sabato 6 febbraio 2010

I cosiddetti giornalisti.


Mi sono appena reso conto che quest'anno, dopo tre anni, il festival della matematica, voluto e immaginato da Veltroni e Odifreddi, non si farà.

Non si sa perché, ufficialmente, non si sa se Odifreddi si sia dimesso o sia stato mandato via.

Il mio sospetto (sospetto, badate bene) è che con l'avvicendarsi delle parti politiche alla carica di sindaco di Roma abbia portato a far cancellare un evento che, nelle stime peggiori, ha attirato oltre 50000 persone per ogni edizione.
Stiamo parlando di un evento di divulgazione scientifica, di matematica per di più. Una cosa che semplicemente in Italia prima non c'era e adesso non c'è più di nuovo, perché è sempre meglio mantenersi ignoranti.
Non sia mai che si inizi a pensare.

Ma non volevo parlarvi di questo.

Nel cercare informazioni in merito sono capitato su questo post di tale Carlo Puca su Panorama.it.

L'articolo in questione mi fa semplicemente schifo.
Sappiate che a me Odifreddi non sta affatto simpatico, ma quel pezzo è quanto di più lontano da quello che un articolo giornalistico dovrebbe essere.
Voglio commentarvelo paragrafo per paragrafo.

[Paragrafo 1] Si racconta dell'opera musicale scritta da PGO in collaborazione con Piovani e del perché si chiama Epta. Se non per la luce in cui viene messa questa parte successivamente, questa sarebbe l'unico paragrafo su cui, di fatto non ho nulla da dire, quindi andiamo avanti.

[Paragrafo 2] Si attacca il fatto che PGO sia "il pensionato, l’opinionista, lo scrittore, l’organizzatore di festival, il politico e il musicista, appunto". E allora? Ce lo ricordiamo tutti il presidente operaio, vero? E poi, esattamente, cosa c'è di male se uno parla quando ha qualcosa da dire, organizza una cosa unica nel panorama italiano come il festival della matematica e riesce anche a coinvolgere in un progetto con Nicola Piovani (che non è proprio la stessa cosa di Apicella, ad esempio)?
PGO non mi sta simpatico, ma queste cose meno male che c'è lui che le fa. Anzi, che adesso non le fa più.

[Paragrafo 3] Via a sindacare sulla presunta poco memorabile abilità matematica del professore Odifreddi. Peccato che non si dica sulla base di cosa il nostro Puca esprima il suo giudizio. Quale indiscutibile autorità scientifica gli ha suggerito che PGO sia un cattivo matematico?
A quanto pare (ed è una mia acida opinione personale) l'unica matematica di cui è a conoscenza il nostro giornalista è quella de La solitudine dei numeri primi. Cioè nessuna.

[Paragrafo 4] Ancora una volta, attacco alle capacità matematiche di Odifreddi. Ancora una volta, senza uno straccio di fonte su cui basare le proprie opinioni. Per quale motivo dovrei credere ad un giornalista che giudica un professore di matematica sul suo mestiere?

[Paragrafo 5] Qui si criticano le lezioni di PGO all'università di Torino, che "scaldavano poco i cervelli, ma molto il cuore delle fanciulle". Ancora una volta: fonti? Non si sa nemmeno se ha intervistato gli studenti (che è un pessimo modo per giudicare la bravura di un insegnante, tra l'altro). Non c'è dubbio che PGO abbia un ego spaventosamente ingombrante, ma questo non è assolutamente in contrasto con le sue capacità didattiche, purtroppo. Ho conosciuto eccellenti professori che umanamente erano da buttare. Non ci son diventato amico, però mi hanno insegnato un sacco di cose.
"A 58 anni scarsi d’età, dopo 38 anni e mezzo di contributi versati, la pensione". Non condivido la scelta, ma sappia il nostro Puca che la maggior parte dei matematici produce i suoi contributi più significativi prima dei 40-45 anni. Dopo il cervello diventa meno capace.

[Paragrafo 6] Eccoci ancora ad attaccare il fatto che PGO scrive libri, fa un sacco di cose ed è un personaggio pubblico. Ma il meglio di sè Puca ce lo fornisce alla fine del paragrafo, quando per la prima volta in tutto l'articolo cita una sua fonte.

Wikipedia.

E questo signore è un giornalista. Anzi un "caposervizio della redazione romana di Panorama", come scritto qui.

[Paragrafo 7] Questo paragrafo è un critico sunto della pagina di wikipedia su Odifreddi (effettivamente per lo più scritta da lui stesso, ma il Puca come lo sa?). Frecciatina sul fatto che, secondo il nostro giornalista, il matematico impertinente (e presuntuoso, perché no), sale sulla cresta dell'onda grazie a Veltroni, che gli affida la direzione del festival. Lascio il commento al successivo paragrafo.

