mercoledì 5 ottobre 2011

Berlusconi must resign

Mentre io me ne vado in giro per il mondo, a quanto pare l'Italia va a fondo come mai prima.

Ma l'orchestrina del governo fa finta di continuare a suonare (non è che continui a suonare: si limita ad annunciare di voler continuare a suonare).

Le cose che sto per scrivere non sono di certo originali, né frutto di considerazioni particolarmente profonde, ma sento il bisogno di scriverle lo stesso, perché sono preoccupato.
Se fossi in Italia, vorrei scendere in piazza a manifestare, ma da qui non posso far altro che lanciare questo mio grido virtuale.

Il nostro cosiddetto presidente del consiglio continua a dare la colpa a qualcun altro e a sostenere che in realtà la situazione non è questa, nemmeno fosse un bambino piccolo. 
Arrivare ad attribuire la colpa del declassamento del debito pubblico da parte di S&P ai media che dipingono una realtà sbagliata è, semplicemente, patetico.

Le risibili accuse di misteriosi complotti più o meno internazionali che regolarmente sputa il premier sfiorano il patologico.

Da quando questo signore è sceso in politica non si è mai, e dico mai, assunto la responsabilità di qualcosa di negativo che ha fatto. 
Non ha mai fatto autocritica su nulla se non nella miserevole e vergognosa forma "ho sbagliato a fidarmi perché sono troppo buono".

Berlusconi, semplicemente rimanendo lì dov'è, sta danneggiando in modo irreparabile, o comunque con conseguenze gravi nel breve medio e lungo periodo, l'Italia.

Non lo dico solo io.



Lo dicono (da mesi, ma sempre troppo tardi a parer mio) le opposizioni. Tutte. Compatte.

Lo dice confindustria (quand'è l'ultima volta che confindustria si è trovata d'accordo con il PD?)

Lo dicono, ovviamente, Repubblica e il Fatto quotidiano.

Lo dicono il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera (stampa comunista? Leggetelo, l'editoriale di Napoletano: è interessante).

Lo pensa l'Europa, nel timore più che concreto che il caparbio e irragionevole governo italiano mandi a fondo anche gli altri paesi.

Lo dicono le agenzie di rating e, i mercati.

Lo dicono infinite altre persone più autorevoli e preparate di me.


Silvio Berlusconi deve dimettersi da presidente del consiglio dei ministri.

E con lui deve dimettersi il resto del governo.


Perché questo presidente del consiglio e questo governo non hanno più credibilità.


Un premier imputato in un processo per corruzione in cui il corrotto è stato già condannato per essere stato corrotto dal premier, non ha credibilità.

Un premier al centro di vicende sessuali come quelle in cui è coinvolto Silvio Berlusconi è ricattabile (e ricattato), moralmente deprecabile e privo di credibilità.

Un premier che possiede un'enorme porzione dei media nazionali non ha credibilità, se non quella inculcata a forza dai suoi media e dai suoi lacchè.

Un premier che non è in grado di prendersi la responsabilità della situazione in cui versa il paese da lui governato non ha credibilità.

Un premier che frequenta amichevolmente despoti, non ha credibilità ("La gente amava Gheddafi", dice).

Un premier che mente in continuazione non ha credibilità.

Un governo che sostiene questo premier, non ha credibilità.

Un governo che non riesce più a varare una legge per il bene del paese non ha credibilità.
O comunque un governo che non riesce a varare più una legge in generale.

Un governo che attribuisce il fallimento dei propri emendamenti alla poca accortezza dei parlamentari dei propri partiti non ha credibilità.

Un governo che continua a non rispondere in modo efficace alla disastrosa situazione economica in cui versa il proprio paese non ha credibilità.

Un governo composto in parte da ministri che ripudiano il paese che guidano, non ha credibilità.


E questa mancanza di credibilità (e di dignità) sta distruggendo l'Italia.

Anche e soprattutto dal punto di vista economico (come Zucconi efficacemente descrive qui).

Per questo, lo ribadisco, Berlusconi deve dimettersi.

Ovviamente non penso che questo basti a salvare l'Italia, ma è un primo passo necessario. 


