è nessuna intenzione di offendere. Se per caso vi offendete, vorrà dire che sfotterò un po' di più :P


mercoledì 3 marzo 2010

Fortunatamente, sfortunatamente.

Vi aspettavate il seguito del post di ieri, nevvero?

E invece no. Visto che sono sadico, vi lascio sulle spine almeno fino a domani :)

Per ingannare l'attesa, però vi voglio proporre un nuovo gioco di parole che ho trovato per caso su wikipedia. Si chiama "Fortunatamente, sfortunatamente" ed è stato inventato inventato verso la fine degli anni '80 alle riunioni della National Puzzlers' League (non è meraviglioso il solo fatto che una cosa del genere esista?).

Vi spiego le regole semplicissime, traducendo e rielaborando la pagina di wikipedia.
Si gioca in gruppo, in numero dispari (o con qualche variante).

La prima persona inizia con una frase (es. "Un giorno, John entrò nel negozio di scarpe")
La seconda prosegue descrivendo un evento sfortunato (es. "sfortunatamente, gli cadde in testa un frigorifero")
La terza descrive un evento fortunato (es. "fortunatamente, però, il frigorifero era di zucchero filato")
La quarta descrive un evento sfortunato (es. "sfortunatamente conteneva degli aghi avvelenati")
La quinta uno fortunato (es. "fortunatamente gli aghi erano di gelatina")
E così via, senza una fine esplicita.

Proviamo la variante da blog? Non abbiamo nemmeno bisogno di un turno: chi vuole interviene; se per caso si creano accavallamenti (tipo due "fortunatamente" di seguito), cancello d'ufficio i commenti postati dopo, lasciando solo il primo (oppure, se preferite, potete farlo da soli).

Comincio io:

Era inverno e MiKo aspettava l'autobus seduto alla fermata

ed ora potete anche levarmi lo sfizio di farmi cadere addosso pianoforti, frigoriferi o quant'altro :)

Let's play,
M

martedì 2 marzo 2010

Pillole di psicopatologia corale #1

Dato che qui dovrei in teoria parlare del mio mondo (da cui il titolo del blog), ho deciso di scrivervi una miniserie di post su quelle che sono le varie manie, follie, idiosincrasie e qualsiasi altra parola in "ie" vi venga in mente del mondo corale italiano.
In particolare voglio descrivervi un po' quali sono i ruoli che formano un coro che si rispetti e le peculiarità psico--- (riempire con un suffisso a scelta) che li caratterizzano.
Perché, per quanto possa sembrare strano, cantare in un ruolo vi farà inevitabilmente precipitare in una categoria comportamentale.
Probabilmente si tratta di una questione di risonanze che influenzano il funzionamento del cervello.
O per lo meno il funzionamento dell'interno del cranio, nel caso dei tenori.

DISCLAIMER:
Questo post è ricco di cliché, luoghi comuni e battute acide e di cattivo gusto, ma non si vuole offendere nessuno: si fa per ridere. Ogni riferimento a fatti o cose reali, tuttavia, è probabilmente intenzionale.


lunedì 1 marzo 2010

AUGURI MIKO'S WORLD!

Signore e signori, ho il piacere di annunciarvi che questo è il mio centesimo post su MiKo's World!

A giudicare da come si trascinavano stancamente le cose qualche mese fa, pensavo ci avrei messo molto più tempo a raggiungere questo traguardo.
E invece eccoci qua: 100 post in un po' più di due anni di vita di questo blog.

Ho dunque deciso di fare un piccolo regalo al mio diario-segreto-nemmeno-un-po' digitale: una pagina "about". Sapevate che si possono inserire fino a 10 pagine statiche su blogger (in stile wordpress)? Io l'ho scoperto per caso un mesetto fa, ma ho voluto aspettare un'occasione speciale per sfruttare la possibilità :).

Ah, quanti ricordi, quanto tempo speso a guardare l'editor dei post...

Visto che questo non è altro che un post autocelebrativo, adesso vi ammorbo anche con un bel discorso, come in ogni celebrazione che si rispetti.

The story so far...

Ricordo ancora quando questo blog era nient'altro che uno spazio azzurrino nella mia testa...
Tutto cominciò nell'autunno 2007, quando mi sono ritrovato in quel di Fort Worth TX per un periodo di ricerca presso la University of North Texas.
Allora non leggevo né tantomeno scrivevo blog e anzi ne conoscevo a stento l'esistenza.
Trovandomi in Texas da solo e senza macchina, ho cominciato, più per riempire il mio tempo libero che altro, a scrivere il mio primo blog, MiKo goes to Texas, mosso dallo e da tutte le cose nuove che mi saltavano addosso nella mia esperienza all'estero.
Piano piano mi sono reso conto di avere persino qualche lettore.
E vi lascio immaginare la mia sorpresa quando ho ricevuto il mio primo commento da uno sconosciuto.
Da allora non ho più smesso di leggere blog. A partire da quel commentatore misterioso ho cominciato a scoprire un mondo che non conoscevo, ho scoperto che c'era qualcuno che teneva un blog della sua esperienza texana da poche decine di miglia di distanza da me, ho conosciuto chi mi avrebbe tenuto compagnia sul transoceanico volo di ritorno e così via...

E poi sono tornato in Italia e MiKo goes to Texas ha conosciuto la sua fine naturale.

Ma ormai ci ero dentro fino al collo; pur avendo molti meno spunti di ispirazione intorno a me, ho deciso che il mio blog mi mancava.

