domenica 28 febbraio 2010

Cleptomania informatica

Questa ve la voglio raccontare.

Qualche giorno fa stavo sfogliando un po' la guida di blogger e ho deciso di inserire la funzionalità "reazioni" a MiKo's World.

Si tratta di un semplice mini sondaggio aggiunto alla fine di ogni post in cui ognuno può inserire le proprie reazioni, appunto.

Arrivato al momento di scegliere quali etichette mettere vicino alle opzioni di scelta (avevo già deciso di volerne mettere tre: una positiva, una più o meno neutra e una negativa), mi sono arrovellato e, dopo un po', me ne sono uscito con l'attuale soluzione: WOW/Ok/BLEAH.

Ero molto soddisfatto della mia trovata: mi sembravano etichette abbastanza universali da poter essere comprese anche in caso dovessi scrivere un post in Inglese, rispettavano quello che avevo in mente ed erano spiritosamente originali.

O no?

Guardate un po' questo blog.

Pur "conoscendo" Baol da un po' di tempo,  non seguivo il suo blog fino a qualche giorno fa.

Fino al giorno prima di inserire le reazioni sul mio blog, per essere precisi.

E così la pensata che tanto mi aveva dato soddisfazione l'avevo copiata tal quale, senza nemmeno accorgermene!

Sono stupefatto: è così forte l'istinto di scopiazzare che nemmeno ce ne si rende conto?

O_O

Vabbè, non fa nulla: in fondo Baol è di buon carattere e non se l'è presa, quindi per ora le etichette restano così come sono.

E a voi è mai capitato di "rubare" un'idea accorgendovi di averlo fatto solo in un secondo momento?
Boh...

Stay tuned,
M

sabato 27 febbraio 2010

Riso bollito e premuta di limone

Questo è quello che consiglia la nonna in caso di mal di pancia.
Se volete, il riso può essere condito anche con olio e parmigiano.

E bisogna tenerla al caldo, la pancia.

E in caso di raffreddore?
Panno in testa e acqua bollente col bicarbonato. E latte e miele, naturalmente.

Singhiozzo?
Qui i consigli si sprecano e son più o meno tutti inutili. Sette piccoli sorsi senza respirare, bere dall'altro lato del bicchiere, trattenere il fiato...

Pianto da cipolla?
Passare uno spicchio di mela sul coltello, o far bollire un pentolino d'acqua nelle vicinanze, o mantenere un sorso d'acqua in bocca mentre si compie l'operazione...

Ah, le nonne. Inesauribili dispensatrici di consigli che si tramandano di generazione in generazione, di nonna in nipote.

E voi quali consigli della nonna conoscete?

Stay tuned,
M

giovedì 25 febbraio 2010

Vi sfido a parole #1

Ve l'ho promesso ieri e oggi ci siamo:
oggi vi sfido con il gioco di cui ho parlato qualche giorno fa.

Le regole sono semplici: io scrivo una lista di 10 parole o espressioni casuali e voi, nei commenti, postate una storia che le contenga tutte e 10, evidenziandole in grassetto, possibilmente.

Vediamo un po' cosa siete capaci di fare :)

  1. Menta
  2. Natìa
  3. Sistema
  4. Pizzeria
  5. Scrittore
  6. Economia
  7. Tavola
  8. Lingua
  9. Vendita promozionale
  10. Voglia di bestemmiare
E adesso buon lavoro. Quando sarò soddisfatto delle risposte, posterò una nuova lista.

Stay tuned and write,
M

No.

Oggi non è giornata.

Da un paio di giorni il vostro (che sarei io) non ne azzecca una, dorme male, si sveglia nervoso e non riesce a far bene.

Che si fa in questi casi?

Ci si mette sotto le coperte e non si esce fino a primavera?

Vabbè, non fa nulla. Passerà e spero anche presto. Nel frattempo canto, che mi passa. E per un po' non vedrete post critici, che i post critici attirano critiche e per sopportare le critiche bisogna essere in forma.


Domani vi cerco le parole per fare il gioco che vi ho proposto qualche giorno fa, così almeno cerchiamo di divertirci un po'.

E nel frattempo vi dedico un video del "mio" Monteverdi, cantato dalla magnifica Anne Sofie von Otter.



Buon ascolto,
M

martedì 23 febbraio 2010

Lo ammetto. Sono un po' stanco.

