mercoledì 29 febbraio 2012

Day 1: On board



Appena sul treno ti accorgi che i prossimi giorni non saranno un'esperienza qualsiasi. Prima di tutto scopri che il concetto di "lusso" è molto relativo: ti avevano prospettato una tre giorni in stile "Assassinio sull'Orient Express", con cabine simili a camere private e servizio da albergo di lusso e invece ti accorgi che passerai i tuoi prossimi 4 giorni su un treno che ricorda molto i vecchi intercity. Ben tenuto, sia chiaro, ma un treno che ha una quarantina di anni e che li dimostra tutti: dalla moquette sdrucita alle poltrone in similpelle bluastra.


E scopri anche che il concetto stesso di cabina è molto relativo: ti viene assegnato una sorta di guardaroba di lungo circa un metro e mezzo e largo altrettanto in cui trovano posto:
  • un gabinetto
  • un lavandino
  • un divanetto

e (se ti stringi un po') anche tu. In sostanza se ti siedi sul divanetto puoi passare il tuo tempo a contemplare il finestrino o il gabinetto davanti a te, opportunamente riadattato a sedile.

Il letto è incassato nel muro, per cui è leggermente più lungo della cabina stessa (uno dei pochi casi in cui essere diversamente alti è un vantaggio) e la copre interamente. Quindi se per caso vuoi approfittare delle comodità della tua cabina durante la notte devi alzarti nel minuscolo spazio lasciato libero dal letto, eliminare il letto e in seguito ripetere le operazioni al contrario. 
Ma è sempre meglio che andare nella carrozza accanto attraversando di notte i passaggi tra le carrozze, che nel frattempo si sono riempiti di neve.

L'impatto è così forte che mi sono dimenticato di fotografare l'interno del treno.

Il lato positivo della cosa è che il personale fa di tutto per farti sentire a tuo agio e hai a disposizione caffè, frutta, biscotti e altre amenità. Anche i pasti non sono niente male per essere un treno nel mezzo del nulla.
Altra cosa di cui ti rendi conto ben presto è che sarai sostanzialmente isolato dal resto del mondo: niente internet (non che di mio me lo aspettassi, ma mi avevano detto il contrario) e per lo più niente segnale telefonico, salvo nei pressi delle rare stazioni.
Niente di grave, ti dici, ti potrai concentrare sul viaggio e sul lavoro. 
Non male, però, sarebbe stato poter avvertire prima le persone che attendono tue notizie qualche migliaio di km più in là.

Il paesaggio è stupendo (per quel che si può vedere data l'ora ormai tarda e il tempo inclemente) per la prima cinquantina di chilometri ti trovi ancora tra le montagne rocciose nel parco nazionale di Jasper e sei circondato da neve, paesaggi aspri e animali. 

Poi cala la notte.

E intorno a te c'è solo il silenzio.

E il chiacchiericcio dei tuoi colleghi.

E quando vai a letto il frastuono del treno che arranca su binari scricchiolanti facendo traballare rumorosamente il tuo letto nella minuscola solitudine della tua cabina.

E la neve che cade fitta.

Stay tuned,

M

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