E così, senza ben sapere cosa ci sarebbe stato dentro, è nato MiKo's World.

E per oltre un anno ha fondamentalmente sonnecchiato.

Ma poi, dopo aver letto e riletto di blog, di prendere appunti, di scrittura e varie altre amenità ho cominciato a curarlo di più, a scrivere più spesso, a inventarmi argomenti, persino a scrivermi in anticipo i post.

Perché mi piace.

E così siamo arrivati a 100.

E dunque auguri, MiKo's World, e cento di questi post.

Let's celebrate,
M

domenica 28 febbraio 2010

Cleptomania informatica

Questa ve la voglio raccontare.

Qualche giorno fa stavo sfogliando un po' la guida di blogger e ho deciso di inserire la funzionalità "reazioni" a MiKo's World.

Si tratta di un semplice mini sondaggio aggiunto alla fine di ogni post in cui ognuno può inserire le proprie reazioni, appunto.

Arrivato al momento di scegliere quali etichette mettere vicino alle opzioni di scelta (avevo già deciso di volerne mettere tre: una positiva, una più o meno neutra e una negativa), mi sono arrovellato e, dopo un po', me ne sono uscito con l'attuale soluzione: WOW/Ok/BLEAH.

Ero molto soddisfatto della mia trovata: mi sembravano etichette abbastanza universali da poter essere comprese anche in caso dovessi scrivere un post in Inglese, rispettavano quello che avevo in mente ed erano spiritosamente originali.

O no?

Guardate un po' questo blog.

Pur "conoscendo" Baol da un po' di tempo,  non seguivo il suo blog fino a qualche giorno fa.

Fino al giorno prima di inserire le reazioni sul mio blog, per essere precisi.

E così la pensata che tanto mi aveva dato soddisfazione l'avevo copiata tal quale, senza nemmeno accorgermene!

Sono stupefatto: è così forte l'istinto di scopiazzare che nemmeno ce ne si rende conto?

O_O

Vabbè, non fa nulla: in fondo Baol è di buon carattere e non se l'è presa, quindi per ora le etichette restano così come sono.

E a voi è mai capitato di "rubare" un'idea accorgendovi di averlo fatto solo in un secondo momento?
Boh...

Stay tuned,
M

sabato 27 febbraio 2010

Riso bollito e premuta di limone

Questo è quello che consiglia la nonna in caso di mal di pancia.
Se volete, il riso può essere condito anche con olio e parmigiano.

E bisogna tenerla al caldo, la pancia.

E in caso di raffreddore?
Panno in testa e acqua bollente col bicarbonato. E latte e miele, naturalmente.

Singhiozzo?
Qui i consigli si sprecano e son più o meno tutti inutili. Sette piccoli sorsi senza respirare, bere dall'altro lato del bicchiere, trattenere il fiato...

Pianto da cipolla?
Passare uno spicchio di mela sul coltello, o far bollire un pentolino d'acqua nelle vicinanze, o mantenere un sorso d'acqua in bocca mentre si compie l'operazione...

Ah, le nonne. Inesauribili dispensatrici di consigli che si tramandano di generazione in generazione, di nonna in nipote.

E voi quali consigli della nonna conoscete?

Stay tuned,
M

giovedì 25 febbraio 2010

Vi sfido a parole #1

Ve l'ho promesso ieri e oggi ci siamo:
oggi vi sfido con il gioco di cui ho parlato qualche giorno fa.

Le regole sono semplici: io scrivo una lista di 10 parole o espressioni casuali e voi, nei commenti, postate una storia che le contenga tutte e 10, evidenziandole in grassetto, possibilmente.

Vediamo un po' cosa siete capaci di fare :)

  1. Menta
  2. Natìa
  3. Sistema
  4. Pizzeria
  5. Scrittore
  6. Economia
  7. Tavola
  8. Lingua
  9. Vendita promozionale
  10. Voglia di bestemmiare
E adesso buon lavoro. Quando sarò soddisfatto delle risposte, posterò una nuova lista.

Stay tuned and write,
M

No.

Oggi non è giornata.

Da un paio di giorni il vostro (che sarei io) non ne azzecca una, dorme male, si sveglia nervoso e non riesce a far bene.

Che si fa in questi casi?

Ci si mette sotto le coperte e non si esce fino a primavera?

Vabbè, non fa nulla. Passerà e spero anche presto. Nel frattempo canto, che mi passa. E per un po' non vedrete post critici, che i post critici attirano critiche e per sopportare le critiche bisogna essere in forma.


Domani vi cerco le parole per fare il gioco che vi ho proposto qualche giorno fa, così almeno cerchiamo di divertirci un po'.

E nel frattempo vi dedico un video del "mio" Monteverdi, cantato dalla magnifica Anne Sofie von Otter.



Buon ascolto,
M

martedì 23 febbraio 2010

Lo ammetto. Sono un po' stanco.

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domenica 21 febbraio 2010

La sessantesima sagra della canzonetta italiana. Ovvero strazio musicale in televoto maggiore.


Speravo di starne fuori, ma temo di non potermi esimere dallo scriverne anche io.

Ho ostinatamente cercato di ignorarla, di non vederne nemmeno un pezzettino, complice il mio ritiro in un monolocale appositamente privo di televisione, ma ieri sera, nonostante tutto, quasi ovunque mi voltassi c'erano notizie sulla Sessantesima Sagra Ligure della Pentola e della Canzonetta Italiana.