Un primo

passo

necessario.



Berlusconi must resign.

Stay tuned,
M

PS Cosa c'entra la foto? Si tratta della famosa "Pizza Berlusconi" della catena Finlandese Koti Pizza. Esiste davvero, l'ho vista in prima persona.

5 commenti:

MaRi ha detto...

Se fossi in Italia vorresti scendere in piazza a protestare, dici, ma non lo faresti, credo, come non lo hai fatto finché ci sei stato e come non lo faccio io né nessun'altra della persone che sento quotidianamente lamentarsi dell'azione del governo.

Del resto protestare pacificamente in questi tempi è un'azione quasi inutile: da quando insegno ho aderito a tutti gli scioperi dei sindacati di categoria, manifestato in piazza, scritto lettere di indignazione, ecc... ma nella scuola non è cambiato nulla, anzi, è cambiato in peggio. Lo dico solo a titolo di esempio.

Purtroppo finché avremo di che mangiare (spesso grazie all'aiuto dei nostri genitori), non partirà nessuna protesta pacifica delle dimensioni necessarie. Poco importa se viviamo nel precariato più totale, se in pochissimi paghiamo le tasse anche per chi non lo fa, se non avremo una pensione, se non potremo mai aiutare un domani i nostri eventuali figli.

E Berlusconi non si dimetterà mai, lo sai meglio di me. D'altra parte, perché dovrebbe? Quando è stato democraticamente eletto la gran parte delle cose per le quali non ha credibilità sussisteva già.

Certo, esprimere il proprio parere e sperare nell'assurdo non costa nulla e quindi facciamolo pure, sperando che questi 500 e passa giorni rimasti, scorrano nella maniera meno indolore possibile.

MiKo ha detto...

Ammetto che non sono il più attivo dei manifestanti, ma qualcuna ne ho fatta. E la dimensione della manifestazione contro l'abolizione dell'articolo 18 me la ricordo eccome.

E il primo tentativo di legge bavaglio è stato fermato.

E la legge 194 è ancora lì.

Esprimere il proprio parere non costa nulla, è forse è sperare nell'assurdo, ma è meglio di non fare nulla o di dare per scontato che nulla cambierà.

Tra l'altro non credo che l'Italia possa permettersi altri 500 giorni così.

Io nel tempo libero continuo a credere di poter dare il mio contributo a migliorare il mondo nel mio piccolo.
A volte in questi anni questa convinzione è vacillata ed è stato tra i momenti più tristi che io mi ricordo.
Per cui non ti biasimo per quello che scrivi, ma non sono d'accordo nemmeno un po'.

Dovrei stare zitto perché tanto è inutile? Non credo.

E se riesco a far venir voglia di non stare immobile e in silenzio anche a una sola persona, beh allora ho raggiunto il mio scopo.

MaRi ha detto...

A parte il fatto che, ovviamente, volevo scrivere "nella maniera *più* indolore possibile"... da cosa deduci che volevo invitarti a stare zitto? Non era assolutamente nelle mie intenzioni e anzi penso che più si pubblichino gli scempi riguardanti berlusconi (e qualsiasi altro uomo pubblico), maggiori probabilità ci siano che sempre più persone ne vengano a conoscenza.

Penso anch'io che l'Italia non possa permettersi neanche un giorno di più in questo modo e anzi, non si poteva permettere nemmeno quelli che ci sono stati, ma tant'è....

Mi sono solo abbandonata ad alcune riflessioni su ciò che sarebbe realmente necessario (ahimé talvolta penso che l'unica vera strada non passi per la nonviolenza) e ciò che (non) facciamo. E sull'incidenza che le proteste pacifiche hanno sull'operato di questo governo. Punto.

Per parte mia, io non faccio abbastanza a riguardo, ma cerco di rendere migliore il mondo in altri modi. Non ti vedo, né sento da un numero indefinito di anni, come potrei esprimermi, secondo te, sul tuo operato?

Baol ha detto...

Ma quella pizza com'è????

MiKo ha detto...

Baol, non ne ho la minima idea. Essendo napoletano, tendenzialmente non mangio pizza fuori da Napoli. Men che meno fuori dall'Italia.