mercoledì 17 marzo 2010

Pillole di psicopatologia corale #4

Ciao mondo! Ti sono mancato? Non ho scritto per tre giorni, ma che ci volete fare: "è il fine settimana, bellezza". In compenso sono tornato, acido come uno yogurt scaduto e pronto a riprendere la mia carrellata di personaggi corali...
Vabbe', non esageriamo, diciamo che sono tornato e basta.
In questo post (ATTENZIONE: potrebbe essere l'ultimo della serie) si parla di compositori. Non sono personaggi che fanno direttamente parte del coro (non sempre almeno), ma lo influenzano talmente tanto che non potevo non parlarne.

Per coloro che si fossero messi solo ora all'ascolto, le altre puntate della serie le trovate qui, qui e qui.

DISCLAIMER:
Davvero è necessario ripetere che non voglio offendere nessuno e che comunque mi ispiro alla realtà? No, non lo è, ma lo dico lo stesso: non vi offendete. E se vi offendete perché vi sentite chiamati in causa, probabilmente avete ragione :).



Compositori

Un compositore non parla: si esprime con la sua musica. Purtroppo.
Ah, il compositore contemporaneo! Croce e delizia di ogni coro che si rispetti. Non c'è nulla di tanto professionalmente qualificante per un coro quanto cantare un pezzo di un compositore moderno.

Salvo cantare qualsiasi altra cosa, ovviamente...

Probabilmente vittima di innominabili abusi nell'infanzia, il compositore moderno è un po' l'idea platonica del sadico e costringe i poveri cantori a contorsioni vocali degne di non so cosa e a singole parti che cantate singolarmente sono piacevoli, dal punto di vista ritmico e melodico, quanto il trapano del dentista.
Quando cantate in coro, però, pure.
Nonostante i nostri simpatici compositori cerchino disperatamente soluzioni ardite che stravolgono cinque secoli di prassi compositiva, riescono a creare degli ottimi prodotti che hanno la particolare peculiarità di risultare quanto di più noioso esista sulla faccia della terra, se non cantati alla perfezione.
Il che, come vedremo, è sostanzialmente impossibile.
I bravi compositori, infatti, hanno una profonda conoscenza dei cori moderni e così riescono a complicare la vita ai coristi nella maniera più efficiente possibile. Vi ricordate Terminator 2? Ad un certo punto Sarah Connor viene ferita e l'attuale governatore della California, nelle vesti metalliche del cyborg buono dichiara: "Ho in memoria l'intera anatomia umana". John: "per uccidere meglio, vero?". "Sì". Ecco, una cosa del genere.

Ecco di seguito alcuni esempi di cosa può tirar fuori un compositore particolarmente in forma.

I bassi faticano a tenere il tempo? Facciamo cantar loro per diciassette pagine le stesse due battute  e costruiamo il pezzo in modo che le altre corde abbiano l'assoluta necessità di appoggiarsi a loro, altrimenti tutto va a farsi friggere.
Cosa possiamo fare per venire incontro alle limitate capacità mentali dei tenori? Studiamo per anni quale sia l'espediente ritmico più complesso e facciamolo cantare loro mentre tutto il resto del coro canta con un tempo completamente diverso, possibilmente anche con un altro testo.
Come facciamo a mettere in crisi i contralti? Diamo una parte melodica e in un registro medio. Al resto penseranno loro...
Voglie di protagonismo dei soprani secondi? Visto che i contralti cantano la melodia, qualcuno dovrà pur cantare la parte dei contralti.
E per i soprani primi? Una buona cura a base di note fisse talmente alte da sconfinare nel pentagramma superiore tenute per qualche decina di battute dovrebbe essere sufficiente a far loro uscire gli occhi dalle orbite (e a far sanguinare le orecchie del resto del coro). Per essere sicuri, comunque, possiamo sempre far raddoppiare la parte da contralto che cantano i soprani secondi: il salto di ventottesima è sempre interessante...
Per prenderci cura del direttore, è una buona idea cambiare tempo ogni due-tre battute. Con uno schema fisso da cambiare solo in quel sistema in cui c'è l'assoluta necessità di tenere il tempo e dare gli attacchi a tutti. Due volte per battuta. Alcuni possibili tempi da utilizzare: 9/7, 255/256, 17/23, π/2.