[Paragrafo 8] "Il festival è il trionfo di Egolo [Odifreddi NdM], 60 mila visitatori per ognuna delle tre edizioni". Cioè, non so voi che ne pensiate, ma a me 60 mila visitatori per tre anni di fila a un festival della matematica mi sembrano un successo su tutta la linea. Soprattutto in Italia. Quindi se pure fosse vero che PGO è salito in auge grazie al festival (io credo sia stato piuttosto il contrario), credo che la cosa sia del tutto giustificata. E credo che Veltroni (che pure non stimo come politico) abbia fatto bene ad affidarglielo, visti i risultati.
Segue una serie di interventi piuttosto polemici tra PGO e una serie di personaggi, elencando i quali Puca sostiene che stesse cercando solo di farsi pubblicità.

[Paragrafo 9] Ancora una serie di interventi polemici del matematico per aumentare le vendite del suo ultimo libro, "a sentire i maligni" (?). E un paragone a "Perché non possiamo dirci cristiani" (precedente libro di successo di Odifreddi) il cui unico scopo è agitare lo spauracchio dell'ateismo visto come male assoluto e già richiamato nel discutibile titolo del pezzo ("Odifreddi, il dio degli anti Dio", notare l'uso delle maiuscole e il fatto che gli atei da senzadio siano diventati addirittura anti Dio).

[Paragrafo 10] L'ultimo paragrafo ve lo faccio leggere per intero. Vi comunico solo che la frase iniziale ("é la stessa persona") è praticamente slegato da quanto viene prima.

È la stessa persona che nel gennaio 2005 pubblicava sul suo sito personale, una tenera conversazione immaginaria con Adolf Hitler. Nulla rispetto a quella intitolata Piergiorgio Odifreddi ed io. Un’autointervista. “Lei pensa di potersi identificare con me?” chiede Piergiorgio. “Credo proprio di sì” risponde Odifreddi. “Anzi, non so neppure chi dei due abbia fatto le domande e chi abbia dato le risposte“.
Che dire, uno così merita molto più della Treccani: il posto nella cronaca che fu di Gigi Marzullo.

Ma Puca l'ha letta l'intervista a Hitler? Non vorrà venirci a raccontare che Odifreddi sia un filonazista con quel "tenera"? Ora so perché questo signore non cita le sue fonti: perché quando lo fa c'è il rischio che qualcuno i link li segua e le vada a controllare. E si accorga che sta distorcendo i fatti, tentando di lavare il cervello ai suoi lettori.
Dal resto cosa si deduce? Che Odifreddi è un egocentrico (bella scoperta, per uno che si autoproclama "Matematico impertinente") e che Puca, a giudicare da questo singolo pezzo, è un cattivo giornalista.

Forse dovrei suggerire alle persone di cui persone di cui ho parlato ieri di fare domanda come caposervizio di Panorama, visto che sono convinto farebbero un lavoro senz'altro migliore. O se non altro più onesto.

Stay tuned and focused,
M

PS Il progetto segreto procede. State sicuri che arriverà e restate sulle spine, per ora :)

7 commenti:

eb ha detto...

E' ora di reagire. Si scrive a Panorama? Tra l'altro ci sono un bel po' di notiziole su questo Carlo Puca ...

Baol ha detto...

Le famose "Fave di Puca"


Fanno lo stesso effetto...

MiKo ha detto...

Ci sto pensando a cosa fare. Stavo anche pensando a contattare direttamente Odifreddi.

EB ha detto...

E contattiamolo questo cattivone di Piergiorgio ...

carlopuca ha detto...

A Miko e a tutti i postatori, accetto gli sberleffi, ci mancherebbe. Chi si concede il diritto di critica deve a sua volta sottostare a tale diritto. Se no se ne sta a casa sua, non si mette su piazza scrivendo sui giornali (come nel mio caso) o pubblicando libri e altro ancora (Odifreddi). Una sola cosa: non capisco cosa c'entrino i riferimenti a Berlusconi, quasi che io gli stessi facendo un piacere. Anche voi coi paraocchi, insomma. Forse perché Panorama è della Mondadori berlusconiana? Ma guarda un po'. E pensare che il mio pezzo è uscito in contemporanea con un libro di Odifreddi. Pubblicato da chi? Ma dalla Mondadori, naturalmente. Forse ai piani alti non saranno poi stati così contenti, ma nessuno mi ha detto nulla: rispettano la libertà di stampa. Ogni tanto rispettatela pure voi. Alla prossima stroncatura e buone fave di Puca a tutti...

EB ha detto...