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domenica 21 febbraio 2010

La sessantesima sagra della canzonetta italiana. Ovvero strazio musicale in televoto maggiore.


Speravo di starne fuori, ma temo di non potermi esimere dallo scriverne anche io.

Ho ostinatamente cercato di ignorarla, di non vederne nemmeno un pezzettino, complice il mio ritiro in un monolocale appositamente privo di televisione, ma ieri sera, nonostante tutto, quasi ovunque mi voltassi c'erano notizie sulla Sessantesima Sagra Ligure della Pentola e della Canzonetta Italiana.

Conosciuta ai più come il Festival di Sanremo.

Riassunto in una parola di quel che è successo nel baraccone della Clerici:
Morgansparacazzatesullacocainainunintervistaetuttioooooohhhnondeveparteciparealfestivaledelbuonismoitalianopupoemanuelefilibertoeuntenoreillustresconosciutopresentanounacanzoneinascoltabileevengonoprontamenteesclusieripescatiaunabambinavieneimpeditodiesibirsiperchépassatamezzanotteevienemandatounvideoalsuopostoeallultimaserataintervengonolippiiraccomandatiemezzomondopersovvertireleindicazionidellorchestraemandareinfinaledueprodottidarealityeiltriodegliorrori.

Dovete sapere che per un'insolita congiunzione astrale l'anno scorso mi è capitato di seguire per la prima volta in vita mia l'intera finale del Festival e ci ho trovato una cosa in comune con quanto è successo quest'anno.

Le tre canzoni in finalissima facevano sostanzialmente schifo.
Erano fondamentalmente la quintessenza italiana del marketing e della non-cultura.

Qualcuno mi spiega cosa c'entra il televoto in una competizione in cui presumibilmente devono anche essere valutate le capacità tecniche e artistiche dei partecipanti?
Capire, comprendere e apprezzare la musica, anche la musica leggera, non sono cose che la persona media può improvvisare.
Se si lascia semplicemente scegliere a un bambino (e una persona non specificamente educata, di fatto, è un bambino in questo campo) cosa vuol mangiare, continuerà a mangiare patatine in busta e caramelle tutta la vita. Senza nemmeno immaginare che, ad esempio, le patate fritte fresche sono mille volte migliori.
Ve lo immaginate il festival di Venezia col televoto? Probabilmente si contenderebbero la vittoria Boldi, De Sica e Pieraccioni tutti gli anni.

No, signori miei, è un serpente che si morde la coda: se si ascolta solo spazzatura, poi si continuerà a volere solo la spazzatura. E così l'unica cosa che conta, anche in questo campo, è la pubblicità, possibilmente televisiva (e guarda un po' in finale ci finiscono dei prodotti a tavolino dei due maggiori cosiddetti talent-show) e non importa se positiva o negativa (vedi la sorte dell'orrido trio).

E il ciclo ricomincia.
E peggiora ad ogni giro.

E se proprio non si può rinunciare, in nome del dio Share, al televoto, almeno fate scegliere i tre finalisti solo a una giuria (va benissimo anche far scegliere all'orchestra) e poi il vincitore viene eletto dal pubblico. Almeno così qualcuno di decente rischierebbe persino di arrivare in finale. E il beneamato pubblico sarebbe costretto a scegliere per lo meno tra canzoni un minimo selezionate.
Poi, tanto, sarebbe liberissimo di andare a comprare un fantastilione di copie dell'album del puprincipe escluso al primo turno...

Ma sto fantasticando.
Che ci volete fare, a me la mortificazione della cultura, seppur perenne e costante in Italia, continua a farmi venire il nervoso.
Speriamo che non smetta mai.

Non mi resta che pubblicare, come hanno fatto già altri, questo video:



Stay tuned,
M

PS Mi raccomando! Fatemi sapere cosa ne pensate del giochino che vi ho proposto ieri.

Giocare con le parole


Navigando per la rete e saltellando di blog in blog, mi è capitato qualche giorno fa di capitare su questo interessante sito, tenuto da tali Shane, Sean e David.

Si tratta, in sostanza, di un blog in cui gli autori pubblicano liste di 10 espressioni o parole a caso e i lettori inseriscono nei commenti delle brevi storie che contengano tutti gli elementi della lista.
La "sfida" nasce come esercizio di creatività e per aiutare chi dovesse improvvisamente essere colto dal blocco dallo scrittore, ma la verità è che io, che ho sempre amato le parole e con le parole ci lavoro, lo trovo un gioco meraviglioso.

