venerdì 31 ottobre 2014

Sull'ignoranza degli Italiani (1 di 3)

Ieri, sul mio facciabuco, alcune persone hanno ripubblicato un post preso dal blog di Mauro Munafò, giornalista Repubblica/Espresso. Nel post, dal titolo "Gli italiani sono il popolo più ignorante d'Europa", Munafò riporta i risultati di un sondaggio dell'Inglese Ipsos-MORI e fa alcune considerazioni abbastanza condivisibili seppure non troppo originali.

Il sondaggio in questione, in particolare, consisteva nel chiedere una serie di statistiche relative al proprio paese a cittadini di diverse nazioni e analizzare se e quanto la percezione del proprio paese sia sbagliata. Alla fine del sondaggio, in modo non meglio specificato, gli autori hanno estratto un "indice di ignoranza" dei popoli indagati e in questa particolare classifica della cattiva percezione del proprio paese, gli Italiani sono risultati primi.

Sia il post di Munafò che il sondaggio originale mi hanno fatto pensare, però, e di questo voglio parlare oggi.

Gli Italiani sono il popolo più "ignorante" d'Europa?


Iniziamo questo (lungo) post con un piccolo test.

La mikoworldite è una malattia che colpisce una persona su 1000, causa un forte attacco di cazzeggite acuta che, se non curata per tempo, può diventare cronica. Per distinguere i casi di mikoworldite dalla semplice cazzeggite stagionale, è stato sviluppato un test medico che, in caso di malattia, risulta positivo nel 99% dei casi e in caso di assenza di malattia risulta negativo nel 99% dei casi.
Ieri, in preda ad un attacco di cazzeggio particolarmente virulento, ho fatto il test e sono risultato positivo.

Senza pensarci troppo e dando una risposta a spanne, qual è la probabilità che io sia affetto da mikoworldite?

La grande maggioranza delle persone che non conosce il problema (inclusi parecchi matematici a cui anni fa feci una domanda simile) sbaglia la risposta di parecchio. Il motivo è che, cosa nota da diversi anni, siamo naturalmente scarsi a stimare le statistiche e calcolare le probabilità. Per lo stesso motivo, ad esempio, se si chiede a un americano quale sia il tasso di omicidi e di suicidi negli Stati Uniti, molti pensano che ci siano più omicidi che suicidi, mentre in verità il numero di suicidi è quasi il doppio del numero di omicidi.

Insomma, il sondaggio Ipsos non svela nulla di particolarmente nuovo, ma in qualche modo conferma un fatto noto, dando in più una qualche dimensione del problema su alcune questioni.

Il post di Munafò, però glissa un po' sull'aspetto quantitativo del problema e si limita, molto giornalisticamente, a partire con una serie di frasi a effetto, ma molto poco centrate. Il pezzo comincia così:

Gli italiani credono di essere circondati da musulmani, di essere stati invasi dagli immigrati, di essere tutti disoccupati, di avere troppi vecchi in giro e pensano (anche) che moriranno presto.

A leggere questa frase si direbbe che gli Italiani si preoccupano di problemi inesistenti, che suona un po' come "i ristoranti sono pieni" di berlusconiana memoria. Sull'invasione di musulmani sono d'accordo sia un problema inesistente (su cui, per la cronaca, gli Italiani sbagliano meno di altri intervistati nel sondaggio). Sull'immigrazione non mi pronuncio, sono convinto che non ci sia un'"invasione", ma per stabilire in un modo oggettivo se esista un problema immigrazione o meno non ho abbastanza dati. La mia sensazione è che no non c'è un'emergenza, o il problema è quantomeno limitato, ma come dicevo prima siamo abbastanza scarsi a fare stime a spanne.

Sulle altre tre questioni, però, dei dati oggettivi ci sono (i dati che citerò li ho presi dall'eurostat).

Partiamo dall'ultimo: gli Italiani pensano che moriranno presto. Questo, semplicemente non è vero: la media delle risposte è stata 78 anni, mentre il dato reale dell'aspettativa di vita in Italia è di 82 anni. A parte il fatto che 82 è un dato così estremo (il più alto in Europa) che un errore per difetto è perfettamente comprensibile, ma una differenza di 4 anni è piuttosto esigua; per quello che ne so (non ho accesso hai ai dati, per quanto li abbia richiesti) potrebbe essere una semplice fluttuazione statistica (intendo: potrebbe essere che se si chiedesse a tutti gli Italiani la media delle risposte sarebbe più vicina alla realtà). In effetti anche i sondaggisti Ipsos hanno concluso che su quella specifica domanda, gli intervistati hanno sostanzialmente indovinato la risposta. La cosiddetta "ignoranza" degli Italiani non è dovuta a questo dato. In sostanza, su questo punto, la frase di Munafò è una sparata ad effetto e basta.

