giovedì 4 marzo 2010

Pillole di psicopatologia corale #2

Eccoci arrivati alla seconda puntata di questa miniserie dedicata ai loschi personaggi che costituiscono gli ingredienti di ogni coro italiano che si rispetti (o no)...

Per chi se lo fosse perso, il primo post è qui.

Come al solito, prima di iniziare a sparlare delle corde maschili, ovvero bassi e contralti, è d'obbligo il

DISCLAIMER:
Ancora una volta, non posso esimermi dal dichiarare che, per quanto quanto scrivo corrisponda assolutamente a verità (più o meno) e ci sia il serio rischio di riconoscere persone nei miei sfottò, non c'è nessuna intenzione di offendere. Se per caso vi offendete, vorrà dire che sfotterò un po' di più :P



Tenori

Sapete quante sono le barzellette sui tenori? Due: tutto il resto è verità.
I tenori sono un po' i carabinieri del mondo corale, solo molto più capricciosi e viziati. A seconda del proprio orientamento sessuale, i tenori tendono a essere innamorati di almeno due persone tra:
  1. I soprani (ma sospetto che si tratti di freudiana invidia da sovracuto)
  2. Il direttore
  3. Altri tenori
Tutti i tenori, però sono invariabilmente innamorati della propria voce e persino della voce della propria corda nel complesso. Questo comporta che i tenori tendano ad allungare a dismisura le ultime note delle frasi musicali, quando l'armonia si risolve e i nostri bravi tenori possono crogiolarsi nell'ascolto della propria bella voce e di quanto suoni bene e senti che begli armonici e come cantiamo bene insieme e per quale motivo quei musicolesi dei bassi sono già all'ultima pagina del brano...
Non sono rari i casi di tenori fermi su un accordo particolarmente piacevole che avevano iniziato a cantare nella prova precedente.
I tenori considerano i bassi inevitabilmente stonati e senza senso ritmico e tutto sommato inutili, ma questo sentire è probabilmente a causa del fatto che sono l'unica corda che possiede note che un tenore non potrà mai produrre.
Quando qualcosa va storto durante un'esecuzione, per i tenori le ragioni sono da attribuirsi
  1. Ai bassi, che erano fuori tempo
  2. Ai bassi, che han sbagliato la nota
  3. Ai bassi, che cantavano troppo forte
  4. Ai bassi, che siccome non sapevano le note han cantato troppo piano
  5. Ai bassi
  6. Ai contralti, che non han dato la nota
  7. Ai soprani, che erano fuori tempo
  8. Al direttore, che non ha dato l'attacco
  9. Al direttore, che ha dato l'attacco sbagliato
  10. Al tenore quello nuovo, che ancora non sa le parti
  11. All'acustica della sala
  12. Al tempo troppo umido
  13. Alla polvere
  14. All'organista/pianista/orchestra
  15. Ai bassi
  16. Al trascrittore, che ha sbagliato la separazione delle parole
  17. Al resto del coro, che sbaglia la pronuncia
  18. Alle fotocopie sbiadite
  19. Al pubblico, che fa squillare i cellulari
  20. Al resto del coro, che non segue il tempo dei tenori
  21. ...
Di solito, però, il problema sono ovviamente le limitate capacità mentali dei tenori stessi.
Anche per i tenori, esistono alcune speciali categorie (che tecnicamente possono anche ricadere in altre corde, ma inserisco qui per comodità)


Sopranisti/Contraltisti/Falsettisti

Non possono fare a meno di fare i vocalizzi una o due ottave sopra rispetto al resto del coro. Come i soprani (e come i pescatori), non riescono a trattenersi dall'esaltare la propria estensione vocale di centoventiquattro ottave (verso l'alto). Salvo poi scoppiare in lacrime nel caso il brano preveda una notta che rientra nella parte bassa del pentagramma (che per loro corrisponde alla parte dove ci sono le righe). Ma la cosa peggiore è che questi individui fin troppo spesso si fondono con un altro tipo di "...isti": i solisti. Praticamente è come se uno scienziato avesse voluto unire un tenore e un soprano solista selezionandone accuratamente gli aspetti peggiori...