In realtà, purtroppo, la maggior parte delle liste pubblicate finora contiene termini o espressioni che non conosco o che non comprendo a sufficienza da permettermi di partecipare, ma l'ultima mi sembra affrontabile.

Ve la ripropongo qui, tanto per stimolare un po' la vostra voglia di scrivere:
  1. Dance all night
  2. Pizza
  3. Outlook
  4. Porn
  5. Pajamas
  6. Aroma
  7. Carnage
  8. Berserk
  9. Microphone
  10. Joystick
L'ho già detto che mi sembra un gioco bellissimo?

Mi sono anche detto: "sarebbe bello se qualcuno lo facesse in Italiano..."

E poi mi sono detto che, perché no, in effetti potrei farlo io.

Vi piace l'idea? Che ne dite?

Ho già chiesto e ottenuto il permesso di far partire la mia versione italiana della "Creative Copy Challenge", quindi se anche solamente ad uno o due di voi garba la cosa, fatemelo sapere, che apriamo questo nuovo parco giochi :)

Stay tuned and let me know,
M

venerdì 19 febbraio 2010

I cosiddetti giornalisti 2. Ovvero: Puca NON risponde.


Riassunto delle puntate precedenti:

Non troppo tempo fa, come scritto in questo post per essere precisi, partendo dal fatto che quest'anno il festival della matematica non si terrà per non meglio precisate ragioni, mi sono imbattuto in un articolo-post sul blog del "cosiddetto giornalista" (notare le virgolette) Carlo Puca di Panorama.

Siccome ho trovato il pezzo particolarmente scritto male, in particolare per quel che riguarda lo sparare giudizi infondati o quanto meno fondati non si sa su cosa, visto che l'unica fonte citata è wikipedia, mi sono lanciato in un'approfondita analisi-critica paragrafo per paragrafo dell'articoletto in questione, andandoci anche giù abbastanza pesante (che cavolo, dico io: sei un giornalista pagato per fare il giornalista, cerca di fare il giornalista, no?).

Con mia grande sorpresa, qualche giorno dopo mi son ritrovato un commento al post del Puca stesso, che vi riporto per intero, tanto per non dar luogo a equivoci:

A Miko e a tutti i postatori, accetto gli sberleffi, ci mancherebbe. Chi si concede il diritto di critica deve a sua volta sottostare a tale diritto. Se no se ne sta a casa sua, non si mette su piazza scrivendo sui giornali (come nel mio caso) o pubblicando libri e altro ancora (Odifreddi). Una sola cosa: non capisco cosa c'entrino i riferimenti a Berlusconi, quasi che io gli stessi facendo un piacere. Anche voi coi paraocchi, insomma. Forse perché Panorama è della Mondadori berlusconiana? Ma guarda un po'. E pensare che il mio pezzo è uscito in contemporanea con un libro di Odifreddi. Pubblicato da chi? Ma dalla Mondadori, naturalmente. Forse ai piani alti non saranno poi stati così contenti, ma nessuno mi ha detto nulla: rispettano la libertà di stampa. Ogni tanto rispettatela pure voi. Alla prossima stroncatura e buone fave di Puca a tutti...
Se non vi va di leggere la mia lunghissima risposta, ve la riassumo in tre punti molto condensati:
  1. Quali sarebbero i riferimenti a Berlusconi che non c'entrano? Io solo accennato ad Apicella e al "presidente operaio", ma sono una parte molto marginale del mio post, il cui succo non è affatto sostenere che Puca e Panorama sono "servi del padrone", bensì che l'articolo da me citato è scritto MALE!
  2. Sul rispetto della libertà di stampa: AH! AH! E poi ancora AH! :)
  3. Infine (in verità all'inizio) ho invitato il nostro a rispondermi punto per punto in un post che mi sono detto disposto a pubblicare senza "censure", garantendo che per dargli tempo di rispondere non avrei più parlato dell'argomento per una settimana. Una settimana è passata e non ho avuto risposte, quindi eccomi qui.
Per quanto debba riconoscere a questo Carlo Puca di esser venuto fin qui per intervenire in modo civile in una discussione in cui lui era in qualche modo la "vittima" (anche in questo caso occhio alle virgolette), mi spiace constatare che il mio giudizio (basato su pochi elementi, lo ammetto) riguardo alla qualità del Puca in quanto giornalista non cambia.
In particolare per tre motivi:
  1. Non ha risposto nel merito a nemmeno una delle critiche che gli ho mosso. Nemmeno una piccola piccola. Niente, nada, nisba. Per lo meno poteva rispondermi che il fatto che Odifreddi la pagina di wikipedia se la sia scritta da solo si evince NON da quello che c'è scritto, ma controllando la lista degli utenti che sono intervenuti sulla pagina! Avevo lasciato lo spunto nel mio post, ma non è stato colto (e il mio sospetto è che Puca, come la gran parte dei giornalisti, così come la maggior parte degli Italiani semplicemente conosce pochissimo gli strumenti informatici).
  2. Giù a dire che "noi" (noi chi? I comunisti? Gli anti-Dio? I matematici?) non sappiamo far altro che parlar male di Berlusconi e di tutti i suoi dipendenti più o meno diretti che non fanno altro che servirlo. Mi ripeto: ma io questo dove lo avrei scritto?
  3. Conclusione in grande stile sul fatto che anche "noi" dovremmo rispettare la libertà di stampa. E la trippa alla romana no? Si può sapere cosa diavolo c'entra? Si può sapere in cosa non avrei rispettato la libertà di stampa? Io ho cercato di essere preciso e chiaro nelle mie critiche, citando i pezzi a cui mi riferivo nel modo più accurato possibile; perché il nostro "giornalista" non fa altrettanto nelle uniche due che mi muove? Quel che chiedevo nel mio post a Puca, non è il rispetto della libertà di stampa (che tutto sommato credo che bene o male tutti i giornalisti rispettino), ma il rispetto della qualità di stampa. Soprattutto da parte di chi scrive su un giornale di ampia diffusione quale Panorama.
Ma d'altronde il "loro" schema è tipico e ormai logoro: risposte queste sconosciute, siete fissati con Berlusconi, in realtà siete "voi" a fare quello di cui ci accusate [che di solito è qualcos'altro NdM].
La cosa veramente triste è che nessuno dei "nostri" politici o dei "nostri" giornalisti risponde mai a uno schema così logoro e rozzo.

Comunque voglio concedere il beneficio del dubbio al nostro Puca: immagino che il motivo per cui non mi abbia risposto sia solo che non si è curato di andare a leggere i commenti del mio post, per cui rimetto il link al suo pezzo e vi invito a visitarlo, nella speranza che il traffico generato dal mio blog attiri nuovamente la sua attenzione.
E che questa volta voglia rispondermi davvero.

La mia offerta per un post rimane valida, caro Puca, lei che fa? Ci viene nella (piccola, piccolissima) tana del lupo ateo e comunista (è una battuta, solo una battuta)?

Stay tuned,
M

giovedì 18 febbraio 2010

Sogni agitati

Stanotte (stamattina per la verità) mi è capitata una cosa che non mi succedeva da un bel po', nonostante qualche anno fa fosse abbastanza frequente.

Ho sognato di cadere.

Non ha importanza il resto del sogno (che in effetti non so neanche se ci fosse), ma quel che conta è la sensazione di vuoto e il risveglio brusco che ne consegue.
Stamattina mi sono limitato a svegliarmi di soprassalto, sbarrando gli occhi e inspirando bruscamente, ma quando mi succedeva prima ero fin troppo pirotecnico e avevo la tendenza a sedermi di scatto, qualche volta sono arrivato ad alzarmi in piedi, come se mi volessi allontanare dal letto il più presto possibile. Il vantaggio è che dopo sei istantaneamente sveglio, lo svantaggio è l'angoscia che ci mette un po' a passare.

Girovagando per la rete, le interpretazioni sembrano concordare sul fatto che è un sogno che indica instabilità e ansia legati a qualcosa del mondo reale (a quanto pare come tutti i temi più comuni dei sogni): ovvero riflette una qualche situazione dalla quale ci si sente sopraffatti e che non si riesce a controllare, come quando si cade e si è costretti ad andare in una direzione (verso il basso) senza poterci fare niente.

Freud, naturalmente, aveva un'interpretazione diversa: pare sostenesse, infatti, che sognare di cadere sia un indice di star contemplando l'idea di soddisfare un proprio desiderio o impulso sessuale.