Conosciuta ai più come il Festival di Sanremo.

Riassunto in una parola di quel che è successo nel baraccone della Clerici:
Morgansparacazzatesullacocainainunintervistaetuttioooooohhhnondeveparteciparealfestivaledelbuonismoitalianopupoemanuelefilibertoeuntenoreillustresconosciutopresentanounacanzoneinascoltabileevengonoprontamenteesclusieripescatiaunabambinavieneimpeditodiesibirsiperchépassatamezzanotteevienemandatounvideoalsuopostoeallultimaserataintervengonolippiiraccomandatiemezzomondopersovvertireleindicazionidellorchestraemandareinfinaledueprodottidarealityeiltriodegliorrori.

Dovete sapere che per un'insolita congiunzione astrale l'anno scorso mi è capitato di seguire per la prima volta in vita mia l'intera finale del Festival e ci ho trovato una cosa in comune con quanto è successo quest'anno.

Le tre canzoni in finalissima facevano sostanzialmente schifo.
Erano fondamentalmente la quintessenza italiana del marketing e della non-cultura.

Qualcuno mi spiega cosa c'entra il televoto in una competizione in cui presumibilmente devono anche essere valutate le capacità tecniche e artistiche dei partecipanti?
Capire, comprendere e apprezzare la musica, anche la musica leggera, non sono cose che la persona media può improvvisare.
Se si lascia semplicemente scegliere a un bambino (e una persona non specificamente educata, di fatto, è un bambino in questo campo) cosa vuol mangiare, continuerà a mangiare patatine in busta e caramelle tutta la vita. Senza nemmeno immaginare che, ad esempio, le patate fritte fresche sono mille volte migliori.
Ve lo immaginate il festival di Venezia col televoto? Probabilmente si contenderebbero la vittoria Boldi, De Sica e Pieraccioni tutti gli anni.

No, signori miei, è un serpente che si morde la coda: se si ascolta solo spazzatura, poi si continuerà a volere solo la spazzatura. E così l'unica cosa che conta, anche in questo campo, è la pubblicità, possibilmente televisiva (e guarda un po' in finale ci finiscono dei prodotti a tavolino dei due maggiori cosiddetti talent-show) e non importa se positiva o negativa (vedi la sorte dell'orrido trio).

E il ciclo ricomincia.
E peggiora ad ogni giro.

E se proprio non si può rinunciare, in nome del dio Share, al televoto, almeno fate scegliere i tre finalisti solo a una giuria (va benissimo anche far scegliere all'orchestra) e poi il vincitore viene eletto dal pubblico. Almeno così qualcuno di decente rischierebbe persino di arrivare in finale. E il beneamato pubblico sarebbe costretto a scegliere per lo meno tra canzoni un minimo selezionate.
Poi, tanto, sarebbe liberissimo di andare a comprare un fantastilione di copie dell'album del puprincipe escluso al primo turno...

Ma sto fantasticando.
Che ci volete fare, a me la mortificazione della cultura, seppur perenne e costante in Italia, continua a farmi venire il nervoso.
Speriamo che non smetta mai.

Non mi resta che pubblicare, come hanno fatto già altri, questo video:



Stay tuned,
M

PS Mi raccomando! Fatemi sapere cosa ne pensate del giochino che vi ho proposto ieri.

Giocare con le parole


Navigando per la rete e saltellando di blog in blog, mi è capitato qualche giorno fa di capitare su questo interessante sito, tenuto da tali Shane, Sean e David.

Si tratta, in sostanza, di un blog in cui gli autori pubblicano liste di 10 espressioni o parole a caso e i lettori inseriscono nei commenti delle brevi storie che contengano tutti gli elementi della lista.
La "sfida" nasce come esercizio di creatività e per aiutare chi dovesse improvvisamente essere colto dal blocco dallo scrittore, ma la verità è che io, che ho sempre amato le parole e con le parole ci lavoro, lo trovo un gioco meraviglioso.

In realtà, purtroppo, la maggior parte delle liste pubblicate finora contiene termini o espressioni che non conosco o che non comprendo a sufficienza da permettermi di partecipare, ma l'ultima mi sembra affrontabile.

Ve la ripropongo qui, tanto per stimolare un po' la vostra voglia di scrivere:
  1. Dance all night
  2. Pizza
  3. Outlook
  4. Porn
  5. Pajamas
  6. Aroma
  7. Carnage
  8. Berserk
  9. Microphone
  10. Joystick
L'ho già detto che mi sembra un gioco bellissimo?

Mi sono anche detto: "sarebbe bello se qualcuno lo facesse in Italiano..."

E poi mi sono detto che, perché no, in effetti potrei farlo io.

Vi piace l'idea? Che ne dite?

Ho già chiesto e ottenuto il permesso di far partire la mia versione italiana della "Creative Copy Challenge", quindi se anche solamente ad uno o due di voi garba la cosa, fatemelo sapere, che apriamo questo nuovo parco giochi :)

Stay tuned and let me know,
M

venerdì 19 febbraio 2010

I cosiddetti giornalisti 2. Ovvero: Puca NON risponde.


Riassunto delle puntate precedenti:

Non troppo tempo fa, come scritto in questo post per essere precisi, partendo dal fatto che quest'anno il festival della matematica non si terrà per non meglio precisate ragioni, mi sono imbattuto in un articolo-post sul blog del "cosiddetto giornalista" (notare le virgolette) Carlo Puca di Panorama.