Ma naturalmente gli espedienti non si limitano, visto, che la fantasia perversa di questi individui non ha limite: non è raro, ad esempio, trovare:
  • Indicazioni temporali allucinanti, tipo "Durata: 23' 17'' e sei decimi" e guai a sbagliare.
  • Indicazioni temporali allucinanti, tipo 380 bpm, che costringono il direttore ad agitarsi manco fosse un colibrì.
  • Indicazioni temporali allucinanti e incomprensibili, tipo "andante ritenuto, ma triste con brio, come una brioche".
  • Misteriose indicazioni come "Mistico, ma digitale".
  • Brani senza un testo, ma con indicazioni come "ripetere liberamente la sequenza di vocali aiueoiaoauuuaoiueiaiaoaieuaieiiioaiaueueueueueuaieoeiaueioooaieuaieuaooeiaueiaueieoeiauei".
  • Segni incomprensibili che son lì solo perché li han trovati nella pulsantiera del loro programma di scrittura musicale.
  • Impensabili mix linguistici tipo aramaico-svedese-patuà (mi perdonino i miei lettori se non si scrive così).
  • Pianissimo per i bassi.
  • Mostruose invenzioni sonore che costringono due corde a cantare suoni degni di un cartone animato. Avete mai provato a cantare uno stabat mater con lo stesso suono che avrebbe Topolino se Gambadilegno gli tenesse la testa sott'acqua? Il tutto mentre le altre due corde cercano di cantare due parti da opera lirica, possibilmente completamente diverse tra loro.
  • Diciassette pagine su una stessa nota. Per i contralti (che per chi non lo sapesse, sono in grado di calare anche se dicono "buonasera" senza cambiare intonazione).
  • Sequenze di accordi a causa delle quali qualche secolo fa si sarebbe finiti sul rogo.
  • Salti di sette quarti di tono.
  • Il coro canta un quattro quarti, ma contemporaneamente ogni corista suona un gong con un tempo dispari. 
  • Al coro è richiesto di stonare apposta in un determinato modo.
  • Ventotto pagine di testo in cui (a causa della musica) ogni singola parola viene cantata con l'accento sbagliato. Per un motivo fisico misterioso risultano sbagliati persino gli accenti dei monosillabi.
e così via.

I compositori-direttori
I compositori direttori sono quei compositori di successo (ma anche no) che vedono come una missione qulla di sottoporre di persona le proprie creature ai cori. Siccome non si tratta di veri direttori, però, ritengono che il metodo più efficace per comunicare le proprie intenzioni direttive con metafore degne del peggiore bar di Caracas, in modo da riavvicinarsi al basso volgo costituito dai coristi. Ecco dunque consigli per cantare "come se si stesse petando" [è vera, giuro!], la "posizione del wc", e le onnipresenti allusioni sessuali, che però in questo caso vorrebbero essere funzionali. Se possibile, le loro bislacche indicazioni rendono ancora più difficile la fin troppo ardua impresa di cantare le loro composizioni.

I direttori-compositori
I direttori compositori sono quei direttori che hanno ingiustificate velleità compositive. Anche se hanno a disposizione almeno tre versioni meravigliose di uno stesso brano, si sentono in dovere di dover scrivere la propria e di farla cantare al proprio coro. Il risultato è nel migliore dei casi noioso, nel peggiore inascoltabile. Ma in ogni caso complicatissimo, ché sempre compositori sono.

I compositori-direttori-musicisti
Perché mai una persona che di mestiere fa, ad esempio, il pianista-autore dovrebbe mai essere in grado di scrivere un pezzo per coro e dirigerlo?
Appunto.

I compositori improvvisati
I compositori improvvisati sono coloro che, ad un certo punto della loro vita, decidono arbitrariamente di essere in grado di scrivere un pezzo di musica per coro. Non ne azzeccano una, dall'estensione vocale delle varie corde, alle indicazioni di dinamica completamente insensate (immaginate, che ne so, "oBLAdì Obladà" in cui le lettere in maiuscolo sono cantate forte e il resto pianissimo). Anche se i brani riescono ad essere in ogni caso complicatissimi da cantare, qualora eseguiti alla perfezione suoneranno un po' come canzoni dello Zecchino d'Oro.

Nella prossima puntata: non ne ho idea. Forse non ci sarà affatto, una prossima puntata.

Stay tuned and merry choir,
M

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo quasi con tutto!
La mia domanda è perchè un musicista (ad esempio un pianista) non può avere la capacità di comporre per coro? vorrei capire,trovo molto interessante questo tuo pensiero

Andrea

MiKo ha detto...

Chiaramente è un'esagerazione, quello che dico è solo che il fatto di essere un (buon) musicista non ti rende automaticamente un buon compositore per coro. La musica non è una sola. Prendi, ad esempio, Allevi: sulle sue capacità compositive per piano possiamo discutere (a me non piace), ma come direttore di orchestra al Quirinale faceva veramente pietà.

rcantor ha detto...

rispondo ad Andrea:(sono stato, in un'altra vita, un compositore, anche premiato, per coro, e in quella precedente, un pianista..) "perchè per scrivere per uno strumento, bisogna conoscerlo, e il coro è uno strumento. per questo motivo i compositori "seri" impiegano anni a studiare la tecnica esecutiva dei singoli strumenti per cui intendono scrivere, cosa relativamente semplice per alcuni strumenti, piuttosto complicata per altri, quindi, o conosci bene il coro,o lo studi bene prima di scrivere, altrimenti si verificano quelle strane cose di cui parla Miko nel suo blog..."

Stefano Aldeghi ha detto...

Se posso fare il presuntuoso nel definirmi un compositore moderno, spiego volentieri che noi cerchiamo di scrivere su carta quello che il coro tende a fare naturalmente (allo stato brado) con i pezzi "classici", ovvero accenti irregolari, quarti e quinti di tono, cluster, testi liberamente rielaborati, dinamiche aleatorie e via dicendo. Sfortunatamente il nostro intento non è capito e siamo costretti a viaggiare con la scorta...
Saluti,
Stefano

MiKo ha detto...