Il che, tanto per dare anche la mia interpretazione da due soldi, mi farebbe pensare che l'interpretazione freudiana è conseguenza di quella legata all'ansia, cioè che la voglia di soddisfare il proprio impulso sessuale sia legato alla necessità di sciogliere l'ansia.

Sia chiaro; non ho idea di quanto scientificamente fondate siano queste interpretazioni, né sono sicuro di averle riportate in modo corretto.

Spero solo che parlandone qui riesca ad ottenere il catartico effetto di non ripetere la spiacevole esperienza con la stessa frequenza con cui mi accadeva qualche anno fa.

E tu, caro lettore? Ti capita di sognare di cadere o hai un altro sogno ricorrente? Parliamone, il dottor MiKo è qui per ascoltare...

Stay awake,
M

mercoledì 17 febbraio 2010

XX Factor


Qualche tempo fa, poco prima di scrivere questo post per essere precisi, visto che avevo voglia di scrivere qualcosa, ma non sapevo esattamente a proposito di che, ho chiesto consiglio e ispirazione ai miei contatti facebook.

Uno dei suggerimenti che ho ricevuto è stato:
"Scrivi un post sulle donne"

Ebbene, nonostante sia un argomento che mi piace molto, sono ormai settimane che ci penso e mi sono reso conto che a parte qualche singola frase, mi vengono in mente solamente cliché, frasi fatte e, soprattutto, spaventose generalizzazioni. Non che sia contrario per principio alle generalizzazioni (a volte sono utili e altre volte necessarie), ma non sono riuscito a tirar fuori niente di sensato che meritasse di essere scritto.

Per cui, ancora una volta, ho deciso di rivolgermi a te, mio caro lettore, nonché al popolo di facebook e di twitter. E ti giro la seguente domanda, indipendentemente dal fatto che tu sia maschio o femmina:

cosa pensi delle donne?

Lo ammetto, è un trucco un po' basso scaricare sugli altri la responsabilità di scrivere quel che avrei voluto scrivere io, ma ti prometto che se raccolgo sufficienti pensieri interessanti ritorno sull'argomento con un post più organico.

Ed ora scalda la tastiera, le meningi e la connessione a internet: scrivi e fai scrivere (ovvero gira la domanda a chi ti pare).

Stay tuned,
M

giovedì 11 febbraio 2010

'O rraù


Visto che nel mondo di MiKo c'è anche la cucina (altroché se c'è!) e visto che si avvicina il carnevale, ho deciso di condividere con voi la ricetta del ragù napoletano. O meglio, la ricetta del ragù come si fa a casa mia, visto che, come in quasi tutte le ricette napoletane, ogni singola casa ha la sua particolare variante. Vi avverto che non è una vera ricetta, son più delle indicazioni e vi avverto anche che il ragù deve cuocere dalle 4 alle 6 ore almeno, ma poi avrete la magnifica base per condire le pappardelle, per preparare la lasagna o sua maestà il Sartù.

Ingredienti (suppergiù):

  • Salsicce di maiale
  • Tracchie (ovvero spuntature di maiale)
  • Gallinella di maiale (non so come si chiami in Italiano, arrangiatevi :) )
Già qui c'è molto da dire: in casa mia, infatti, il ragù lo si fa quasi sempre a base esclusivamente di maiale, ma lo si può fare anche di carne mista e in molti (ed io condivido) ci mettono anche le "braciole", che sono involtini di vitello ripieni di formaggio, prezzemolo, aglio, pinoli, uva passa e altre meraviglie.
  • Cipolla e altro per il soffritto
  • Vino bianco (in abbondanza)
  • Concentrato di pomodoro
  • Passata di pomodoro
Ancora una volta qui ci sono diverse varianti: in teoria lo si dovrebbe fare esclusivamente con il concentrato (anche se altri lo fanno anche solo con la passata), ma viene un po' troppo denso per condirci la pasta. Fate un po' voi.

Procedimento (giuppersù)

Preparate il soffritto (ovvero tagliate cipolla e odori vari a pezzetti e metteteli a soffriggere nell'olio) e fate rosolare la carne a fuoco vivo.
Quando la carne è rosolata per bene, aggiungete un po' di vino e fate tirare.
Unite la passata e il concentrato, portate a bollore e abbassate la fiamma al minimo.
Deve sobbollire (pipitiàre, in napoletano) per almeno quattro-sei ore; allungate con vino ed eventualmente un po' di acqua tiepida e fate tirare il più possibile, poi ripetete più volte finché la cottura non è ultimata.