A Carlo Puca.
Visto che è capitato su questo blog e che ha lasciato un post con il suo nome (lo riconosco, il fatto stesso che partecipi alla discussione va a suo onore, non molti farebbero lo stesso), perchè non entriamo nel merito delle questioni sollevate?
Perchè non risponde in prima persona alle osservazioni fatte da MiKo in maniera così puntuale, e che attengono principalmente alla questione di un'informazione corretta? Siccome abbiamo i paraocchi, ci aiuti a vedere ...

MiKo ha detto...

@carlopuca Prima di tutto, benvenuto sul mio blog (non sono sarcastico, qui chiunque voglia intervenire è sempre il benvenuto, purché rispetti le regole della casa).

Ho per lei una proposta e una risposta.

Prima la proposta: visto che si è dato la pena di raggiungere il mio spazietto da 10-20 visitatori al dì (confesso che la cosa mi ha stupito), voglio offrirle la possibilità di rispondere al mio post, un contraddittorio insomma. Le offro, quindi, di scrivere un pezzo di risposta alle critiche che le ho mosso dal titolo "Carlo Puca risponde", che, purché si rispettino le normali regole di convivenza civile, pubblicherò qui senza modifiche salvo da eventuali accordi pre-pubblicazione. Oppure possiamo accordarci su una sorta di intervista virtuale (le liste di domande sono un tantino inflazionate ultimamente, ma tant'è).
Ovviamente, però, mi riservo il diritto di scrivere in seguito un contropost di commento (in fondo questo è pur sempre il luogo dove scrivo il mio pensiero).
Per darle il tempo di rispondere, per una settimana lascerò da parte l'argomento sul blog.

Passiamo alla risposta: lei scrive che non capisce cosa c'entrino i miei riferimenti a Berlusconi e va avanti traendo la conclusione che io pensi che lei stesse scrivendo per fargli un piacere.
Niente di più sbagliato.
A parte il fatto che, per quanto mi sia sforzato, ho trovato solo due riferimenti al premier (Apicella e il "presidente operaio") e che in ogni caso sono un accenno assolutamente marginale nel mio post, il mio intento era un altro:

-Nel caso di Apicella, stavo cercando un esempio di collaborazione tra un artista che io (sottolineo IO) considero mediocre e un personaggio non della scena musicale che abbia avuto più risonanza mediatica del duo Odifreddi-Piovani, senza che nessuno abbia avuto nulla da ridire.
Se preferisce che lasci da parte il premier, potrei sostituire (anche se è meno azzeccato) la coppia Apicella-Berlusconi con il trio Pupo-Emanuele Filiberto di Savoia-Canonici. Tutti sanno che parteciperanno a Sanremo, pochi sanno dell'opera di Piovani.

-Per quanto riguarda l'accenno al presidente operaio, il senso era questo: lo stesso tipo di critica che lei muove a Odifreddi (ovvero di essere una personaggio mediatico dalle molteplici sfaccettature) può essere mossa ad una persona di cui lei, a giudicare da quel che scrive, condivide l'operato. E allora perché Odifreddi sbaglia nelle sue molteplici "nomination dei viventi celebri" e Berlusconi no?

Se il primo esempio che mi viene in mente è sempre Berlusconi, è semplicemente perché il Presidente del Consiglio è costantemente (io ritengo per preciso suo disegno, ma non è questo il punto) al centro dell'attenzione mediatica; così come se mi si chiede un esempio di fast-food penso a McDonald's perché sono stato bombardato di pubblicità.

Ma il succo del mio scritto è un altro: io non la sto accusando di servilismo nei confronti di Berlusconi, quel che sto dicendo è che se io, che ho un minuscolo blog con meno dei canonici 25 lettori di Manzoni, nel muovere una critica scritta tento di documentarmi e motivare in modo solido le mie critiche, ritengo che chi scrive su una pubblicazione dalla risonanza di Panorama, dovrebbe fare almeno altrettanto. Cosa che io nel suo articolo non ho riscontrato.

Nessuna mancanza di rispetto nei confronti della libertà di stampa, dunque: non ho mai detto che Panorama dovrebbe chiudere o lei smettere di scriverci.

Voglio che sia ben chiaro: io ho il massimo rispetto per la libertà di stampa e sono pronto a battermi per sostenerla (e sono anche sceso in piazza, per la libertà di stampa), ma in cambio, pretendo qualità dalla stampa per la cui libertà io mi batto.


Con questo ho concluso. Io ho cercato di rispondere nel merito punto per punto alle osservazioni che lei mi ha fatto nel commento, ora mi aspetto e spero che lei voglia fare lo stesso con le critiche che io le ho mosso nel mio post.

Attendo notizie
M