Siccome ho trovato il pezzo particolarmente scritto male, in particolare per quel che riguarda lo sparare giudizi infondati o quanto meno fondati non si sa su cosa, visto che l'unica fonte citata è wikipedia, mi sono lanciato in un'approfondita analisi-critica paragrafo per paragrafo dell'articoletto in questione, andandoci anche giù abbastanza pesante (che cavolo, dico io: sei un giornalista pagato per fare il giornalista, cerca di fare il giornalista, no?).

Con mia grande sorpresa, qualche giorno dopo mi son ritrovato un commento al post del Puca stesso, che vi riporto per intero, tanto per non dar luogo a equivoci:

A Miko e a tutti i postatori, accetto gli sberleffi, ci mancherebbe. Chi si concede il diritto di critica deve a sua volta sottostare a tale diritto. Se no se ne sta a casa sua, non si mette su piazza scrivendo sui giornali (come nel mio caso) o pubblicando libri e altro ancora (Odifreddi). Una sola cosa: non capisco cosa c'entrino i riferimenti a Berlusconi, quasi che io gli stessi facendo un piacere. Anche voi coi paraocchi, insomma. Forse perché Panorama è della Mondadori berlusconiana? Ma guarda un po'. E pensare che il mio pezzo è uscito in contemporanea con un libro di Odifreddi. Pubblicato da chi? Ma dalla Mondadori, naturalmente. Forse ai piani alti non saranno poi stati così contenti, ma nessuno mi ha detto nulla: rispettano la libertà di stampa. Ogni tanto rispettatela pure voi. Alla prossima stroncatura e buone fave di Puca a tutti...
Se non vi va di leggere la mia lunghissima risposta, ve la riassumo in tre punti molto condensati:
  1. Quali sarebbero i riferimenti a Berlusconi che non c'entrano? Io solo accennato ad Apicella e al "presidente operaio", ma sono una parte molto marginale del mio post, il cui succo non è affatto sostenere che Puca e Panorama sono "servi del padrone", bensì che l'articolo da me citato è scritto MALE!
  2. Sul rispetto della libertà di stampa: AH! AH! E poi ancora AH! :)
  3. Infine (in verità all'inizio) ho invitato il nostro a rispondermi punto per punto in un post che mi sono detto disposto a pubblicare senza "censure", garantendo che per dargli tempo di rispondere non avrei più parlato dell'argomento per una settimana. Una settimana è passata e non ho avuto risposte, quindi eccomi qui.
Per quanto debba riconoscere a questo Carlo Puca di esser venuto fin qui per intervenire in modo civile in una discussione in cui lui era in qualche modo la "vittima" (anche in questo caso occhio alle virgolette), mi spiace constatare che il mio giudizio (basato su pochi elementi, lo ammetto) riguardo alla qualità del Puca in quanto giornalista non cambia.
In particolare per tre motivi:
  1. Non ha risposto nel merito a nemmeno una delle critiche che gli ho mosso. Nemmeno una piccola piccola. Niente, nada, nisba. Per lo meno poteva rispondermi che il fatto che Odifreddi la pagina di wikipedia se la sia scritta da solo si evince NON da quello che c'è scritto, ma controllando la lista degli utenti che sono intervenuti sulla pagina! Avevo lasciato lo spunto nel mio post, ma non è stato colto (e il mio sospetto è che Puca, come la gran parte dei giornalisti, così come la maggior parte degli Italiani semplicemente conosce pochissimo gli strumenti informatici).
  2. Giù a dire che "noi" (noi chi? I comunisti? Gli anti-Dio? I matematici?) non sappiamo far altro che parlar male di Berlusconi e di tutti i suoi dipendenti più o meno diretti che non fanno altro che servirlo. Mi ripeto: ma io questo dove lo avrei scritto?
  3. Conclusione in grande stile sul fatto che anche "noi" dovremmo rispettare la libertà di stampa. E la trippa alla romana no? Si può sapere cosa diavolo c'entra? Si può sapere in cosa non avrei rispettato la libertà di stampa? Io ho cercato di essere preciso e chiaro nelle mie critiche, citando i pezzi a cui mi riferivo nel modo più accurato possibile; perché il nostro "giornalista" non fa altrettanto nelle uniche due che mi muove? Quel che chiedevo nel mio post a Puca, non è il rispetto della libertà di stampa (che tutto sommato credo che bene o male tutti i giornalisti rispettino), ma il rispetto della qualità di stampa. Soprattutto da parte di chi scrive su un giornale di ampia diffusione quale Panorama.
Ma d'altronde il "loro" schema è tipico e ormai logoro: risposte queste sconosciute, siete fissati con Berlusconi, in realtà siete "voi" a fare quello di cui ci accusate [che di solito è qualcos'altro NdM].
La cosa veramente triste è che nessuno dei "nostri" politici o dei "nostri" giornalisti risponde mai a uno schema così logoro e rozzo.

Comunque voglio concedere il beneficio del dubbio al nostro Puca: immagino che il motivo per cui non mi abbia risposto sia solo che non si è curato di andare a leggere i commenti del mio post, per cui rimetto il link al suo pezzo e vi invito a visitarlo, nella speranza che il traffico generato dal mio blog attiri nuovamente la sua attenzione.
E che questa volta voglia rispondermi davvero.

La mia offerta per un post rimane valida, caro Puca, lei che fa? Ci viene nella (piccola, piccolissima) tana del lupo ateo e comunista (è una battuta, solo una battuta)?