Per darvi una vaga idea delle proporzioni, mia madre usa circa un litro di vino, per il resto temo che dovrete andare ad occhio, mi spiace.

Statev' 'bbuon',
M

PS La foto è orrenda (il colore dovrebbe essere un rosso molto più scuro e la consistenza MOLTO più densa), ma non ho trovato di meglio.

sabato 6 febbraio 2010

I cosiddetti giornalisti.


Mi sono appena reso conto che quest'anno, dopo tre anni, il festival della matematica, voluto e immaginato da Veltroni e Odifreddi, non si farà.

Non si sa perché, ufficialmente, non si sa se Odifreddi si sia dimesso o sia stato mandato via.

Il mio sospetto (sospetto, badate bene) è che con l'avvicendarsi delle parti politiche alla carica di sindaco di Roma abbia portato a far cancellare un evento che, nelle stime peggiori, ha attirato oltre 50000 persone per ogni edizione.
Stiamo parlando di un evento di divulgazione scientifica, di matematica per di più. Una cosa che semplicemente in Italia prima non c'era e adesso non c'è più di nuovo, perché è sempre meglio mantenersi ignoranti.
Non sia mai che si inizi a pensare.

Ma non volevo parlarvi di questo.

Nel cercare informazioni in merito sono capitato su questo post di tale Carlo Puca su Panorama.it.

L'articolo in questione mi fa semplicemente schifo.
Sappiate che a me Odifreddi non sta affatto simpatico, ma quel pezzo è quanto di più lontano da quello che un articolo giornalistico dovrebbe essere.
Voglio commentarvelo paragrafo per paragrafo.

[Paragrafo 1] Si racconta dell'opera musicale scritta da PGO in collaborazione con Piovani e del perché si chiama Epta. Se non per la luce in cui viene messa questa parte successivamente, questa sarebbe l'unico paragrafo su cui, di fatto non ho nulla da dire, quindi andiamo avanti.

[Paragrafo 2] Si attacca il fatto che PGO sia "il pensionato, l’opinionista, lo scrittore, l’organizzatore di festival, il politico e il musicista, appunto". E allora? Ce lo ricordiamo tutti il presidente operaio, vero? E poi, esattamente, cosa c'è di male se uno parla quando ha qualcosa da dire, organizza una cosa unica nel panorama italiano come il festival della matematica e riesce anche a coinvolgere in un progetto con Nicola Piovani (che non è proprio la stessa cosa di Apicella, ad esempio)?
PGO non mi sta simpatico, ma queste cose meno male che c'è lui che le fa. Anzi, che adesso non le fa più.

[Paragrafo 3] Via a sindacare sulla presunta poco memorabile abilità matematica del professore Odifreddi. Peccato che non si dica sulla base di cosa il nostro Puca esprima il suo giudizio. Quale indiscutibile autorità scientifica gli ha suggerito che PGO sia un cattivo matematico?
A quanto pare (ed è una mia acida opinione personale) l'unica matematica di cui è a conoscenza il nostro giornalista è quella de La solitudine dei numeri primi. Cioè nessuna.

[Paragrafo 4] Ancora una volta, attacco alle capacità matematiche di Odifreddi. Ancora una volta, senza uno straccio di fonte su cui basare le proprie opinioni. Per quale motivo dovrei credere ad un giornalista che giudica un professore di matematica sul suo mestiere?

[Paragrafo 5] Qui si criticano le lezioni di PGO all'università di Torino, che "scaldavano poco i cervelli, ma molto il cuore delle fanciulle". Ancora una volta: fonti? Non si sa nemmeno se ha intervistato gli studenti (che è un pessimo modo per giudicare la bravura di un insegnante, tra l'altro). Non c'è dubbio che PGO abbia un ego spaventosamente ingombrante, ma questo non è assolutamente in contrasto con le sue capacità didattiche, purtroppo. Ho conosciuto eccellenti professori che umanamente erano da buttare. Non ci son diventato amico, però mi hanno insegnato un sacco di cose.
"A 58 anni scarsi d’età, dopo 38 anni e mezzo di contributi versati, la pensione". Non condivido la scelta, ma sappia il nostro Puca che la maggior parte dei matematici produce i suoi contributi più significativi prima dei 40-45 anni. Dopo il cervello diventa meno capace.

