giovedì 10 novembre 2011

Sentirsi a casa

Il post di Arianna. Anche lei tra gli autori de "I punti di vista" e autrice regolare del bel blog collettivo "Aironi di carta", che vi consiglio vivamente.


Come vedrete, molto diverso dal post precedente.


M




© Nadia Lambiase
Un abbraccio dato bene, un abbraccio di quelli che mentre lo ricevi pensi: «Ecco, sono tornata, finalmente mi posso rilassare».

Uno sguardo indagatore, come per leggerti in viso quel che non racconti per telefono, ciò che non scrivi per email: «Mangi abbastanza? Sei stanca? C’è qualcosa che ti preoccupa?».

Ricordi che ti affollano a ogni incrocio, i tuoi passi confusi tra passaggi di biciclette, che conosci.

Entrare in un bar e ritrovare lo stesso cameriere di sempre, sorridergli e chiedere «Come va?».

Concederti il lusso di dire/fare quel che ti viene, poi – se sbagli – chiedere scusa. 

Ma senza vergogna.  

2 commenti:

Gio ha detto...

Secondo me questo messaggio davvero lo può cogliere solo chi ha lasciato il proprio paese, o la propria città.

Non è ermetico.
E' addirittura abbondante.

MiKo ha detto...

Concordo. Pienamente.