Parliamo dei "troppi vecchi in giro". Ancora una volta, siamo d'accordo che le risposte al sondaggio sono parecchio sballate, ma i dati reali indicano oggettivamente che, ammesso e non concesso che esista qualcosa come un problema di "troppi vecchi in giro", l'Italia ha questo problema. Vediamo qualche numero:

  • L'età mediana in Italia è circa 44 anni. Vuol dire che il 50% degli Italiani ha 44 anni o più. Se non avete idea se questo sia tanto o poco, sappiate che l'unico valore più alto in Europa è quello dei Danesi (45 anni).
  • La percentuale di Italiani over 65 è del 20.6%. Ancora una volta è il valore più alto in Europa (alla pari con i Danesi) ed è un valore parecchio alto.
  • La percentuale di Italiani con più di 80 anni, al 6.1%, è di gran lunga il più alto d'Europa, seguito al 5.5% dei Francesi.
  • L'aspettativa di vita di chi raggiunge i 65 anni in Italia è di circa 21 anni. Ancora una volta il più alto in Europa, alla pari con la Spagna. Buone notizie per chi è abbastanza fortunato da ottenere una pensione.
Insomma, comunque la si voglia guardare, gli Italiani sono un popolo vecchio e di certo il più vecchio d'Europa. Se un problema esiste, è sicuramente in Italia.

Sulla disoccupazione, gli Italiani hanno sovrastimato il dato di parecchie lunghezze in più rispetto agli altri popoli intervistati. Certamente non è vero che "siamo tutti disoccupati" come dice Munafò, né che una persona su due lo sia, come sostiene chi ha risposto al sondaggio, ma il 12.6% è senza dubbio un tasso di disoccupazione terrificante.


Riassumendo: è vero che a quanto pare gli Italiani non hanno la dimensione del problema, ma non è che proprio tutte le loro preoccupazioni siano campate in aria.

Munafò conclude il suo post con un'osservazione interessante, per quanto non proprio originale:

Da questi numeri credo siano chiare due cose:
1) La politica degli allarmi, delle emergenze, del “ci stanno invadendo”, del “moriremo tutti”, attecchiscono dannatamente bene e non esiste dato statistico in grado di smentirle. Ed è ovvio quanto faccia comodo a certi partiti;
2) C’è una gigantesca responsabilità del sistema dell’informazione (di cui anche il sottoscritto fa parte) che si dimostra assai inadeguato nel descrivere la realtà e preferisce cavalcare ogni allarme.

In verità, si tratta di conclusioni molto poco supportate dai dati citati prima di Munafò, come ho detto, un problema di falsa percezione delle statistiche esiste, è generale ed è noto, quindi il solo fatto che gli Italiani intervistati sbaglino, e anche tanto, non rende affatto "chiaro" o "ovvio" alcunché. Le conclusioni sono certamente interessanti e, secondo me, anche abbastanza corrette, ma non sono di certo oggettive. Insomma, Munafò sostanzialmente cade nello stesso "cavalcare ogni allarme" che denuncia.

Scavando nei numeri, però, in realtà qualche dato a supporto dell'ipotesi che la percezione della realtà degli Italiani sia fortemente distorta dai sistemi di informazione si trova.

Le domande in cui gli Italiani conducono, anche di parecchie lunghezze, questa singolare corsa al popolo che sbaglia di più sono tre: quella sulla disoccupazione, sul numero di "vecchi" (inteso come over 65), e quella sull'immigrazione. Tra l'altro (purtroppo ho solo dati parziali al riguardo) si direbbe che gli Italiani sono anche ai primissimi posti nella classifica di chi è convinto a torto che i crimini violenti siano in aumento.

Emergenza immigrazione, emergenza disoccupazione, gerontocrazia ed emergenza criminalità. Ovviamente non ho dati precisi, ma una brevissima ricerca sembrerebbe confermarmi che non passa singolo giorno in cui ogni singolo media parli di almeno un paio di queste "emergenze". Direttamente o per bocca della dichiarazione del politico di turno.

Un altro dato interessante è che il valore medio delle risposte sul tasso di disoccupazione è stato 49% (invece del corretto 12%). Da mesi i giornali mettono in prima pagina il dato sulla disoccupazione giovanile (under 35), che a quanto pare si aggira nel mostruoso intervallo 48-50%, spesso però mettendo in secondo piano il fatto che si tratti del dato di disoccupazione giovanile e non di quello totale. Forse che gli Italiani stavano con quello che "ha detto la televisione"?

Forse.

Una risposta definitiva di certo non si può ricavare dai dati che ho.

In definitiva, gli Italiani sono il popolo più ignorante d'Europa? Ancora non sono in grado di rispondere, ma c'è qualche indizio che nel caso la cosa sia vera, c'è una buona fetta di responsabilità della retorica dei media e dei politici. E questo spiegherebbe anche un apparente paradosso:

come mai in questo sondaggio la "saggezza della folla" fallisce così miseramente?

Ma di questo parlerò nel mio prossimo post.

Stay tuned,
M.

PS: la risposta al test iniziale è: la probabilità che io abbia la mikoworldite è circa il 9%. Pensavate di più? Non siete i soli.

4 commenti:

Giuseppe Perelli ha detto...

Vorrei solo aggiungere che, forse, parte del problema deriva anche dal fatto che in Italia, secondo l'OCSE, vi è la più alta percentuale di analfabeti funzionali, come spiega questo articolo di Wired:
http://www.wired.it/play/cultura/2014/04/11/nuovi-analfabeti-usano-facebook-ma-non-sanno-interpretare-la-realta/

Ah, e vorrei anche segnalare un typo: "non ho accesso hai dati [...]

fudo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fudo ha detto...

A proposito di non sapersela cavare con probabilità e statistiche, ci ho messo molto di piú di quanto sperassi, a capire quel 9% :(

MiKo ha detto...

Giuseppe: no, francamente in questo caso non credo si tratti di analfabetismo funzionale.

Sull'altra questione: AAARGH!

fudo: shame on you!