[Paragrafo 6] Eccoci ancora ad attaccare il fatto che PGO scrive libri, fa un sacco di cose ed è un personaggio pubblico. Ma il meglio di sè Puca ce lo fornisce alla fine del paragrafo, quando per la prima volta in tutto l'articolo cita una sua fonte.

Wikipedia.

E questo signore è un giornalista. Anzi un "caposervizio della redazione romana di Panorama", come scritto qui.

[Paragrafo 7] Questo paragrafo è un critico sunto della pagina di wikipedia su Odifreddi (effettivamente per lo più scritta da lui stesso, ma il Puca come lo sa?). Frecciatina sul fatto che, secondo il nostro giornalista, il matematico impertinente (e presuntuoso, perché no), sale sulla cresta dell'onda grazie a Veltroni, che gli affida la direzione del festival. Lascio il commento al successivo paragrafo.

[Paragrafo 8] "Il festival è il trionfo di Egolo [Odifreddi NdM], 60 mila visitatori per ognuna delle tre edizioni". Cioè, non so voi che ne pensiate, ma a me 60 mila visitatori per tre anni di fila a un festival della matematica mi sembrano un successo su tutta la linea. Soprattutto in Italia. Quindi se pure fosse vero che PGO è salito in auge grazie al festival (io credo sia stato piuttosto il contrario), credo che la cosa sia del tutto giustificata. E credo che Veltroni (che pure non stimo come politico) abbia fatto bene ad affidarglielo, visti i risultati.
Segue una serie di interventi piuttosto polemici tra PGO e una serie di personaggi, elencando i quali Puca sostiene che stesse cercando solo di farsi pubblicità.

[Paragrafo 9] Ancora una serie di interventi polemici del matematico per aumentare le vendite del suo ultimo libro, "a sentire i maligni" (?). E un paragone a "Perché non possiamo dirci cristiani" (precedente libro di successo di Odifreddi) il cui unico scopo è agitare lo spauracchio dell'ateismo visto come male assoluto e già richiamato nel discutibile titolo del pezzo ("Odifreddi, il dio degli anti Dio", notare l'uso delle maiuscole e il fatto che gli atei da senzadio siano diventati addirittura anti Dio).

[Paragrafo 10] L'ultimo paragrafo ve lo faccio leggere per intero. Vi comunico solo che la frase iniziale ("é la stessa persona") è praticamente slegato da quanto viene prima.

È la stessa persona che nel gennaio 2005 pubblicava sul suo sito personale, una tenera conversazione immaginaria con Adolf Hitler. Nulla rispetto a quella intitolata Piergiorgio Odifreddi ed io. Un’autointervista. “Lei pensa di potersi identificare con me?” chiede Piergiorgio. “Credo proprio di sì” risponde Odifreddi. “Anzi, non so neppure chi dei due abbia fatto le domande e chi abbia dato le risposte“.
Che dire, uno così merita molto più della Treccani: il posto nella cronaca che fu di Gigi Marzullo.

Ma Puca l'ha letta l'intervista a Hitler? Non vorrà venirci a raccontare che Odifreddi sia un filonazista con quel "tenera"? Ora so perché questo signore non cita le sue fonti: perché quando lo fa c'è il rischio che qualcuno i link li segua e le vada a controllare. E si accorga che sta distorcendo i fatti, tentando di lavare il cervello ai suoi lettori.
Dal resto cosa si deduce? Che Odifreddi è un egocentrico (bella scoperta, per uno che si autoproclama "Matematico impertinente") e che Puca, a giudicare da questo singolo pezzo, è un cattivo giornalista.

Forse dovrei suggerire alle persone di cui persone di cui ho parlato ieri di fare domanda come caposervizio di Panorama, visto che sono convinto farebbero un lavoro senz'altro migliore. O se non altro più onesto.

Stay tuned and focused,
M

PS Il progetto segreto procede. State sicuri che arriverà e restate sulle spine, per ora :)

venerdì 5 febbraio 2010

I fannulloni


"Ah, MiKo, un'ultima cosa velocissima perchè sono di fretta.
Non mi hanno rinnovato il contratto."

