martedì 26 aprile 2016

La birra artigianale è in fermento

E non parlo della mia. Parlo del mondo della birra artigianale in Italia. Notizia di pochi giorni fa è che Birra del Borgo, uno dei microbirrifici più di successo nel panorama è stato acquistato da AB Inbev.

Per chi non se ne intende: AB Inbev è il più grande colosso birricolo (termine da me appena inventato) del pianeta, che controlla qualcosa come il 30% del mercato mondiale.

Non era mai successo prima in Italia, e le reazioni sono state molteplici. Molti piccoli produttori hanno reagito in modo, per così dire, sopra le righe, gridando al tradimento.

Io non la vedo così.

Un'impresa che nasce piccola e riesce a crescere fino a diventare sufficientemente importante da attirare l'attenzione dei colossi finisce quasi sempre per essere comprata. Nell'IT è un po' lo sbocco naturale delle startup di successo.

D'altra parte mettetevi nei panni dell'imprenditore che si vede fare un'offerta che gli garantisce la stabilità economica (sempre in bilico per le piccole imprese, soprattutto in Italia) e sancisce il successo della sua creatura.

Certo, non necessariamente l'epilogo è piacevole.

Difficilmente si potrà considerare ancora Birra del Borgo un microbirrificio artigianale (così come non si può considerare la poretti n luppoli birra artigianale).

Ma io probabilmente avrei fatto lo stesso.

Anche perché bisogna considerare che un colosso, anche un colossino, se vuole metterti fuori mercato ci mette una settimana. E di storie di questo tipo ce ne sono tantissime.

E quindi questo.

Birra del borgo non è più un microbirrificio.

Il mercato italiano della birra artigianale è evidentemente in evoluzione e siamo al giro di boa.

Vedremo chi sarà il prossimo.

Stay tuned,
M.

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