Stay tuned,
M

giovedì 18 febbraio 2010

Sogni agitati

Stanotte (stamattina per la verità) mi è capitata una cosa che non mi succedeva da un bel po', nonostante qualche anno fa fosse abbastanza frequente.

Ho sognato di cadere.

Non ha importanza il resto del sogno (che in effetti non so neanche se ci fosse), ma quel che conta è la sensazione di vuoto e il risveglio brusco che ne consegue.
Stamattina mi sono limitato a svegliarmi di soprassalto, sbarrando gli occhi e inspirando bruscamente, ma quando mi succedeva prima ero fin troppo pirotecnico e avevo la tendenza a sedermi di scatto, qualche volta sono arrivato ad alzarmi in piedi, come se mi volessi allontanare dal letto il più presto possibile. Il vantaggio è che dopo sei istantaneamente sveglio, lo svantaggio è l'angoscia che ci mette un po' a passare.

Girovagando per la rete, le interpretazioni sembrano concordare sul fatto che è un sogno che indica instabilità e ansia legati a qualcosa del mondo reale (a quanto pare come tutti i temi più comuni dei sogni): ovvero riflette una qualche situazione dalla quale ci si sente sopraffatti e che non si riesce a controllare, come quando si cade e si è costretti ad andare in una direzione (verso il basso) senza poterci fare niente.

Freud, naturalmente, aveva un'interpretazione diversa: pare sostenesse, infatti, che sognare di cadere sia un indice di star contemplando l'idea di soddisfare un proprio desiderio o impulso sessuale.

Il che, tanto per dare anche la mia interpretazione da due soldi, mi farebbe pensare che l'interpretazione freudiana è conseguenza di quella legata all'ansia, cioè che la voglia di soddisfare il proprio impulso sessuale sia legato alla necessità di sciogliere l'ansia.

Sia chiaro; non ho idea di quanto scientificamente fondate siano queste interpretazioni, né sono sicuro di averle riportate in modo corretto.

Spero solo che parlandone qui riesca ad ottenere il catartico effetto di non ripetere la spiacevole esperienza con la stessa frequenza con cui mi accadeva qualche anno fa.

E tu, caro lettore? Ti capita di sognare di cadere o hai un altro sogno ricorrente? Parliamone, il dottor MiKo è qui per ascoltare...

Stay awake,
M

mercoledì 17 febbraio 2010

XX Factor


Qualche tempo fa, poco prima di scrivere questo post per essere precisi, visto che avevo voglia di scrivere qualcosa, ma non sapevo esattamente a proposito di che, ho chiesto consiglio e ispirazione ai miei contatti facebook.

Uno dei suggerimenti che ho ricevuto è stato:
"Scrivi un post sulle donne"

Ebbene, nonostante sia un argomento che mi piace molto, sono ormai settimane che ci penso e mi sono reso conto che a parte qualche singola frase, mi vengono in mente solamente cliché, frasi fatte e, soprattutto, spaventose generalizzazioni. Non che sia contrario per principio alle generalizzazioni (a volte sono utili e altre volte necessarie), ma non sono riuscito a tirar fuori niente di sensato che meritasse di essere scritto.

Per cui, ancora una volta, ho deciso di rivolgermi a te, mio caro lettore, nonché al popolo di facebook e di twitter. E ti giro la seguente domanda, indipendentemente dal fatto che tu sia maschio o femmina:

cosa pensi delle donne?

Lo ammetto, è un trucco un po' basso scaricare sugli altri la responsabilità di scrivere quel che avrei voluto scrivere io, ma ti prometto che se raccolgo sufficienti pensieri interessanti ritorno sull'argomento con un post più organico.

Ed ora scalda la tastiera, le meningi e la connessione a internet: scrivi e fai scrivere (ovvero gira la domanda a chi ti pare).

Stay tuned,
M

giovedì 11 febbraio 2010

'O rraù


Visto che nel mondo di MiKo c'è anche la cucina (altroché se c'è!) e visto che si avvicina il carnevale, ho deciso di condividere con voi la ricetta del ragù napoletano. O meglio, la ricetta del ragù come si fa a casa mia, visto che, come in quasi tutte le ricette napoletane, ogni singola casa ha la sua particolare variante. Vi avverto che non è una vera ricetta, son più delle indicazioni e vi avverto anche che il ragù deve cuocere dalle 4 alle 6 ore almeno, ma poi avrete la magnifica base per condire le pappardelle, per preparare la lasagna o sua maestà il Sartù.

Ingredienti (suppergiù):

  • Salsicce di maiale
  • Tracchie (ovvero spuntature di maiale)
  • Gallinella di maiale (non so come si chiami in Italiano, arrangiatevi :) )
Già qui c'è molto da dire: in casa mia, infatti, il ragù lo si fa quasi sempre a base esclusivamente di maiale, ma lo si può fare anche di carne mista e in molti (ed io condivido) ci mettono anche le "braciole", che sono involtini di vitello ripieni di formaggio, prezzemolo, aglio, pinoli, uva passa e altre meraviglie.
  • Cipolla e altro per il soffritto
  • Vino bianco (in abbondanza)
  • Concentrato di pomodoro
  • Passata di pomodoro
Ancora una volta qui ci sono diverse varianti: in teoria lo si dovrebbe fare esclusivamente con il concentrato (anche se altri lo fanno anche solo con la passata), ma viene un po' troppo denso per condirci la pasta. Fate un po' voi.

