lunedì 10 ottobre 2011

Sono vivo e sono qui

NOTA BENE: Questo post è stato a prendere polvere per mesi e mesi nella cartella delle bozze. Ho pensato che fosse finalmente ora di pubblicarlo. Millemila cose sono successe da allora, ma vale la pena conservare per i posteri quali fossero i miei umori di tempo fa. 

Ecco. Dopo tanto tempo nemmeno mi ricordo più come si scrive, un post. Non so bene da dove cominciare.

Quindi sappiate che ho fatto ottime vacanze, ho visto un sacco di cose belle eccetera eccetera.

E passiamo al sodo:
a seguito di questo mio post di qualche mese fa, ebbi una risposta da Gio, che mi consigliava di mandare CV in giro per il mondo per andarmene in un paese dove la ricerca fosse un po' meno mortificata che in Italia.

Beh, ho deciso di seguire il consiglio e ho spedito un po' di domande in giro per l'Europa.
Ho ottenuto una sola risposta.
Negativa.

In compenso, però, esattamente il 13 agosto (ndM: del 2010) a me e a fudo è arrivata una mail dal professore che mi invitò in Texas nel 2007 e a causa del quale tutto è cominciato.

Ci invitava entrambi per un postdoc per due anni. Qui.

E così, come sapete dai miei ultimi rari post, mi sono trasferito e dallo scorso ottobre sono in Finlandia, o olen suomessa, come si dice qui.

Tante cose sono successe nel frattempo, il buon fudo è tornato a stare in Italia, gente è andata, venuta e continuerà a farlo. Forse ve lo racconterò nei prossimi giorni, se ritrovo la voglia di scrivere qui.

Alcune impressioni so far:

Non ho trovato nulla di "issimo": niente di bellissimo o di buonissimo, di bruttissimo o forse nemmeno di brutto.
Tutto è un po' "abbastanza".

E per quanto i Finlandesi si sforzino di farmi sentire a mio agio, per quanto se mi chiedete cosa mi manca davvero non sappia rispondervi, per quanto mi piaccia stare qui, non mi sento ancora a casa.

Intendiamoci: a parte qualche saltuario attacco di nostalgia, qui sto benissimo, sto facendo un sacco di cose e me la sto godendo; lavorativamente è il meglio che mi potesse capitare e mi sento intellettualmente stimolato come raramente (ammesso che sia mai successo) mi è capitato.
E mi pagano pure.

Però.

Forse ha ragione chi mi ha detto che non posso sentirmi a casa perché so che, data la natura a termine del mio contratto, tra un po' andrò via anche da qui.
Forse.

Insomma, sto benone, ma nonostante tutto e senza che vi sappia dire con precisione il perché e in cosa, l'Italia mi manca.

Stay tuned,
M

2 commenti:

V ha detto...

Anche a me manca l'Italia, proprio perché vivo a Milano da napoletana emigrata e vorrei, coma ha detto pochi giorni fa il nostro buon Napolitano, "una tregua - politica - nazionale", tregua che potrebbe generosamente essere estesa alle differenze di campanile.
Il discorso si farebbe serio, non ho la possibilità di approfondirlo al momento ma lascio il commento giusto per palesarmi, dirti che ti leggo e che i momenti di "nostalgianostalgiacanagli che ti prende proprio quando non vuoi" qualche volta vengono tanticchia pure a me...

MiKo ha detto...

Oddio, non posso dire che il tuo commento mi metta allegria, ma è bello saperti qui :)