venerdì 2 marzo 2012

Day 4: Montreal, at last


Non lasciatevi ingannare: nonostante il titolo, le foto di questo post sono di Toronto.
Quando mi sveglio il paesaggio è cambiato radicalmente. Le foreste hanno lasciato il posto ad un area sub-sub-urbana: siamo nella periferia della periferia di Toronto. Non esattamente una bella vista, mi ricorda vagamente la cosiddetta campagna tra Napoli e Roma.
Ieri non riuscivo ad avere il caffè con la colazione. 
Oggi sono al terzo caffè e ancora non sono riuscito ad ottenere la colazione.


Siamo in anticipo e tutti i programmi son cambiati: la colazione è stata chiamata prima del previsto, c'è poco tempo per l'unica doccia funzionante di tre.

Alle 9 siamo a Toronto. Si cambia treno. Toronto, per quel poco che ho visto, è la tipica città americana della est cosa, con una downtown e i grattacieli di vetro (dorato a volte) e la famosa CN Tower.
Dopo tre ore di attesa, ci imbarchiamo sul treno che ci porterà finalmente alla nostra destinazione finale.

Il buco nella dimostrazione, nonostante il mio cervello stia ormai fumando, resiste indisponente. Ma adesso ho un'arma in più: essendo tornato nella "civiltà" ho a disposizione internet.

Pian piano riprendo i contatti con l'altra metà del mondo.

Facebook sembra non aver notato troppo la mia assenza.

Adesso potrò cominciare a levarmi i dubbi che mi tormentano da giorni su alcuni teoremi che non riesco assolutamente a ricordare.

Il nuovo treno è meno particolare e anche il paesaggio che scorre al di là dei finestrini è in qualche modo familiare. Uno strano mix tra l'Italia, l'America e la Gran Bretagna.

La grossa novità è che alla nostra destra c'è il mare. Sembra mare vero, non il Baltico. EDIT: e invece, naturalmente, si tratta di un lago. Mi viene in mente Gaeta, anche se non c'entra nulla.

Approfittando del fatto che sul nuovo treno siamo in classe economica, riesco finalmente a saltare un pasto, con gran sollievo del mio apparato digerente.

L'arrivo a Montreal è senza particolari sorprese: ci si riposa, si va a mangiare una poutine e finalmente si va a dormire in un letto di dimensioni decenti e che resta fermo.

Domattina farò un salto in università, magari terrò un seminario e domani sera prenderò il volo che finalmente mi porterà a casa.

Casa in Finlandia, si intende.

Passando per Amsterdam, naturalmente.

E Helsinki.

Quando questo post sarà pubblicato, probabilmente questo strano e lunghissimo viaggio sarà finito ed io starò dormendo (jetlag permettendo) nel mio letto.

Studiate matematica, girerete il mondo.

Stay tuned,
M




7 commenti:

fudo ha detto...

ma le tre ore a Toronto le hai passate tutte in stazione, o hai fatto un giretto? È sicuramente piú «americano-generico» di Montréal, ma non è brutta…

MiKo ha detto...

In stazione, nella lounge di prima classe che ci era garantita dal nostro biglietto sul Canadian. Non avevamo forza di andare in giro coi bagagli.

fudo ha detto...

Capisco, probabilmente avrei fatto lo stesso… sarà per il prossimo viaggio in Canada ;)
(finché ci sono Waterloo e Western Ontario…)

Baol ha detto...

Stai facendo un viaggione!!!

MiKo ha detto...

In realtà sono tornato giovedì scorso, ma ancora non mi sono ripreso :)

b & k ha detto...

Ma la parte "vecchia" e artistica di Toronto l'hai vista? Loro la chiamano "The beech" e ci sono tante casette basse e colorate e alternative...!:)

MiKo ha detto...

B&K: Prima di tutto benvenuta (? dalla foto direi benvenuta, altrimenti benvenuto :) ) su MiKo's World.
Purtroppo no: di Toronto ho visto solo ed esclusivamente la stazione. Magari la prossima volta...