Procedimento (giuppersù)

Preparate il soffritto (ovvero tagliate cipolla e odori vari a pezzetti e metteteli a soffriggere nell'olio) e fate rosolare la carne a fuoco vivo.
Quando la carne è rosolata per bene, aggiungete un po' di vino e fate tirare.
Unite la passata e il concentrato, portate a bollore e abbassate la fiamma al minimo.
Deve sobbollire (pipitiàre, in napoletano) per almeno quattro-sei ore; allungate con vino ed eventualmente un po' di acqua tiepida e fate tirare il più possibile, poi ripetete più volte finché la cottura non è ultimata.

Per darvi una vaga idea delle proporzioni, mia madre usa circa un litro di vino, per il resto temo che dovrete andare ad occhio, mi spiace.

Statev' 'bbuon',
M

PS La foto è orrenda (il colore dovrebbe essere un rosso molto più scuro e la consistenza MOLTO più densa), ma non ho trovato di meglio.

sabato 6 febbraio 2010

I cosiddetti giornalisti.


Mi sono appena reso conto che quest'anno, dopo tre anni, il festival della matematica, voluto e immaginato da Veltroni e Odifreddi, non si farà.

Non si sa perché, ufficialmente, non si sa se Odifreddi si sia dimesso o sia stato mandato via.

Il mio sospetto (sospetto, badate bene) è che con l'avvicendarsi delle parti politiche alla carica di sindaco di Roma abbia portato a far cancellare un evento che, nelle stime peggiori, ha attirato oltre 50000 persone per ogni edizione.
Stiamo parlando di un evento di divulgazione scientifica, di matematica per di più. Una cosa che semplicemente in Italia prima non c'era e adesso non c'è più di nuovo, perché è sempre meglio mantenersi ignoranti.
Non sia mai che si inizi a pensare.

Ma non volevo parlarvi di questo.

Nel cercare informazioni in merito sono capitato su questo post di tale Carlo Puca su Panorama.it.

L'articolo in questione mi fa semplicemente schifo.
Sappiate che a me Odifreddi non sta affatto simpatico, ma quel pezzo è quanto di più lontano da quello che un articolo giornalistico dovrebbe essere.
Voglio commentarvelo paragrafo per paragrafo.

[Paragrafo 1] Si racconta dell'opera musicale scritta da PGO in collaborazione con Piovani e del perché si chiama Epta. Se non per la luce in cui viene messa questa parte successivamente, questa sarebbe l'unico paragrafo su cui, di fatto non ho nulla da dire, quindi andiamo avanti.

[Paragrafo 2] Si attacca il fatto che PGO sia "il pensionato, l’opinionista, lo scrittore, l’organizzatore di festival, il politico e il musicista, appunto". E allora? Ce lo ricordiamo tutti il presidente operaio, vero? E poi, esattamente, cosa c'è di male se uno parla quando ha qualcosa da dire, organizza una cosa unica nel panorama italiano come il festival della matematica e riesce anche a coinvolgere in un progetto con Nicola Piovani (che non è proprio la stessa cosa di Apicella, ad esempio)?
PGO non mi sta simpatico, ma queste cose meno male che c'è lui che le fa. Anzi, che adesso non le fa più.

[Paragrafo 3] Via a sindacare sulla presunta poco memorabile abilità matematica del professore Odifreddi. Peccato che non si dica sulla base di cosa il nostro Puca esprima il suo giudizio. Quale indiscutibile autorità scientifica gli ha suggerito che PGO sia un cattivo matematico?
A quanto pare (ed è una mia acida opinione personale) l'unica matematica di cui è a conoscenza il nostro giornalista è quella de La solitudine dei numeri primi. Cioè nessuna.

[Paragrafo 4] Ancora una volta, attacco alle capacità matematiche di Odifreddi. Ancora una volta, senza uno straccio di fonte su cui basare le proprie opinioni. Per quale motivo dovrei credere ad un giornalista che giudica un professore di matematica sul suo mestiere?

[Paragrafo 5] Qui si criticano le lezioni di PGO all'università di Torino, che "scaldavano poco i cervelli, ma molto il cuore delle fanciulle". Ancora una volta: fonti? Non si sa nemmeno se ha intervistato gli studenti (che è un pessimo modo per giudicare la bravura di un insegnante, tra l'altro). Non c'è dubbio che PGO abbia un ego spaventosamente ingombrante, ma questo non è assolutamente in contrasto con le sue capacità didattiche, purtroppo. Ho conosciuto eccellenti professori che umanamente erano da buttare. Non ci son diventato amico, però mi hanno insegnato un sacco di cose.
"A 58 anni scarsi d’età, dopo 38 anni e mezzo di contributi versati, la pensione". Non condivido la scelta, ma sappia il nostro Puca che la maggior parte dei matematici produce i suoi contributi più significativi prima dei 40-45 anni. Dopo il cervello diventa meno capace.

[Paragrafo 6] Eccoci ancora ad attaccare il fatto che PGO scrive libri, fa un sacco di cose ed è un personaggio pubblico. Ma il meglio di sè Puca ce lo fornisce alla fine del paragrafo, quando per la prima volta in tutto l'articolo cita una sua fonte.

Wikipedia.

E questo signore è un giornalista. Anzi un "caposervizio della redazione romana di Panorama", come scritto qui.