I quasi-baritoni
I quasi-baritoni (o baritenori o tenitoni o come diavolo preferite) hanno esattamente le capacità mentali di un tenore, ma un'estensione vocale spostata verso il basso. Il risultato è che si strozzano sulle note veramente alte (o cantano con un flebile falsetto) e semplicemente non hanno le note veramente basse. Il problema è che sostangono che tutto quel che sta in mezzo cade nel loro "cambio di registro" e così alternano falsetti su note che un basso prenderebbe comodamente e urla a voce piena su note  che per i contralti son troppo in alto.

Bassi

Sapete come canta un basso che sa leggere lo spartito? Nemmeno io, ma se ne incontrate uno potete chiederglielo.
Per ragioni che son state studiate inutilmente da generazioni di statistici, nella corda dei bassi si concentra  il maggior numero di cantori che non sa leggere la musica e canta a memoria. Il problema è che per ragioni altrettanto ignote (ma forse è un problema di anni, visto che con l'età la voce tende ad abbassarsi) tendono anche a essere anche la corda dalla memoria più corta. Di conseguenza cantano (per ricordarsi le parole) con lo spartito davanti agli occhi, vedendo il direttore più o meno due volte nell'intera durata del concerto: durante l'entrata e durante l'inchino finale. Magicamente, questo trasforma i bassi in una corda compattissima (probabilmente comunicano telepaticamente o con gli infrasuoni tra di loro), ma assolutamente indipendente dal resto del coro. Non vedendo le indicazioni del direttore ed essendo naturalmente portati ad un temperamento un po' da coro alpino, sono in grado di trasformare anche una ninna nanna in qualcosa di leggero e delicato quanto un Dies Irae di Verdi.

Ma fuori tempo.

Bassi profondi
I bassi profondi son quelli che quando dicono "buonasera" fan tremare i sismografi delle regioni vicine. Hanno una voce talmente bassa che potreste misurarne la frequenza con il pendolo del nonno. Purtroppo, però, sono anche gli elementi che vanno meno a tempo di tutti gli altri. Nonostante il direttore cerchi di isolarli, di frustarli e di fare qualsiasi cosa per farli andare a tempo, grazie all'effetto subwoofer, pur nascondendosi come tutti i bassi dietro gli spartiti, sono da soli in grando di far saltare il tempo a tutto il coro. Non male davvero...

Falsi bassi
I falsi bassi sono in realtà tenori un po' più scuri che sono messi tra i bassi per necessità. Siccome cantano tra i bassi acquisiscono doti mentali insospettabili per un tenore. Ma siccome sotto sotto sono comunque tenori, non possono fare a meno di pavoneggiarsi con le loro note basse, a cui i tenori non possono arrivare in nessun modo. Il che più o meno ha lo stesso effetto sonoro di una gara di rutti tra camionisti ubriachi, visto che i falsi bassi quelle note, non ce le hanno manco loro. La cosa peggiore di essere un falso basso è che si tratta di una condizione che lascia un segno indelebile: se anche il falso basso dovesse ritornare tra i tenori, non riacquisterà mai del tutto le sue capacità ritmiche (ma in compenso perderà ben presto le sue capacità mentali acquisite cantando tra i bassi).

Nel prossimo post: direttori e compositori.

Stay tuned,
M

4 commenti:

proflulor ha detto...

eh eh eh eh eh tutto vero parola di basso. Hai dimenticato solo le ns battute da caserma sull'orientamento sessuale dei tenori...
Lucio

MiKo ha detto...

Ehehe... è vero, è che all'epoca di bassi ne avevamo talmente pochi, che non facevano nemmeno le battute da caserma :) Benvenuto!

Anonimo ha detto...

E' tutto vero con molta ilarità. I tenores, in particolare, sono la spina sul fianco dei bassi e non riconoscono mai di aver toppato
Loro hanno sempre una di quelle numerose giustificazioni di cui al tuo elenco.Rico

MiKo ha detto...

Ciao Rico, benvenuto :)

è bello che questa mia miniserie sia così... "risonante" :)