mercoledì 29 febbraio 2012

Trans-Canada Day 0: Road to Jasper



Il panico, poi il sollievo e l'attesa.
Il nostro treno parte da Jasper, a 4 ore da qui e abbiamo bisogno di raggiungere il posto in qualche modo.
Non vi tedio con i dettagli, ma se vi trovate di inverno a dover fare il tragitto Banff-Jasper sappiate che:
  1.  La Hertz chiude di Jasper in inverno (nonostante sia una stazione sciistica piuttosto nota).
  2.  La Avis non vi permette di prendere in fitto macchine a Banff e lasciarle altrove.
  3.  La Budget ha pochissime macchine, tutte prese per i motivi di cui sopra.
  4.  La National non risponde.
  5.  L'autobus va prenotato con 48 ore di anticipo.

Per fortuna, grazie al sapiente intervento di una receptionist gentile siamo riusciti ad aggirare il punto 5 e così siamo riusciti a partire, in 2 su un bus a 24 posti.

Il tragitto da Banff è splendido. Nonostante una piccola tormenta riducesse parecchio la visibilità, ho visto finalmente i paesaggi selvaggi delle Montagne Rocciose, risalendo una strada che si inerpica su passi che vengono tenuti liberi dalla neve provocando valanghe artificiali, costeggia ghiacciai e cascate gelate su cui scalatori sfidano il maltempo, ed è costantemente circondata dai ripide pareti quasi verticali.
Il tutto condito dal commento del ciarliero e onnisciente autista che ci ha raccontato la storia degli ultimi milioni di anni di questa e altre zone del Canada, variando da dettagli geologici a questioni politico-sociali della storia industriale della regione.

Appena entrati a Jasper vediamo al lato della strada due grossi coyote. 

Forse.

Non li vediamo abbastanza bene da poter decidere con certezza, ma sembrano davvero grandi per essere coyote e troppo ardimentosi per essere lupi (il sole non è ancora tramontato e si accingono ad attraversare la strada come se nulla fosse).

Quel che pare certo è che non si tratti di cani.

Jasper, centro dell'omonimo parco nazionale, non ha particolari attrattive, salvo essere la testa della Route 93, che parte da qui e arriva fino al confine con il Messico (una specie di Route 66 che va da nord a sud, insomma) ed avere una piccola stazione in cui passano esattamente due treni con cadenza trisettimanale: uno da Montreal a Vancouver e uno in direzione opposta. Il nostro treno.

Il capostazione è uno strano personaggio, probabilmente un ex militare, che risponde "negative" invece di "no" e ci decanta le meraviglie del treno di lusso su cui stiamo per imbarcarci.

Le aspettative crescono, la seconda parte di questo viaggio sta per iniziare.

Il treno ci aspetta.

Stay tuned,
M

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