[Paragrafo 7] Questo paragrafo è un critico sunto della pagina di wikipedia su Odifreddi (effettivamente per lo più scritta da lui stesso, ma il Puca come lo sa?). Frecciatina sul fatto che, secondo il nostro giornalista, il matematico impertinente (e presuntuoso, perché no), sale sulla cresta dell'onda grazie a Veltroni, che gli affida la direzione del festival. Lascio il commento al successivo paragrafo.

[Paragrafo 8] "Il festival è il trionfo di Egolo [Odifreddi NdM], 60 mila visitatori per ognuna delle tre edizioni". Cioè, non so voi che ne pensiate, ma a me 60 mila visitatori per tre anni di fila a un festival della matematica mi sembrano un successo su tutta la linea. Soprattutto in Italia. Quindi se pure fosse vero che PGO è salito in auge grazie al festival (io credo sia stato piuttosto il contrario), credo che la cosa sia del tutto giustificata. E credo che Veltroni (che pure non stimo come politico) abbia fatto bene ad affidarglielo, visti i risultati.
Segue una serie di interventi piuttosto polemici tra PGO e una serie di personaggi, elencando i quali Puca sostiene che stesse cercando solo di farsi pubblicità.

[Paragrafo 9] Ancora una serie di interventi polemici del matematico per aumentare le vendite del suo ultimo libro, "a sentire i maligni" (?). E un paragone a "Perché non possiamo dirci cristiani" (precedente libro di successo di Odifreddi) il cui unico scopo è agitare lo spauracchio dell'ateismo visto come male assoluto e già richiamato nel discutibile titolo del pezzo ("Odifreddi, il dio degli anti Dio", notare l'uso delle maiuscole e il fatto che gli atei da senzadio siano diventati addirittura anti Dio).

[Paragrafo 10] L'ultimo paragrafo ve lo faccio leggere per intero. Vi comunico solo che la frase iniziale ("é la stessa persona") è praticamente slegato da quanto viene prima.

È la stessa persona che nel gennaio 2005 pubblicava sul suo sito personale, una tenera conversazione immaginaria con Adolf Hitler. Nulla rispetto a quella intitolata Piergiorgio Odifreddi ed io. Un’autointervista. “Lei pensa di potersi identificare con me?” chiede Piergiorgio. “Credo proprio di sì” risponde Odifreddi. “Anzi, non so neppure chi dei due abbia fatto le domande e chi abbia dato le risposte“.
Che dire, uno così merita molto più della Treccani: il posto nella cronaca che fu di Gigi Marzullo.

Ma Puca l'ha letta l'intervista a Hitler? Non vorrà venirci a raccontare che Odifreddi sia un filonazista con quel "tenera"? Ora so perché questo signore non cita le sue fonti: perché quando lo fa c'è il rischio che qualcuno i link li segua e le vada a controllare. E si accorga che sta distorcendo i fatti, tentando di lavare il cervello ai suoi lettori.
Dal resto cosa si deduce? Che Odifreddi è un egocentrico (bella scoperta, per uno che si autoproclama "Matematico impertinente") e che Puca, a giudicare da questo singolo pezzo, è un cattivo giornalista.

Forse dovrei suggerire alle persone di cui persone di cui ho parlato ieri di fare domanda come caposervizio di Panorama, visto che sono convinto farebbero un lavoro senz'altro migliore. O se non altro più onesto.

Stay tuned and focused,
M

PS Il progetto segreto procede. State sicuri che arriverà e restate sulle spine, per ora :)

venerdì 5 febbraio 2010

I fannulloni


"Ah, MiKo, un'ultima cosa velocissima perchè sono di fretta.
Non mi hanno rinnovato il contratto."

(Da una conversazione via facebook)

"Ciao MiKo! Il colloquio alla Grande Casa Editrice è andato benissimo! Sono stati contentissimi.
Adesso mi pagano X euro. Non è molto [no, per quello che sei è proprio poco NdM], ma è meglio di niente, poi il lavoro mi piace.
No, non ho un contratto, mi pagano come prestazione occasionale.
Senza contribuiti, credo.
Però forse prima o poi mi fanno fare uno stage e pare che poi ci siano discrete speranze di assunzione"

(Da una conversazione telefonica)

E poi ci sono anche io, quello fortunato. Quello che dopo anni di formazione specialistica si è fatto 14 mesi di lavoro gratuito e adesso ho il mio assegnino di ricerca annuale sostanzialmente non rinnovabile.

E tra un anno ne faccio 30.

Spero che le persone con cui ho avuto queste conversazioni non se ne abbiano a male se le prendo a spunto per una mia riflessione da blog. In particolar modo la seconda: sono convinto che il bicchiere sia mezzo pieno, che sia un'ottima occasione e sono davvero contento.

Però.

Però io non riesco a levarmi dalla testa che queste son due persone laureate, capaci e volenterose. E non riesco a levarmi dalla testa che in particolare la seconda ha una carriera accademica eccezionale, dottorato, master, abilitazioni all'insegnamento e qualsiasi cosa vi possa venire in mente.

Sono due persone le cui capacità stimo moltissimo, su cui l'Italia dovrebbe investire ad occhi chiusi, considerati anche i costi della formazione di una persona.

E invece no.

Non so voi cosa ne pensiate, ma secondo me c'è qualcosa di sbagliato.
Sia chiaro, io mi ritengo davvero fortunato per il fatto di avere un assegno di ricerca: ce li ho gli occhi per guardarmi intorno.

Ma non posso fare a meno di chiedermi se non ci sia alternativa a tutto questo, alla mortificazione della cultura e delle capacità.