Caro Stefano, prima di tutto benvenuto. In secondo luogo non te la prendere: con questa mia serie ho solo voluto fare un po' di umorismo sul mio mondo. Il mio post in particolare nasce dalla nostra esperienza come coro con i lavori di un compositore amico molto bravo, ma di indubbia difficoltà e dall'esecuzione di un pezzo di Sisask particolarmente ostico, che ha messo a nudo tutti i peggiori difetti delle nostre corde. E' ovvio che si esagera, ma lo si fa per ridere. In ogni caso sono fermamente convinto che i migliori compositori sono quelli che dirigono abitualmente un proprio coro e, possibilmente, cantano anche. Gli altri tendono un po' troppo a essere "astratti" dalla realtà dello "strumento coro"...

RossCantor ha detto...

di recente un gruppo di compositori nonchè insegnanti di composizione del Conservatorio ha scritto varie cose per il nostro coro....solo i due che hanno diretto cori in precedenza hanno scritto cose effettivamente vocali. Gli altri sembrano non avere idea di come funzioni la voce, dei registri, delle possibilità articolatorie, dell'intonazione....cmq io adoro i quarti di tono, i cluster, le tecniche aleatorie...magari avessero scritto queste cose...e trovo molto spiritoso il commento di Stefano Aldeghi, e del resto anche lo scritto di Miko era sulla linea umoristica...

Stefano Aldeghi ha detto...

Grazie!
Anche la mia risposta voleva essere spiritosa, non me la sono presa!
Sono un organista e compositore che dirige un piccolo coro parrocchiale e tutte le settimane mi rendo conto delle grandi difficoltà che un coro di "dilettanti" (nel senso di "non professionisti") deve affrontare per prepare certi pezzi.
Se aggiungiamo poi che il repertorio contemporaneo rappresenta un mondo che fatichiamo a capire, spesso mancano anche le giuste motivazioni per sudare su certi brani!
Uno dei problemi più grandi che ho visto nella mia piccola esperienza è che manca la fiducia nel direttore di coro...
impariamo a fidarci un pò di più e alla fine verremo ripagati delle nostre fatiche!
Quanto al compositore, non ci sono storie, va bene l'intuizione creativa, ma anche per noi la tecnica è indispensabile! Una buona dose di studio delle partiture ci fa capire cosa si può fare, dove si può osare...e quando è meglio cambieare idea!
Grazie dello spunto di riflessione!

MiKo ha detto...

Purtroppo (e te lo dico da accademico) la mancanza di fiducia nel direttore/insegnante/professore è un cane che si morde la coda: il coro non ha fiducia nel direttore, che perde fiducia in se stesso, che fa perdere fiducia al coro e così via. Spesso ci vorrebbe una vera e propria iniezione di autostima nei direttori, a prescindere dalle loro reali capacità: il solo credere di essere bravi, rende migliori (e anche più arroganti, ma questo è un altro discorso).

In bocca al lupo col tuo coro, comunque!

paolo tagliapietra ha detto...

Mi sono letteralmente nutrito di questo scritto. Complimenti!

MiKo ha detto...

Grazie e benvenuto! E' bello che divertirsi con tante persone nuove :)

MiKo ha detto...

Anche se a quanto pare il "successo" mi causa seri problemi di grammatica XD

Anonimo ha detto...

Ti ho scoperto solo stasera, grazie ad un link di Pianosolo, giuro che stavo soffocando dal ridere ... soffocando perché ho la bronchite e ad ogni attacco di riso ho rischiato di farmi uscire gli occhi dalle orbite!
suono il piano in modo molto dilettantistico, diciamo un (purtroppo) modico uso personale, ma amo la musica e tutto ciò che vi gira intorno.
grazie per i tuoi post
Monica

MiKo ha detto...

Ciao Monica!
Prima di tutto benvenuta e grazie per le belle parole.
Non credere: anche io canto (cantavo) da amatore, non sono certo un professionista, ma amo abbastanza le cose che faccio da divertirmi a prenderle in giro :)
Rimettiti presto e continua a seguirmi, se ti va.
"Perle" come questa serie di post (che continua ad essere una delle cose che ho scritto che mi piace di più) sono rare, ma non si può mai sapere cosa mi viene in mente di pubblicare qui sopra: ce n'è per tutti :)

Anonimo ha detto...

Complimenti!
Però adesso ci vuole la psicopatologia degli organisti/pianisti/accompagnatori strumentali ;-)
Crix

MiKo ha detto...

Ciao Crix! Benvenuto e grazie! Purtroppo ho troppo poca esperienza di pianisti/organiste ecc. Se qualcuno si vuol cimentare, però, sarò ben felice di accogliere il post sul mio blog. A dire la verità, da quando sono in Finlandia, mio malgrado mi sono anche allontanato dall'ambiente corale. Ma non si sa mai dovessi riprendere, prima o poi.