giovedì 1 marzo 2012

Day 2: It's a long way to Winnipeg


Il secondo giorno è giorno di scoperte. 

Prima di tutto scopri che se avessi guardato nel cestino degli asciugamani con più attenzione avresti trovato un paio di tappi per le orecchie che magari ti avrebbero consentito di evitare di svegliarti ogni tre quarti d'ora.


Poi scopri che il buco che hai trovato la sera prima nella dimostrazione che il giorno prima ti aveva causato tanta soddisfazione è molto più problematico del previsto e sai che nelle prossime ore non riuscirai a pensare ad altro, senza tra l'altro giungere a nulla. Salvo levarti lo sfizio di stroncare la dimostrazione del prof spaccone che pensava di aver risolto in pochi minuti il problema su cui tu ti stai bruciando il cervello da ore.

Poi scopri che il Canada è grande e ti tocca cambiare fuso orario, ma non avendo orologio ed essendo il tuo cellulare spento per manifesta inutilità, il risultato è solo che le tue coordinate spaziotemporali vanno a farsi benedire e rinunci completamente a sapere che ore sono, che giorno è e dove ti trovi.

Poi scopri che se stai abbastanza tempo in un treno chiuso vecchio e traballante, con i vetri che distorcono il paesaggio, puoi soffrire di mal di treno. E scopri le piacevolezze di convivere per qualche giorno con una costante lieve nausea che ti fa compagnia. 

Poi scopri che il cuoco di bordo sa preparare dei buoni hamburger e ha a disposizione del buon agnello. Ma assolutamente non capisci perché abbia voluto mettere insieme le due cose.

Poi scopri che ad est delle Rockies canadesi c'è il paesaggio più monotono del globo terraqueo. Più di 24 ore di pianura piena di nulla e senza alberi. Una specie di Texas con la neve e senza pozzi di petrolio. E che forse da Jasper sarebbe stato il caso di andare verso ovest, a Vancouver, invece che verso est, a Montreal.

Verso sera, infine, scopri che anche un treno può aver bisogno di fermarsi per cambiare una ruota. Un concetto tutto nuovo di "flat wheel". E così scendi pieno di buona volontà per esplorare Winnipeg per 2-3 ore. Salvo scoprire che nelle vicinanze della stazione non sembra esserci nulla di raggiungibile a piedi. E così ritorni mesto con i tuoi compagni di viaggio in stazione e passi una serata a base di internet e notte degli Oscar in sottofondo, mentre approfitti della sosta per respirare un po' di aria, che mette istantaneamente a tacere la nausea, e per mandare qualche messaggio in bottiglia nel mare digitale (espressione un po' tortuosa per dire che data la differenza di fuso orario ti devi accontentare di mandare email, visto che chat & co. sono escluse). 

Armato dell'ultima puntata di "The Big Bang Theory", e di un film appositamente scaricato in precedenza ti appresti a passare la prossima notte, che ti allontanerà dalla poco memorabile provincia del Saskatchewan e porterò in Ontario attraversando "brevemente" il (la?) Manitoba.

La neve, appena lasciata Winnipeg, riprende a cadere fitta.

Stay tuned,
M

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