lunedì 5 luglio 2010

Lasciare le strade battute.

Eccoci dunque, come annunciato, al primo post a tema ispirazione.

A tutti è capitato (e se non vi è capitato, vuol dire che non usate abbastanza il vostro spartiorecchie :) ) di essere a corto di idee, per un motivo o per l'altro, e magari con la necessità di farsi venire un'idea. E magari molti di voi hanno i loro trucchi per andare a caccia dell'ispirazione perduta.
In questo momento non è che sia particolarmente alla ricerca di idee, ma ho deciso di fare un po' di esercizi ed esperimenti, caso mai in futuro mi dovessero venire.



Ed è partito il seguente processo mentale:
  • se le idee non vengono da sole, bisogna andare a cercarle
  • se bisogna cercare le idee, bisogna mettersi in uno stato ricettivo, cominciare a fare attenzione al mondo che ci circonda e ai dettagli
  • è difficile fare attenzione alle cose che si conoscono già e che si vedono più o meno tutti i giorni
E quindi il primo esercizio è consistito nel saltare in sella al mio fido scooter e tornare a casa. Cambiando percorso il più possibile, però.
Cercando di percorrere strade nuove, mantenendo le antenne alzate e prendendo nota mentale (perché guidando è difficile fare altrimenti) di almeno 3 cose/eventi/pensieri incontrati durante il percorso.

Ecco cosa ho notato:
  1. L'abitudine tende inevitabilmente a riprendere il controllo di noi: poco dopo aver iniziato il mio percorso alternativo sono capitato in una strada nota e senza nemmeno accorgermene stavo tornando a casa senza pensare a nulla e svuotando completamente il cervello. Per fortuna una goccia di pioggia mi è caduta in faccia, svegliandomi dal mio torpore, per cui ho immediatamente fatto inversione a U e mi sono infilato nella prima strada che non conoscevo.
  2. In un quartiere abbastanza degradato di Napoli, c'è un oleandro meraviglioso che ha prepotentemente preso il sopravvento sulla malandata cancellata che cercava di contenerlo.
  3. Ho visto un cimitero. Sul muro di cinta del cimitero c'erano tutta una serie di scritte/graffiti tra cui quel "Mi manchi nonna" che vedete qui sopra, oltre ad altre più articolate e molto sgrammaticate (non so perché, però quel "mi manchi nonna" mi ha colpito di più.
  4. Non ho idea di chi siano la maggior parte delle persone a cui sono intitolate le strade in cui passo continuamente. Ora so, perché ho fatto una piccola ricerca, che Guido Menzinger è stato prefetto a Napoli durante la Grande Guerra, ha contribuito alla costruzione dell'ospedale Pausilipon ed è stato decorato con la medaglia d'oro al valor militare. E in effetti non è un caso che via Guido Menzinger sia nei pressi di Piazza Medaglie d'Oro (29 anni che ci passo e solo ora ho fatto caso al perché quella piazza si chiama così)...
E questo è quanto, per il momento.

Magari non avete bisogno di ispirazione adesso, ma è un esercizio interessante. Ve lo consiglio.
Stay tuned,
M

4 commenti:

Elisen ha detto...

a teatro facevao anche delle varianti a questo esercizio: tipo fare caso solo a una cosa, come i colori ad esempio, anche solo una volta.prova, scoprirai un sacco di cose:)

MiKo ha detto...

@Elisen: era questo il commento a cui mi riferivo. Per qualche motivo per un po' non mi compariva...
In effetti il prossimo esercizio che avevo in mente consisteva proprio nel concentrarmi sugli odori; solo che ogni volta che ci ho provato mi sono ritrovato con odori terrificanti. Oltretutto il mio naso non è che funzioni granché.

@fudo: puoi provare anche tu qualche esercizio...

Elisen ha detto...

con gli odori è molto emozionante perché essendo uno dei sensi più antichi (passami l'aggettivo) stimola molto la memoria. vedrai...ma fermati e tieni gli occhi chiusi mentre lo fai.

Baol ha detto...

io per ritrovare l'ispirazione mesi fa mi sono fatto dare tre parole...sto ancora a smaltire quella richiesta ;)