martedì 28 febbraio 2012

Banff


Eterno.

Il viaggio è stato eterno. Partenza col bus alle due di notte e arrivo 25 ore dopo.
In mezzo due aerei, due autobus, tre aeroporti, un body-scanner e un mezzogiorno durato quasi 9 ore.

Il primo impatto con l'Alberta è desolante. Calgary è, semplicemente, un posto brutto e piuttosto squallido. Basse casette tutte grigie sparse in un vasto altopiano senza alcunché di interessante. Non c'è quasi neve nonostante sia febbraio e la temperatura è decisamente più alta che in Finlandia.
Il profilo delle Rockies all'orizzonte, però, lascia ben sperare. 

È lì che siamo diretti.

La primissima impressione non è esaltante: mi aspettavo un posto selvaggio e invece sono in una sorta di villaggio vacanze per intellettuali. Le Montagne Rocciose non sono aspre come le Alpi, né accoglienti come gli Appennini; qui dove mi trovo sono una sorta di via di mezzo: basse montagne sparse (mi trovo in una valle alle pendici delle Rockies, non nel mezzo delle stesse come pensavo) sovrastate da bastioni di roccia imbiancati dall'aspetto piuttosto friabile.

Non starò troppo a raccontarvi la conferenza, di cui probabilmente non ve ne frega nulla e che tra l'altro ha sofferto di seri problemi organizzativi, ma voglio raccontarvi il posto dove mi trovo. E lo strampalato gruppo che si trova qui con me.

Come ho già detto il posto dove mi trovo è una specie di resort turistico dedicato però a gruppi di artisti, musicisti e, in minima parte, matematici che si rinchiudono qui per periodi che vanno da pochi giorni a un mese per dar sfogo alla propria creatività. Ci sono una piscine, palestre, una pista di atletica leggera, una parete da scalata, teatri, sale da concerto e altre amenità.

Il problema è che siamo a 1700 metri slm e se provate a fare due metri in piscina vi ritrovate senza fiato.

E siccome siamo nel Canada "selvaggio", ci sono vari animali (cervi-mulo in particolare) che pascolano tranquillamente nei dintorni del campus, apparentemente del tutto disinteressati alle persone che hanno attorno.
O alle macchine, per quel che conta.

Meet the Mule Deer

E poi c'è il ristorante panoramico. 

Qui tutto gira intorno al cibo ("perché il cibo tira su", risponderebbero i Neri per Caso). Le giornate sono strutturate attorno agli orari dei tre pasti giornalieri che ci propinano, manco fossimo tanti Hansel e Gretel da preparare per la cottura. Il problema serio è che si tratta di tre buffet particolarmente vari (ottimo quello della colazione, decenti gli altri due) per cui anche chi normalmente non mangia molto (e io non sono tra quelli) finisce col voler provare le cose e mangia lo stesso pasti pantagruelici.

A fine settimana piccoli branchi di matematici si trascinano stancamente dall'edificio del ristorante alle sale da conferenza e viceversa. 

Già, i matematici. 

Chi si dedica per mestiere a studiare le proprie creazioni mentali non può avere tutte le rotelle a posto, così i raduni di matematici vedono spesso collezioni interessanti di strambi personaggi. 
E questo gruppo, che si riunisce la sera nella sala comune per pensare, bere birra e giocare davanti al camino, è particolarmente variopinto.

C'è l'organizzatore, maestro di judo, principiante di curling, ottimo scacchista, discreto manipolatore di carte (leggi mago), e sufficientemente bravo a go da distruggere il vostro malcapitato blogger matematico preferito senza perdere troppo tempo né energie mentali.

C'è il brillante studente finlandese, cui non ho sentito pronunciare una singola parola per tutta la durata del lunghissimo viaggio e del convegno.

C'è l'anarco-punk con complessi di inferiorità matematica e che ama passeggiare in montagna. E che è talmente timida che non raccoglie il coraggio per fare una domanda a un prof, che a sua volta tra i più timidi matematici che io conosca.

C'è il vero esperto di ornitologia, che passa le sue estati arrampicandosi sugli alberi per censire gli uccelli, ma poi scambia il verso dello scoiattolo locale per quello di non so che raro pennuto.

C'è la Russa che ha preso il dottorato a 23 anni, ma che parla senza aprire la bocca e ha serissimi problemi di comunicazione.

C'è l'Australiana, che si alza la mattina a orari improponibili per andare a correre per una quindicina di km (nonostante ci siano una decina di gradi sotto zero), salvo poi rinunciare perché l'altezza ha la meglio.

C'è il Francese geniale con la barba lunga, che organizza viaggi complicatissimi con i mezzi più vari per risparmiare.

Per farla breve, un gruppo notevole. In grado senza dubbio di reggere il confronto con il gruppo di artisti che va a mangiare indossando strane maschere e proponendo strane installazioni.

Un gruppo imprevedibile: tu risolvi una congettura interessante che stava in giro da un bel po' e sembra che la cosa non interessi a nessuno, nemmeno a chi la congettura l'ha formulata.

Matematici. 


O li ami o li odi, o per lo meno te ne tieni alla larga.

Strana gente.

Stay tuned,
M

6 commenti:

Gabriele ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Gabriele ha detto...
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Gabriele ha detto...

Apologies for multiple comments ;-)

fudo ha detto...
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MiKo ha detto...

Perdonate l'editing dei commenti, ma al momento la cosa è piuttosto riservata per motivi che vi spiegherò direttamente.

fudo ha detto...

OK figurati, speravo di essermi tenuto abbastanza sul generico…