Forse è solo colpa dell'italica tendenza alla lamentela. Non so.

Voi che ne dite? Come funzionano le cose nel resto del mondo?

Sono perplesso. E anche non poco avvilito.

Stay tuned,
M

martedì 2 febbraio 2010

Aggiornamento


Grandi cose bollono in pentola, signori miei. Ho una grande notizia da darvi, ma ve la dico dopo.

Prima di tutto un piccolo aggiornamento, visto che vi ho un po' abbandonato negli ultimi giorni.

Il sondaggio sui colori del blog si è chiuso e "a furor di popolo" (ovvero la bellezza di 6 votanti su 8), i colori rimangono così come sono. Quando avrò tempo, magari, mi impegnerò per modificare un po' l'aspetto e il layout, ché dopo due anni è ora di dare una svecchiata.

Negli ultimi tempi sono alle prese con una serie di domande a concorsi. Un bel pacco di burocrazia con scarse speranze di successo. Mi sta portando via un sacco di tempo ed energie ed è il principale motivo della mia assenza su queste frequenze.
Anche se il post sulla patente come documento di riconoscimento ha aperto un vivace dibattito.

Ho attivato google analytics su questa pagina (oltre a shinystats, che è attivo da sempre). Appena ho raccolto un po' di informazioni vi tiro fuori qualche statistica divertente.
Per ora so che negli ultimi tre giorni il tempo di permanenza medio sul sito è di sette secondi.

Sette secondi? E chi sono, Youssou N'Dour?

Vi segnalo, per chi ha voglia di leggere, il terzo post su "Ragioni da vendere". Si parla di OGM; argomento di sicuro interessante e stimolante, quindi se avete voglia di dire la vostra, fatevi avanti.

Pubblicato, nel frattempo, il 23° episodio della serie di minipost di oggetti improbabili "Doomed (we'd better be)", su lorenzo@cop15. Non conoscete la serie? Rimediate subito!

E questo è quanto.




...



Va bene, d'accordo, volete informazioni su cosa bolle in pentola. Avete ragione.

Solo che ho deciso di non dirvi nulla, per tenervi un po' sulle spine.
Sappiate solo che è un nuovo progetto a cui sto lavorando, solo che questa volta pare andrà in porto.

Come disse la ragazza davanti a me in fila nello store dell'università in Texas, "I'm so excited!" (quel giorno usciva Mac OS X Leopard).

Se proprio proprio non resistete e volete saperne di più, potete trovare qualcosa qui.

Oppure seguitemi su twitter (qui) per sapere cosa sto facendo.

E per adesso è davvero tutto.

Stay curiously tuned,
M

giovedì 28 gennaio 2010

Quello che la gente dice


Ci sono cose, informazioni, che sanno in molti. Quel genere di informazioni che se uno si fa venire il dubbio c'è sempre qualcuno pronto con la risposta. E la risposta è quasi sempre invariabilmente la stessa, sia che la dia l'addetto ai lavori che il tizio qualunque.

E però è sbagliata.

Sono informazioni talmente diffuse che nessuno si prende la briga di controllare.

Ieri mi sono trovato ad avere a che fare con una di queste informazioni.

Si sa che spesso e volentieri nessuno dice niente se si presenta la patente come documento di riconoscimento, ma provate a chiedere se effettivamente la patente è un documento di identità.

La maggior parte delle risposte sarà inevitabilmente "No".

Molti argomentano "Solo se è la patente vecchia (qella rosa, per intenderci), perché era rilasciata dal Comune e non dalla motorizzazione civile".

A parte il fatto che io ho la patente in formato vecchio, ma rilasciata dalla motorizzazione, tutte queste informazioni sono, tristemente, sbagliate.

La risposta giusta è: sì, la patente è un documento di identità, indipendentemente dal suo formato o da chi l'ha rilasciata.

Solo che lo sanno davvero in pochi.

Esiste un DPR (il 445 del 2000) che recita testualmente:
"Sono equipollenti alla carta d'identità: il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d'armi, le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un'amministrazione dello Stato"

Avete capito? Non solo la patente è un valido documento di identità (e tenete conto che nel 2000 tutte le patenti rilasciate erano del nuovo tipo), ma è proprio equipollente alla carta di identità!
E in effetti se non sbaglio ultimamente c'è stata una querelle con una qualche compagnia aerea low-cost che non voleva accettarla per i voli nazionali, ma non saprei darvi informazioni più precise.

Siccome se vi fidaste ciecamente di me rischiereste di diffondere solo altre voci "per sentito dire" vi invito a verificare.
Io le mie informazioni le ho trovate qui e ho poi chiesto di verificare al suddetto (alla suddetta, per essere precisi) addetto ai lavori, che ne é rimasto colpito quanto me, dopo averlo verificato su diverse fonti alternative.

Buono a sapersi, non trovate?

Morale della favola, se ce ne fosse bisogno, è: bisogna sempre sempre cercare di verificare le proprie fonti. Potrebbe essere sorprendentemente utile.

Stay informed,
M

martedì 26 gennaio 2010

Una telefonata speciale.


Oggi è arrivata una telefonata a casa mia.

Era la Morte.

Non si fermava qui, non era di passaggio da noi, né da parenti, né da nessuno che conosca direttamente.

Ha solo chiamato per salutare, per ricordare che c'è.

Diciamo che la giornata, persino la burocrazia assume altre tinte in questi casi.

M