(Da una conversazione via facebook)

"Ciao MiKo! Il colloquio alla Grande Casa Editrice è andato benissimo! Sono stati contentissimi.
Adesso mi pagano X euro. Non è molto [no, per quello che sei è proprio poco NdM], ma è meglio di niente, poi il lavoro mi piace.
No, non ho un contratto, mi pagano come prestazione occasionale.
Senza contribuiti, credo.
Però forse prima o poi mi fanno fare uno stage e pare che poi ci siano discrete speranze di assunzione"

(Da una conversazione telefonica)

E poi ci sono anche io, quello fortunato. Quello che dopo anni di formazione specialistica si è fatto 14 mesi di lavoro gratuito e adesso ho il mio assegnino di ricerca annuale sostanzialmente non rinnovabile.

E tra un anno ne faccio 30.

Spero che le persone con cui ho avuto queste conversazioni non se ne abbiano a male se le prendo a spunto per una mia riflessione da blog. In particolar modo la seconda: sono convinto che il bicchiere sia mezzo pieno, che sia un'ottima occasione e sono davvero contento.

Però.

Però io non riesco a levarmi dalla testa che queste son due persone laureate, capaci e volenterose. E non riesco a levarmi dalla testa che in particolare la seconda ha una carriera accademica eccezionale, dottorato, master, abilitazioni all'insegnamento e qualsiasi cosa vi possa venire in mente.

Sono due persone le cui capacità stimo moltissimo, su cui l'Italia dovrebbe investire ad occhi chiusi, considerati anche i costi della formazione di una persona.

E invece no.

Non so voi cosa ne pensiate, ma secondo me c'è qualcosa di sbagliato.
Sia chiaro, io mi ritengo davvero fortunato per il fatto di avere un assegno di ricerca: ce li ho gli occhi per guardarmi intorno.

Ma non posso fare a meno di chiedermi se non ci sia alternativa a tutto questo, alla mortificazione della cultura e delle capacità.

Forse è solo colpa dell'italica tendenza alla lamentela. Non so.

Voi che ne dite? Come funzionano le cose nel resto del mondo?

Sono perplesso. E anche non poco avvilito.

Stay tuned,
M

martedì 2 febbraio 2010

Aggiornamento


Grandi cose bollono in pentola, signori miei. Ho una grande notizia da darvi, ma ve la dico dopo.

Prima di tutto un piccolo aggiornamento, visto che vi ho un po' abbandonato negli ultimi giorni.

Il sondaggio sui colori del blog si è chiuso e "a furor di popolo" (ovvero la bellezza di 6 votanti su 8), i colori rimangono così come sono. Quando avrò tempo, magari, mi impegnerò per modificare un po' l'aspetto e il layout, ché dopo due anni è ora di dare una svecchiata.

Negli ultimi tempi sono alle prese con una serie di domande a concorsi. Un bel pacco di burocrazia con scarse speranze di successo. Mi sta portando via un sacco di tempo ed energie ed è il principale motivo della mia assenza su queste frequenze.
Anche se il post sulla patente come documento di riconoscimento ha aperto un vivace dibattito.

Ho attivato google analytics su questa pagina (oltre a shinystats, che è attivo da sempre). Appena ho raccolto un po' di informazioni vi tiro fuori qualche statistica divertente.
Per ora so che negli ultimi tre giorni il tempo di permanenza medio sul sito è di sette secondi.

Sette secondi? E chi sono, Youssou N'Dour?

Vi segnalo, per chi ha voglia di leggere, il terzo post su "Ragioni da vendere". Si parla di OGM; argomento di sicuro interessante e stimolante, quindi se avete voglia di dire la vostra, fatevi avanti.

Pubblicato, nel frattempo, il 23° episodio della serie di minipost di oggetti improbabili "Doomed (we'd better be)", su lorenzo@cop15. Non conoscete la serie? Rimediate subito!

E questo è quanto.




...



Va bene, d'accordo, volete informazioni su cosa bolle in pentola. Avete ragione.

Solo che ho deciso di non dirvi nulla, per tenervi un po' sulle spine.
Sappiate solo che è un nuovo progetto a cui sto lavorando, solo che questa volta pare andrà in porto.

Come disse la ragazza davanti a me in fila nello store dell'università in Texas, "I'm so excited!" (quel giorno usciva Mac OS X Leopard).

Se proprio proprio non resistete e volete saperne di più, potete trovare qualcosa qui.

Oppure seguitemi su twitter (qui) per sapere cosa sto facendo.

E per adesso è davvero tutto.

Stay curiously tuned,
M